Quello che è successo oggi è inutile ripeterlo ed è sui tweet di tutti.
Una volenterosa operazione di digital PR, con invito di influencer della rete nel ventre della balena del brand, si è ritorta contro una delle più grandi aziende italiane.
Con l’operazione #meetFS, il Direttore Centrale Media di FS Italiane voleva far “trascorrere una giornata insieme e scoprire le tecnologie, le regole, le attività e gli uomini che fanno funzionare la complessa macchina ferroviaria.”*
Un’iniziativa quasi temeraria per un’azienda di queste dimensioni.
Da una parte è stato apprezzata la politica di avvicinamento alle nuove strategie di marketing, al coinvolgimento di potenziali (e involontari) testimonial, dall’altra stupisce la leggerezza con cui non si è pensato all’eventuale (anzi quasi certa) ritorsione della rete.
invita la popolazione dei pendolari a postare oggi foto di treni indecenti e ritardi impossibili, utilizzando l’hashtag #meetFS. please RT.
— Simona Kay (@SimonaKay) June 20, 2012
Senza esprimere giudizi su chi è dietro tutto ciò e su come ha reagito la rete (ingiudicabile poiché ingestibile), mi viene da riflettere se l’errore sia stato dell’azienda (dato che – da quello che so – non si è affidata a un’agenzia di comunicazione specializzata, ma gestisce il tutto internamente) oppure se sia ora di cambiare qualche cosa nella gestione della comunicazione sui nuovi media.
My 2 cents
Cara Azienda, impara ad ascoltare.
Non ci credo che tutte le lamentele indirizzate all’account Twitter di @LeFrecce non vi siano state comunicate.
Non ci credo che nessuno ha mai monitorato i vari presidi social e non ha colto le continue lamentele della vostra utenza.
Perché pensavate che utilizzando gli stessi canali di dialogo, potevate rimanere immuni da attacchi?
Prima l’utenza che l’azienda
Ok, sapevate già tutto, ma avete continuato (come fate spesso ultimamente) a nascondere la testa sotto la sabbia e a risollevarla solo quando volete parlare di voi.
Prima di far scoprire le tecnologie, le regole, le attività e gli uomini che fanno funzionare la complessa macchina ferroviaria* assicuratevi che queste funzionino realmente.
Uno struzzo che si trasforma in un bel pavone che si vanta della propria coda, ancora sporco di terra in testa, non attira simpatie… anzi…
Buzz e Influencer vanno bene per un detersivo, non per un servizio pubblico
Questa la dedico ai web-social-guru – (aggiungere aggettivi a piacere) – strategist. Che senso ha coinvolgere persone di prestigio “social” invitandoli a un tour guidato e a un aperitivo in compagnia del nostro Amministratore Delegato, Mauro Moretti* ?
Volete far parlare di un servizio pubblico? Che senso ha invitare gente nel salone delle feste?
Regalate un carnet di viaggio ai viaggiatori (non solo di FrecciaRossa) e invitateli a twittare o pubblicare la loro opinione sul servizio: e che ogni problema segnalato sia risolto in tempo reale. Solo così otterrete un riscontro positivo su un’operazione di marketing su Twitter.
E’ carino far sapere quante persone lavorano con passione dietro a un servizio di queste dimensioni, ma sarebbe ancora più carino far funzionare a pieno il servizio, e coinvolgere le persone nel miglioramento dello stesso.
Ma, soprattutto, ha ancora senso invitare blogger, influencer, VIP o quant’altro per farsi promozione o effettuare un greenwashing mediatico?
Invece di spiegare solo a loro il funzionamento di tutta la complessa macchina che gestisce le Ferrovie dello Stato, sperando che riescano a trasmetterlo ai loro influenced, perché non aumentare le comunicazioni ai viaggiatori, in quantità e in qualità? Spiegare cosa c’è dietro ogni aumento, dietro ogni treno soppresso e dietro a ogni disagio?
Questa operazione di trasparenza dovrebbe essere la regola invece dell’eccezione per pochi eletti (che si sono pure azzuffati fra di loro).
Non mi sembra che questa giornata abbia contribuito a un ritorno di immagine dell’azienda; anzi, a me sembra che si sia trasformata anche in una perdita di credibilità del blogger.
E non bastano più “due tartine” per recuperarla…
Avvisiamo i viaggiatori che l’hashtag #meetFS ha un ritardo medio di 15′.
— Beast Ecca (@nomeacaso_) June 20, 2012
* Testo della mail di invito, indirizzata alla sottoscritta, per l’incontro del 14 giugno a Roma. Al quale non ho aderito.
Related Posts
« Ancora riconoscimenti per ‘The beauty of second’ di Leo Burnett per Montblanc BeMyEye per il “Retail Store Check” »








Pingback: #meetFS: errore dell’Azienda o è ora di cambiare strategia? (my 2 cents) | Tiragraffi | Copywriter Stuff | Scoop.it