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	<title>Tiragraffi &#187; friendfeed</title>
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	<description>Tiragraffi è un magazine online, dal tratto graffiante e acuto, che si occupa di arte, design, web, marketing, cultura digitale e nuovi media.</description>
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		<title>Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su FriendFeed&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 13:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[… e non avete mai osato chiedere.

Un’interessante infografica sul popolare social network, tanto amato dai turchi e dagli italiani.<p><a href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2010/10/tutto-quello-che-avreste-sempre-voluto-sapere-su-friendfeed/">Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su FriendFeed&#8230;</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; e non avete mai osato chiedere.</p>
<p>Un&#8217;interessante infografica, <strong>realizzata da Davide Basile aka <a href="http://www.kawakumi.com/" target="_blank">Kawakumi</a></strong> sul popolare social network, tanto amato dai turchi e dagli italiani&#8230; e sull&#8217;o<a href="http://friendfeed.com/lucasartoni/13f7a64e/siamo-qui-con-davanti-il-fondatore-di" target="_blank">nda delle domande</a> che tutti noi vorremmo fare al suo fondatore&#8230;</p>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2010/08/friendfeed_kawakumi.jpg" rel="lightbox[6225]" title="friendfeed_kawakumi"><img src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2010/08/friendfeed_kawakumi.jpg" alt="friendfeed_kawakumi" title="friendfeed_kawakumi" width="630" /></a></p>
<p>[ via <a href="http://www.kawakumi.com/2010/08/02/friendfeed-all-the-numbers-that-matter-infographics/" target="_blank">FriendFeed: All The Numbers That Matter [Infographic] | kawakumi.com</a> ]</p>
<p>[ad#468x60-bianco]</p>
<p class="ffdirect"><a href="http://friendfeed.com/e/08f5d652-0a0f-4f1a-ad01-8bc375fef3b4">"like" this entry on friendfeed.com</a></p><div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2010/10/tutto-quello-che-avreste-sempre-voluto-sapere-su-friendfeed/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2010/10/tutto-quello-che-avreste-sempre-voluto-sapere-su-friendfeed/">Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su FriendFeed&#8230;</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		<title>A me non piace Tumblr</title>
		<link>http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2010/01/a-me-non-piace-tumblr/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 16:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Nicosia</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuovi media]]></category>
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		<description><![CDATA[Tumblr è un sistema semplice per condividere informazioni. Ma non garantisce la condivisione delle opinioni.<p><a href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2010/01/a-me-non-piace-tumblr/">A me non piace Tumblr</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-3947" style="margin: 2px;" title="no-tumblr" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2010/01/no-tumblr.jpg" alt="no-tumblr" width="296" height="271" />A me non piace <a href="http://www.tumblr.com/">Tumblr</a>.</p>
<p>Se a voi piace, aspettate un momento per indignarvi. Se non sapete cosa sia, ecco come viene presentato il servizio: “<em>Tumblr lets you effortlessly share anything. Post text, photos, quotes, links, music, and videos, from your browser, phone, desktop, email, or wherever you happen to be.</em>”</p>
<p>Data la grande semplicità d’uso, vedo molti utenti usare Tumblr come una sorta di<strong> taccuino </strong>su cui annotano foto, frasi e citazioni di articoli che trovano in giro per la rete e ritengono interessanti. E’ quello che vedo io personalmente, poi magari la maggior parte degli utenti lo usa diversamente.</p>
<p>Perché a me non piace Tumblr? Perché uso molto <a href="http://friendfeed.com/">Friendfeed</a>. Sono criptico, lo so: ora spiego. Friendfeed nasce come <strong>aggregatore</strong>. Gli utenti vi convogliano tutta la loro attività online (tweet, post su blog, video caricati o preferiti su Youtube e altre funzioni da altri servizi). Qui, chi li segue può essere aggiornato sulle attività dell’utente senza doverlo inseguire su nmila piattaforme. Uno dei servizi che possono essere convogliati su Friendfeed sono i post di Tumblr.</p>
<p>Ed ecco cosa mi succede molto spesso: nel flusso Friendfeed di qualcuno dei miei contatti vedo una frase che mi intriga. Penso “figo!”, sono incuriosito, voglio leggere il resto del testo, clicco il link. E arrivo su Tumblr, dove trovo esattamente la stessa frase, con in più la citazione della fonte. Penso “palle!”, clicco un’altra volta e finalmente posso leggere tutto il testo e vedere la frase nel contesto originale.</p>
<p>Ok, lo ammetto: la storia del doppio click è un problema mio, nulla su cui costruire un post. E tutto sommato Tumblr non mi ha fatto niente di male. Invece, <strong>la citazione estrapolata dal contesto è qualcosa su cui vale la pena spendere qualche parola</strong>, secondo me.</p>
<p>Grazie a Tumblr, come a ogni network sociale, è <strong>facile condividere le informazioni</strong>. E, <strong>implicitamente, le opinioni</strong>: se tumblero, sono d’accordo con ciò che tumblero. Giusto? In realtà si tratta solo della condivisione dell’informazione, perché l’opinione, ovvero “<em>perché condivido questa informazione</em>”, non viene trasmessa.</p>
<p>Quando leggo una tumblerata, immagino che l’utente sia d’accordo con la frase che ha citato. Che la tumbleri come segno di condivisione dell’idea. E penso che chi laika la tumblerata esprima anche lui il suo accordo.<br />
Ma su cosa? Sulla frase? Sull’articolo da cui è stata presa? Sui gusti del tumbleratore? E il tumbleratore, perché apprezza quella frase, al punto da tumblerarla?</p>
<p>Di fatto, <strong>l’opinione implicita nella tumblerata è “</strong><em><strong>perché sì</strong></em><strong>”</strong>. E “perché sì” non è un gran trampolino di lancio per una discussione.  Le discussioni più interessanti che ho letto sui social network avvenivano sempre tra persone in disaccordo su una qualche questione. <strong>Ma è possibile discutere anche quando si è tutti d’accordo, o tutti in disaccordo</strong>, con una data idea.</p>
<p>Immaginiamo questo scenario. Un mio contatto tumblera una foto scattata dietro le quinte di Guerre Stellari. Io la laiko. Ma perché abbiamo compiuto queste azioni? Quali sono le nostre opinioni? Magari lui apprezza la composizione della foto. Io non so valutare tecnicamente una foto, ma mi piace Guerre Stellari, quindi laiko. Ma magari lui odia Guerre Stellari. E io invece penso che sia un fan come me, perché solo un fan condivide questo tipo di foto, no? Ed ecco che io e il mio contatto apparentemente siamo d’accordo, invece non sappiamo neanche di che cosa stiamo parlando.</p>
<p>Tumblr è come un taccuino. Ecco, immaginate di trovare per strada il taccuino perso da qualcuno per strada. Lo leggete, ci sono foto incollate, citazioni, brandelli di pensiero. Magari tutto poetico, quasi di sicuro tutto fuori contesto. Sicuramente pensate di potervi fare un’idea della persona che ha perso il taccuino che state sfogliando, ma siete sicuri di poter indovinare i suoi pensieri, le sue intenzioni, le sue opinioni?<br />
E voi che scrivete, siete certi che il vostro taccuino dica veramente chi siete e cosa pensate?</p>
<p>Io <strong>non penso che esista un modo giusto o sbagliato di usare i social network</strong> e i servizi di condivisione, Tumblr o qualsiasi altro, <strong>ma credo che vadano usati consapevolmente</strong>. E avendo ben presente che condividere un’informazione sia diverso da condividere un’opinione. Poi uno condivide quello che gli pare, ma almeno sapendo cosa sta facendo.</p>
<p>Dopo aver infarcito questo articolo di<em> laikare </em>e <em>tumblerare</em> sento il bisogno di espiare recitando tutta la coniugazione di “tradurre” in tutti i tempi e modi. Con le mie esse ed erre sportive suonerò come uno sketch dei Fichi d’India.</p>
<p class="ffdirect"><a href="http://friendfeed.com/e/b28ed551-08e4-4c68-9dfc-c672a35848c5">"like" this entry on friendfeed.com</a></p><div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2010/01/a-me-non-piace-tumblr/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2010/01/a-me-non-piace-tumblr/">A me non piace Tumblr</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		<title>Evoluzione del pubblicitario</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 11:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie a una segnalazione di Roldano De Persio su Friendfeed, leggo questo interessante parere di Gabriele Di Matteo sull&#8217;evoluzione della figura del pubblicitario. Mentre nel settore della pubblicità, fra gli addetti ai lavori si continuava a ragionare su un&#8217;evoluzione della ...<p><a href="http://www.tiragraffi.it/advertising/2009/12/evoluzione-del-pubblicitario/">Evoluzione del pubblicitario</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bastet.it/tiragraffi/wp-content/uploads/2009/12/workforfood.jpeg" rel="lightbox[3206]" title="workforfood"><img src="http://www.bastet.it/tiragraffi/wp-content/uploads/2009/12/workforfood.jpeg" alt="workforfood" title="workforfood" width="630" /></a></p>
<p>Grazie a <a href="http://friendfeed.com/roldanodepersio/3c3992bc/e-su-questo-terreno-che-pubblicitari-si-devono" target="_blank">una segnalazione</a> di <strong>Roldano De Persio</strong> su <a href="http://friendfeed.com" target="_blank">Friendfeed</a>, leggo questo interessante parere di <strong>Gabriele Di Matteo</strong> sull&#8217;evoluzione della figura del pubblicitario.</p>
<p>Mentre nel settore della pubblicità, fra gli addetti ai lavori si continuava a ragionare su un&#8217;evoluzione della figura professionale solo in un senso, quello carieristico (come simpaticamente mostrato nella vignetta di <strong>Work for Food</strong> &#8211; <a href="http://www.workforfood.nu/" target="_blank">workforfood.nu</a>); finalmente si inizia a intuire l&#8217;esigenza di un&#8217;ulteriore crescita.</p>
<blockquote><p><strong>&#8216;Ora è il momento di cambiare la professione del pubblicitario&#8217;</strong><br />
<em>di Gabriele Di Matteo</em></p>
<p>«La strada che porta al domani, per citare il libro di Bill Gates, è tutta in salita per i media tradizionali e in discesa per i media digitali», dice Walter Hartsarich, presidente di Aegis Media Italia. E per andare sul pratico, incrocia i dati che arrivano dagli Usa.</p>
<p>Nel fatidico black friday, quando i grandi magazzini tagliano i prezzi con sconti prossimi al 50%, i negozi tradizionali con i commessi e le cassiere hanno fatto +0,1% sull’anno scorso, i siti di ecommerce hanno aumentato le vendite dell’11. Intanto il traffico sui siti commerciali nelle ultime quattro settimane è cresciuto del 18% e gli incassi delle vendite online nella prima settimana di dicembre sono stati pari a 4,6 miliardi di dollari (+3% sull’anno passato). «Questo significa che l’altare su cui si celebrano i consumi e la pubblicità che li precede è Internet. Gli acquisti online sono preceduti da una ricerca per stabilire il miglior prezzo dei prodotti, e queste ricerche avvengono con Google, che incassa 25 miliardi di dollari. È su questo terreno che i pubblicitari si devono confrontare: il consumatore si fida più un social forum che di uno spot».</p>
<p>È chiaro, continua Hartsarich, «che l’attenzione delle aziende si sta spostando velocemente verso la rete». I numeri diffusi dalla Nielsen lo confermano pienamente: tra i media, solo Internet cresce del 4,7% sull’anno scorso, mentre il mercato cede il 15,6%.</p>
<p>Tra i pubblicitari senza negare la potenza e l’efficacia dei media digitali, c’è chi ribadisce la necessità di una relazione emotiva tra consumatore e prodotto. Insomma, «il search ha i suoi meriti ma anche i suoi limiti», come dice Giuseppe Cogliolo, ad di McCann Erickson Italia. «Se il futuro sarà di You Tube a scapito della televisione tradizionale e i giornali finiremo per leggerli sul Kindle, <strong>cambieranno i canali di trasmissione della pubblicità ma i consumatori dovranno essere sempre raggiunti da messaggi emotivi, onesti e informativi</strong>:<strong> per questo la professione di pubblicitario non sarà cancellata, solo cambiata,</strong> dal search».&#8221;
<p>[ via <a href="http://www.repubblica.it/supplementi/af/2009/12/14/multimedia/029sottino.html" target="_blank">Repubblica.it » Affari e Finanza</a> ]</p>
</blockquote>
<p>[ad#468x60-bianco]</p>
<p>Come continuo a sottolineare, e come ribadito in quest&#8217;articolo, l&#8217;evoluzione richiesta consiste quasi esclusivamente nell&#8217;<strong>apprendere quali sono i nuovi linguaggi</strong> su cui veicolare messaggi e comunicazione, e<strong> sfruttarli in maniera creativa</strong>.<br />
Del resto è questa la <strong>funzione</strong> che un pubblicitario dovrebbe avere: <strong>creatività</strong>, <strong>elasticità</strong> e <strong>innovazione</strong>&#8230; quali delle tre variabili sono state perse nel corso degli anni?<br />
[ad#468x60-bianco]</p>
<p class="ffdirect"><a href="http://friendfeed.com/e/0b50408e-1194-4faa-b332-7674c4060a85">"like" this entry on friendfeed.com</a></p><div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/advertising/2009/12/evoluzione-del-pubblicitario/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/advertising/2009/12/evoluzione-del-pubblicitario/">Evoluzione del pubblicitario</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		<title>Ancora sui Social Network</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 13:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo un articolo che descrive la nuova preoccupazione dei manager d’azienda americani a proposito del comportamento dei propri dipendenti on-line. Mi ha colpito in particolar modo questo passaggio: L’immagine che danno di sé, nel bene e nel male, anche se ...<p><a href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2009/05/ancora-sui-social-network/">Ancora sui Social Network</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo un <a href="http://blogs4biz.libero.it/2009/usa-sempre-piu-manager-preoccupati-dallattivita-on-line-dei-loro-dipendenti/" target="_blank" title="USA, sempre più manager preoccupati dall’attività on line dei loro dipendenti - blogs4biz.info">articolo</a> che descrive la nuova  preoccupazione dei manager d’azienda americani a proposito del <strong>comportamento dei propri dipendenti on-line</strong>.</p>
<p>Mi ha colpito in particolar modo questo passaggio:</p>
<blockquote><p>L’immagine che danno di sé, nel bene e nel male, anche se veicolata nella sfera privata, influisce in molti modi sull’immagine dell’impresa in cui lavorano, secondo l’assioma “dimmi chi lavora per te e ti dirò che azienda sei”.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2009/05/social_networks1.jpeg" rel="lightbox[1894]" title="social_networks"><img src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2009/05/social_networks1-261x300.jpg" alt="" title="social_networks" width="261" height="300" class="thumb_dx" /></a>Già ne avevo parlato in un altro <a href="http://www.bastet.it/tiragraffi/2009/02/09/leggete-attentamente-le-avvertenze/#comment-56880" title="leggete attentamente le avvertenze - bastet.it">post</a> a proposito della <strong>privacy</strong>, ma anche della possibilità di <strong>raccolta ed elaborazione di dati personali</strong> che la rete ci permette di avere, e il paragone con gli esempi del passato mi sembrano ancora più lampante.</p>
<p>Attraverso i social network, le persone mettono in &#8220;mostra&#8221; la propria sfera privata, nei modi e nei tempi già <a href="http://www.bastet.it/tiragraffi/2009/02/09/leggete-attentamente-le-avvertenze/" title="leggete attentamente le avvertenze - bastet.it">discussi in precedenza</a>: ovviamente sta all&#8217;intelligenza e al pudore della singola persona moderare le informazioni che si rendono disponibili on-line.</p>
<p>A questo punto, mi è tornato in mente quando  incontrai la mia farmacista al supermercato, senza camice e con <strong>minigonna e trucco</strong> poco adatti alla sua età; oppure un attempato fornitore dell&#8217;agenzia <strong>mano nella mano</strong> con un baldo giovinotto a un concerto jazz; oppure una mia ex collega che mi chiese aiuto per coprirle una <strong>scappatella</strong>&#8230;</p>
<p>In questo caso <strong>su chi potrei aver cambiato idea</strong>? Sulla farmacia, sulla tipografia, sulla mia stessa agenzia o semplicemente sulla singola persona?</p>
<p>Al di là del fatto che io cerco di non giudicare nessuno, ma di giustificare e soprattutto comprendere tutte le scelte fatte da chiunque: continuo a chiedermi <strong>perché la rete abbia il potere di amplificare e distorcere ogni comportamento</strong> che nella &#8220;first life&#8221; è accettato e metabolizzato da decenni.</p>
<p>Perché <strong>così tanta paura di facebook</strong>, se basta guardare come mi vesto, cosa compro al supermercato e con chi rientro a casa <strong>per avere molte più informazioni</strong> su di me?</p>
<p>Perché così tanta paura delle <strong>informazioni</strong> che, da <strong>privata cittadina</strong>, metto on line <strong>nei confronti di una società o di un datore di lavoro</strong> (sempre se non cado nella diffamazione)?</p>
<p>Mi sembra veramente tutto troppo esagerato&#8230;<br />
E vi prego, non ditemi che è <strong>tutta una questione di numeri</strong>&#8230;</p>
<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2009/05/ancora-sui-social-network/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2009/05/ancora-sui-social-network/">Ancora sui Social Network</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		<title>Leggete attentamente le avvertenze</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 10:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi mi volevo soffermare su varie affermazioni che leggo in giro riguardo all&#8217;uso/abuso dei social network, sulla loro pericolosità e le continue violazioni della privacy alle quali ci sottopongono. Il problema è tornato alla ribalta con il lancio di Google ...<p><a href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/2009/02/leggete-attentamente-le-avvertenze/">Leggete attentamente le avvertenze</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2009/02/Google_128x128.png" alt="Google_128x128" title="Google_128x128" width="128" height="128" align="right" style="margin: 0 0 10px 20px;" />Oggi mi volevo soffermare  su varie affermazioni che leggo in giro riguardo <strong>all&#8217;uso/abuso</strong> dei social network, sulla loro pericolosità e le continue <strong>violazioni della privacy</strong> alle quali ci sottopongono.</p>
<p>Il problema è tornato alla ribalta con il lancio di <a href="http://www.google.com/latitude/" target="_blank">Google Latitude</a>, un sistema che permette di <strong>individuare la tua posizione</strong> su Google maps con un&#8217;esattezza a dir poco imbarazzante.<br />
E da qui, nuovamente si è tornati a parlare di <strong>problemi di privacy</strong>&#8230;</p>
<p>Per anni mi sono nascosta nella rete, usando vari nickname, sia per timidezza, insicurezza che per accondiscendere alle paranoie di ex compagni gelosi all&#8217;inverosimile (neanche fossi Angelina Jolie). Da 3 anni ho deciso di uscire allo scoperto, di unificare le mie identità virtuali, e di associare al nick &#8220;bastet&#8221; il mio nome e cognome.<br />
Trovo divertente quando le mie nipoti pre-adolescenti, e ai primi approcci con internet, esclamano esultanti <em>&#8220;Zia! Ma sei su google!&#8221;</em>. :D</p>
<p>Ma il punto è: cosa trovano le mie nipoti su di me, navigando su internet? Cosa archivia <strong>Twitter</strong> della mia vita, o <strong>Facebook/MySpace</strong> dei miei gusti personali e amicizie, o <strong>Friendfeed</strong> dei miei commenti polemici, o <strong>Latitude/Brightkite/dopplr</strong> dei miei spostamenti?<br />
<strong>Esattamente quello che IO scrivo, quello che IO decido di divulgare, quello che IO voglio che si sappia in giro.</strong></p>
<p>Allora, spiegatemi: <strong>dov&#8217;è la violazione della Privacy</strong> se sono io che decido cosa comunicare, e permettere di vedere e a chi?</p>
<p>Esempio recente: vengo svegliata stamane da un <strong>sms</strong> di mio fratello che, giocando con <strong>Latitude</strong>, mi chiede chiede perché mi trovavo sull&#8217;<strong>Isola Tiberina</strong>&#8230; semplicemente <strong>per non far vedere</strong> a chi ho autorizzato a seguirmi su Google, <strong>dove abito</strong>, impostando la mia posizione manualmente sulla mappa.</p>
<p>Sinceramente tutte queste polemiche/paure sulla privacy non fanno altro che confermare la mia idea di un popolo in preda a un&#8217;<strong>incontinenza comunicativa</strong>, che quando &#8220;se la fa sotto&#8221; non da la colpa al proprio intestino, ma al luogo in cui la si è fatta&#8230;</p>
<p>Il web e tutti gli strumenti inclusi non sono altro che <strong>canali di trasmissione</strong>: se io parlo dentro il microfono, la mia voce verrà divulgata, amplificata e (purtroppo spesso) distorta da questi canali&#8230; ma solo <strong>se io decido di parlare</strong>.<br />
Allora, se qualcuno sa il mio orientamento sessuale, è colpa di Facebook o è colpa mia che l&#8217;ho inserito fra le informazioni disponibili?</p>
<blockquote><p><strong>utilizzo consapevole e informato della funzione da parte degli utenti</strong> (<a href="http://www.webnews.it/news/leggi/10095/google-latitude-e-una-minaccia-per-la-privacy/" target="_blank">cit.</a>)</p></blockquote>
<p>A questo punto proporrei di creare un &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bugiardino" target="_blank">bugiardino</a>&#8221; con le <strong>avvertenze sull&#8217;uso/abuso di internet</strong>, della posologia e degli effetti collaterali, che compaia a monitor ogni volta che qualcuno si connette.<br />
Ma che sia a <strong>prova di imbecille</strong>, dato che ogni volta che sento alzare queste polemiche mi sembra che appena si accende il device (computer, mobile ecc.) il cervello venga disattivato in automatico&#8230;</p>
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