Intervista a Vincent Connare

Intervista a Vincent Connare, designer del Comic Sans

3 aprile 2012 | di
in Design, Interviste, Ispirazione, Personaggi, Tipografia | 1 Commento

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Il font più odiato dai designer, ma allo stesso tempo il più amato dalle altre persone. Lo troviamo negli uffici pubblici e privati, su manifesti, volantini, biglietti da visita, senza contare innumerevoli siti internet. Sto parlando del Comic Sans ovviamente (e di quale altro?).
Nel corso degli anni sono nati tantissimi movimenti che vorrebbero poterlo cancellare per sempre (uno su tutti, Comic Sans Criminal), ma cosa ne pensa Vincent Connare, colui che gli ha dato la luce? Abbiamo scovato un’intervista del 2004 in cui, con una buona dose di ironia (e ad essere sinceri anche con un bel po’ di spocchia), è lui stesso a dare una spiegazione razionale al fenomeno. Buon divertimento e buona lettura!

N.B: A seguire la libera traduzione di un articolo uscito nel 2004 su SnogBlog

 

Se lo ami non capisci molto di tipografia e se lo odi in realtà non capisci molto ugualmente di tipografia e dovresti trovarti un nuovo hobby.
Vincent Connare sul Comic Sans

 
Voi siete stufi del Comic Sans. Io sono stufo del Comic Sans. Perchè diavolo ne stiamo ancora parlando? Vincent Connare ci rivela un po’ di cose che non sapevamo sul font più apprezzato del mondo, quello che i designer amano odiare e di cui si è discusso fino alla nausea.

Prima di tutto, hai davvero permesso ai ragazzi del movimento bancomicsans di usare  una tua immagine come simbolo del movimento, come loro stessi hanno affermato sull’ultimo numero di How? Mi ricordo che lo avevi criticato sul sito ufficiale di Microsoft Typography.

Ho ricevuto una mail da Dave Combes che mi chiedeva di usarla. Non ho risposto subito dicendo sì o no. Credo di aver detto “fai quello che ti pare”, nel senso di “se non hai niente di meglio da fare per impiegare il tuo tempo non mi interessa”.

Raccontaci il tuo “avvistamento” preferito del Comic Sans e quello che invece ti è piaciuto di meno.

Il mio preferito in assoluto è stato alla ATtypI conference nel 2003 a Vancouver, in Canada.  I sacchetti del pranzo avevano una scritta in Comic Sans che diceva cosa c’era all’interno: ironia allo stato puro. Poi un’insegna al neon “Fun Stamps” (Francobolli Divertenti, ndt) che ho visto un anno fa.

Il peggior utilizzo potrebbe essere nel menu di un ristorante, o le Apple iCards. Il peggiore di tanto tempo fa era un sito dei Black Sabbath. E il sito di una donna che vendeva del suo materiale soft-porno ed aveva messo in fondo alla pagina il mio nome tra i credit per il font.

Il miglior momento del Comic Sans?

Una volta Laurie Anderson (famosa performance artist, musicista e scrittrice statunitense, nonchè moglie di Lou Reed, ndt) o qualcuno del suo staff telefonò ad uno dei program manager di Microsoft perché volevano usarlo su un CD interattivo. Io dissi di darglielo senza problemi, ma non ho mai avuto conferma che poi l’abbia usato.

Una volta ha chiamato la Disney dicendomi che voleva usarlo. Risposi che volevo una foto autografata di Topolino, ma non l’ho avuta. Poi la mia fidanzata, rappresentante di talenti,  telefonò alla Disney di Londra spiegando la situazione e alla fine mi hanno mandato una foto autografata da Topolino, l’ho ricevuta per Natale!

All’ ATtypI sono morto dalle risate quando ho visto quei sacchetti. C’era un tizio dell’università che stava presentando tonnellate di numeri e altri dati riguardo i font, e il Comic Sans era elencato tra i più odiati “dai designer che aveva intervistato”. Fantastico.

Nel video di Eminem con Bin Laden c’è il Comic Sans.

Qual è stata la tua reazione a tutte queste critiche sul Comic Sans? Come ti sei sentito, essendone il designer?

La gente non conosce il vero motivo della sua creazione. Se lo sapessero si renderebbero conto che lo scopo del design è quello: progettare qualcosa di adatto ed appropriato al prodotto. Non si poteva usare il Times New Roman. Ah, dovrebbero anche tirare fuori la testa dal sedere.

E’ tutto? E’ la tua risposta definitiva? Come ti sei sentito?

Mi fa incazzare.

Ti è mai capitato che qualcuno avesse una reazione esagerata dopo aver scoperto che eri tu il designer del suo font preferito?

Sì, ero seduto al pub dopo un allenamento di baseball l’estate scorsa, un lanciatore che si era appena unito a noi arriva e mi dice “Devo stringerti la mano. Non posso credere che hai progettato il Comic Sans, è il mio carattere preferito.”

C’è anche uno scrittore e musicista, rappresentato dalla mia fidanzata. Le consegnò le bozze  per il suo prossimo libro: una pila di fogli alta circa 15 centimetri ed era tutto scritto in Comic Sans. Circa 500 pagine, interlinea doppia, dimensione 14. Disse che lo adorava, ed io mi limitai a sorridere.

Ci sono centinaia di storie di gente che mi ha detto cose del genere. Credo che dica moltissimo di una persona. Se lo ami non capisci molto di tipografia, e se lo odi in realtà non capisci molto ugualmente di tipografia e dovresti trovarti un nuovo hobby.

Hai sempre affermato che è l’uso inappropriato a rendere “cattivo” il Comic Sans. Cosa rispondi a chi dice che il Comic Sans è il male, in qualunque modo lo si utilizzi?

Di solito dico loro di scegliere un altro carattere. Non sono stato io ad includerlo in Windows, se vuoi sapere la storia vera basta chiedere, esci, trovati un ragazzo/ragazza e fatti una vita.

I designer sanno essere patetici. Alcuni non capiscono cosa vuol dire essere pratici.

Allora la tipografia è la tua vita o solo un lavoro?

Mi sto stancando delle checche isteriche della tipografia, c’è un’ipocrisia scandalosa.

Qualche teoria sul perché il movimento non ha preso piede? Ci sono dei font che faresti eliminare dalla faccia della Terra?

Credo che dovrebbe essere eliminata la Apple. Prima danno il nome all’azienda copiando l’etichetta discografica dei Beatles. Poi hanno rilasciato “sosumi” come suono dicendo che non era musica (“so sue me” in inglese vuol dire “fammi causa“, ndt) e quindi non viola il contratto con la Apple Music. Ora il prodotto che vendono di più è proprio la musica.

Hanno scelto i font di sistema della Microsoft come web fonts per le loro iCards. Poi hanno rilasciato il font Chalkboard dopo otto anni e anche a dei professionisti a cui l’ho mandato sembra una copia dello stile del Comic Sans. Benvenuti sul treno dell’esilio.

Riesci a vedere il lato divertente di tutta la questione? Non ti stuzzica?

Sì è tutto molto divertente e ho visto Carol Vorderman a Countdown un’ora fa.

Hai disegnato Trebuchet, Comic Sans, Magpie e Fabula. Se dovessi scegliere uno solo tra questi per il quale essere conosciuto, quale sarebbe? E perché?

Devo dire il Magpie perché ho avuto tempo di trovare davvero quello che volevo, non dovendo creare un font solo per risolvere un problema della Microsoft.

Hai imparato qualcosa dall’incidente del Comic Sans?

Davvero nulla, a parte il fatto che i designer non potranno mai creare un font così popolare, non importa quanto in là vogliano spingersi. A volte l’uomo comune semplicemente non ha i loro stessi gusti.

  

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