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Intervista a Nicola Ghezzi, Regional Marketing Director di Getty Images e iStockphoto

7 giugno 2013 | di
in Focus, Fotografia, Interviste, Protagonisti | Nessun Commento

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Nicola-Ghezzi---Marketing-Director-Getty-Images-e-iStockphoto-in-Italia-1Nicola Ghezzi è Regional Marketing Director di Getty Images e iStockphoto. Di recente è intervenuto al Digital Festival di Torino a proposito del libro del futuro con due speech, uno dal titolo “Il ruolo del Multimedia nell’editoria di oggi e di domani” (a questo link le slide), e l’altro dal titolo “L’impatto del Mobile sulla comunicazione visiva delle aziende al tempo dei social network” (a questo link le slide).

L’editoria digitale e la fotografia sono temi che seguo molto. Ne ho approfittato per un incontro (digitalmente parlando) per fare qualche domanda a Nicola.

Attualmente l’offerta di contenuti (fotografici e video) sembra superiore alla domanda. Per le aziende di stock è una cosa positiva o negativa?

È aumentata l’offerta, ma non sempre questa rispecchia la qualità e la rilevanza richiesta dai clienti. Ci sono numerosi siti con milioni di immagini di qualsiasi tipo, ma si sente spesso “non trovo l’immagine che mi serve”. Per noi l’importante non è la quantità, ma la qualità di quello che offriamo. E questa è strettamente legata alla rilevanza.

Come gestite il reperimento delle foto per il vostro stock? A un certo punto vi accorgente che dovete rinnovare le foto “open arms” (persone con le braccia aperte in un prato), come le reperite, le commissionate o avete un archivio non pubblico da cui attingere?

Periodicamente mandiamo dei “brief” ai nostri contributor di iStock e Getty Images (fotografi e videomaker) indicando loro quali sono le tendenze del momento e il tipo di immagini/video che richiede (o che prevediamo richiederà) il mercato. Abbiamo anche realizzato Curve, un magazine online che parla dei trend visivi nella comunicazione e che è un ottimo strumento per i contributor per capire quali immagini stanno utilizzando le aziende.
Inoltre attingiamo anche dai nostri partner, in particolare da Flickr di cui siamo partner dal 2008. Abbiamo circa 700.000 immagini su Getty Images nella Flickr Collection, fornite da oltre 100.000 contributor.

Quale trend fotografico noti in questi anni? Lo stile instagram e low-fi imperversa anche negli stock?

C’è stata in questi ultimi due anni un’influenza dei social network, e di app stile retrò come Instagram, nella produzione e scelta delle immagini. In realtà è uno dei trend che si affianca a temi evergreen che nello stock funzionano sempre: business, lifestyle, viaggi, natura, concetti e idee, sport. Temi i cui contenuti devono però sempre essere aggiornati e rilevanti. Le foto di lifestyle di qualche anno fa (che esprimono concetti come amicizia, divertimento, stare insieme ecc) non funzionano oggi. C’è bisogno di immagini sempre aggiornate e attuali.

In futuro le foto scattate dal telefonino e condivise su piattaforme come Instagram potrebbero finire su Getty come è successo con le foto degli utenti di Flickr?

Ci sono già oggi foto scattate con gli smartphone in vendita sia su Getty Images che iStock. Il mercato è chiaramente ancora poco sviluppato, dovuto in primis alla qualità ancora limitata di queste foto per i limiti stessi delle fotocamere degli smartphone. Abbiamo comunque registrato delle vendite su entrambi i siti. E in futuro, soprattutto nella fotografia editoriale, ci sarà sempre più spazio per le foto da mobile. Una fotografia di Ben Lowy - fotografo di Getty Images – scattata con iPhone e le app Hipstamatic/Snapseed e che riprendeva un istante dell’uragano Sandy è finita sulla copertina del TIME Magazine lo scorso novembre.

Come pensate di migliorare le ricerche sui vostri siti? Soluzioni tipo netflix o amazon “se hai usato quest’immagine potrebbe interessarti anche questa” sono ipotizzabili per piattaforme di stock? Se magari sono un rivista e uso sempre un certo stile di foto potrei essere avvantaggiato da un algoritmo del genere, o no?

Sì, stiamo proprio lavorando in tal senso per migliorare la ricerca e mi auguro di poter annunciare dei cambiamenti importanti nei prossimi mesi.

La copertina nei libri digitali ha perso la funzione che aveva nei libri cartacei. Ad esempio il Kindle estrapola la copertina dal processo di lettura, aprendo un libro mi appare subito la prima pagina da leggere. Nei libri nativi digitali quasi mai nelle copertine ci sono fotografie, sono quasi tutte illustrate o grafiche. Che ruolo avrà la fotografia nel libro digitale?

I contenuti multimediali, non solo foto ma anche video e musica, avranno un ruolo fondamentale nell’editoria del futuro. Sono strumenti che arricchiscono l’esperienza di “lettura”. Già oggi ci sono libri cartacei e le relative versioni in forma di app con contenuti interattivi che vanno a completarne l’offerta.
L’editoria scolastica e per bambini li stanno utilizzando con successo. Un esempio è The Elements, un “libro” di chimica creato per l’iPad che ha venduto oltre 300,000 copie. Sono sicuro che i contenuti multimediali siano una grande opportunità per gli editori da sfruttare su più livelli.

Oltre ai libri digitali in futuro ci saranno sempre più riviste e magazine digitali, esperimenti come quelli del Daily di Murdoch sono falliti. Non credi che però la strada intrapresa dal Daily sia giusta? Grande utilizzo di foto interattive, foto a 360° e 3D.

Ci sono esperimenti che possono fallire oggi, ma segnare comunque la strada per il futuro. Lo sviluppo della tecnologia offre opportunità di creare contenuti impensabili in passato, come foto in 3D e immagini e video a 360°. Getty Images ne ha prodotti per diversi clienti, compresi gli editori. Sono senz’altro contenuti che verranno sfruttati sempre di più, è una questione di tempo.

Con l’evolversi di prodotti digitali (libri, magazine) come si evolveranno i servizi della fotografia stock? Sono ipotizzabili sistemi modello Spotify o il Creative Cloud di Adobe. Foto in cloud da utilizzare e/o dismettere a seconda della necessità.

Sì, i modelli alla Spotify in realtà già esistono nella fotografia. Gli abbonamenti (subscription) offrono infatti un accesso illimitato alle immagini. Il cliente le usa fino a quando ne ha bisogno, poi si disiscrive. Così come sta succedendo nella musica, dove l’utente non ambisce più a “possedere” le canzoni ma vuole accedere a un numero illimitato di tracce in qualsiasi momento, anche in una parte della fotografia di stock si andrà in quella direzione.

[ foto © di Jordan Siemens/ Getty Images ]

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