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Sito Web Gratuito, fra parodia e autopromozione: intervista a Fulvio Romanin

5 luglio 2013 | di
in Focus, interviste, progetti, protagonisti | 2 Commenti

 

Siti web a 100,00 euroIl tuo sito in un click, mio cugino lo fa per 50,00 euro quante volte abbiamo visto, letto e ascoltato promozioni di questo tipo? Troppo spesso, direte voi.
Ormai sono approdate anche in tv queste offerte al limite dell’assurdo (1&1 MyWebsite) e con un abbattimento dei costi sul mercato, e della qualità del lavoro, da minare qualsiasi categoria professionale.

Fulvio Romanin, foto Rolling Stones ItaliaMa c’è chi, con immagini “rubbate” da stock, Comic Sans come se piovesse, l’offerta “i siti con i cuccioli” e impaginazione sui generis, ha deciso di farne – ironicamente – il cavallo di battaglia per la promozione della propria attivita: innescando volutamente una polemica sulla offerta sito aggratuito da parte di “aziende senza scrupoli o da intraprendenti incompetenti”.
Vi presentiamo Fulvio Romanin l’autore del clickatissimo www.sitowebgratuito.com, il sito parodia che in 24 ore ha infranto tutti i record di visualizzazione ;)

 

sitowebgratuito.comCiao Fulvio, come ti è venuta l’idea di sitowebgratuito.com? Sei rimasto stupito del risultato ottenuto?

La parola giusta è “attonito”, visto che in genere queste gag, se non “bucano” una certa soglia di indifferenza, restano provocazioni senza un seguito. Con 3.500 likes in un giorno su Facebook, 200 su Twitter e 200 su Google Plus, una sessantina di mail di complimenti (e una di insulti!), 10.000 visitatori singoli alla pagina di sitowebgratuito.com e 5.300 alla mia direi che siamo andati ben oltre ogni mia più rosea aspettativa visto l’investimento economico (60 euro di dominio) e di tempo (30 minuti per preparare tutto).
Come al solito, se fai un buchino in questo muro di indifferenza, rischia di venire giù l’intera parete.

 

A questo punto vogliamo sapere il contenuto dell’unica mail di insulti!

Il vostro sito fa cacare, su safari è una merda! Ma che cazzo di azienda di merda siete? e meno male che siete web-designer!

(Il sito funziona su safari)

 

Secondo te, cosa si può fare per fermare la tendenza a considerare il prodotto web come qualcosa perennemente “in offerta speciale”?
E’ possibile “formare” i clienti alla qualità e insegnare a valutare correttamente il lavoro di un web designer?

Penso sia un fenomeno naturale, come è successo già in altre fasce di mercato. D’altronde, è anche un fatto di “selezione naturale” nel mondo dell’impresa. Chi prima pagava 50 euro per un flyer brutto fatto dal cugino ora paga lo stesso cugino 50 euro per un sito; e ora che è possibile costruire siti con risultati esteticamente dignitosi a basso prezzo è abbastanza comprensibile come, chi voglia soltanto farsi un “biglietto da visita”, ricorra a questi sistemi.
Penso che un livellamento accadrà naturalmente: di fronte alla mancanza di risultati alcuni clienti penseranno di non investire più nel web (ma sarà possibile, nel futuro, NON essere sul web?) ed altri comprenderanno che si, il sito “miocuggino50euro” porterà, giustamente, a dei risultati da 50 euro e si regoleranno di conseguenza.

 

Raccontaci di te: di cosa ti occupi?

Ho iniziato a fare il web designer per passione nel 2000, appena laureato, e ho avuto la fortuna di lavorare da quasi subito con grossi festival musicali (Rototom Sunsplash, Italia Wave), che mi hanno permesso di comprendere meglio le dinamiche di quello che la gente realmente cerca sul web. A mano a mano il mio lavoro si è trasformato da quello di semplice “meccanico” in qualcosa di sempre più simile ad un “ufficio stampa digitale”, dove oltre alle “belle cornicette” si pone principalmente l’accento sulla rilevanza dei contenuti: un sito esteticamente bello non è una condizione sufficiente per creare quella nicchia – culturale, economica – che giustifica l’impegno e la spesa di un sito.

Ho una piccola (ma tenace) web agency in quel di Udine, e ho insegnato allo IED e all’Università di udine web design e comunicazione.  L’anno scorso ho scritto un e-book sul lavoro indipendente, “L’iva funesta“, per Rolling Stone Italia e ReddArmy, che ha avuto un ottimo riscontro, e ho fondato una piccola associazione culturale / etichetta discografica (proprio la summenzionata ReddArmy) che si occupa di urban music.

 

Ti è mai capitato di ricevere richieste dai parte di potenziali clienti che rasentassero il “sito aggratuito”?
Hai qualche aneddoto da raccontare?

Mille e mille volte, ma dal fornaio o dal tabaccaio te lo aspetti.
La cosa più seccante è l’arroganza di chi i soldi li ha, e usa l’aggettivo “visibilità” come specchietto turlupinacitrulli. Una mega azienda mi ha convocato una volta in sede, una sede faraonica, e, ricevuto da una manager che sembrava uscita da Boris, mi ha apostrofato:
“Sai, noi siamo una grande azienda, ma vorremmo un sito che costi il meno possibile, tendente a niente”
“Il mio consiglio è che piuttosto che avere un brutto sito sia preferibile non averne alcuno. Ciò detto, io ho un mio costo, e non tende al niente”
“Ma noi siamo la XXXXXXX, ti diamo visibilità, abbiamo un nome!”
“Anche io ho un nome da difendere, ed è quello di non lavorare gratis. In passato ho lavorato per Deutsche Bank, Warner e Myspace. Alla visibilità preferirei di gran lunga gli euro, grazie”.

La visibilità non paga le bollette, e non sostituisce l’Enel.

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  • Mauro Santucci

    fantastico! dovremmo tutti imparare a memoria, tipo mantra “Alla visibilità preferirei di gran lunga gli euro, grazie!”

  • Tatiana Scolari

    Complimenti, sono anche io Web Designer, i clienti vanno educati, la nostra professione esige rispetto
    Tatiana di Direfareweb

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