Il voto e i Social Network

I Social Network come termometro per il consenso politico

17 maggio 2011 | di
in Marketing, Nuovi Media, Social e dintorni | 5 Commenti

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In questi ultimi mesi ho visto, un maggiore interesse rivolto verso l’uso dei Social Network da parte della Politica Italiana, e conseguentemente dal mondo dei Social Media verso i politici che ne fanno uso.

Alcuni esempi sono il “Manuale di comunicazione politica in rete” scritto da Stefano Epifani, Alessio Jacona, Roberto Lippi e Magda Paolillo, e i corsi di specializzazione in “Politica 2.0? come quello di Ninja Academy, la scuola del marketing non-convenzionale.

A ridosso delle ultime Amministrative, mi sono ritrovata a leggere le “considerazioni sparse” pre-voto di Stefano Epifani nell’infografica Amministrative 2011: Che succederebbe se i Like di Facebook fossero voti? e le riflessioni successive di Giovanni Boccia Artieri Se i like diventano voti, un’altra analisi del voto su Apogeonline.

Non mi ritengo un’esperta né di Politica né di Social Network, ma osservo attentamente tutto ciò che a a che fare con la comunicazione, e l’analisi e lo studio della stessa: l’impressione che ne ho avuto, rispetto alle riflessioni riportate sopra, è che si sia data troppa evidenza ai Social Network rispetto al mainstream.

No, la mia non è una provocazione gratuita; e si, lo so che Obama ha fatto scuola.
Ma cercando di essere obiettivi: comprendo l’utilità nell‘utilizzo degli utenti dei SN come campione esemplificativo per il lancio di prodotti specifici, o riqualificazione di brand, che hanno come target finale la fetta di popolazione italiana “informatizzata”.
Ma qui si parla di Politica, e non di un prodotto (anche se in Italia, con grande furbizia, si è riusciti a trasformare campagne politiche e sociali in grandissimi spot autopromozionali): il target finale è il più difficile da gestire, è l’intera popolazione italiana dai 18 anni in su. Calcolando che l’alfabetizzazione informatica in Italia è poco meno del 50% della popolazione; il 65% delle persone che usano Internet in Italia sono iscritte a Facebook, e di questi circa il 20% sono sotto i 18 anni (fonte Osservatorio Facebook | Vincos Blog), mi chiedo quanto siano attendibili queste valutazioni, dato che dal target eterogeneo iniziale si è finiti a isolare i soliti numeri.
L’attendibilità di queste analisi diventa quasi quanto quella degli exit-poll.

Forse mi manca ancora qualche dettaglio che non ho colto, qualche cifra, qualche riflessione: ma troppo spesso noto che non ci si vuole arrendere all’evidenza che il mainstream (o i media generalisti) ancora resiste e ha una maggiore influenza di tutti gli altri canali di comunicazione messi insieme.
Si, lo so che Facebook, Twitter e affini sono stati in grado di smuovere le masse, come per la Rivoluzione del Gelsomino. Ma in quel caso c’era un background diverso e motivazioni molto più forti. Vorrei solo, con cifre alla mano, evidenziare come il campione di riferimento italiano “sul web” sia estremamente esiguo e troppo spesso quasi “elitario”.

Perché non si riesce a guardare più la comunicazione nella sua globalità?
Chi è in grado di riportarmi le stesse analisi e considerazioni su un panorama più ampio, prendendo in considerazione tutti i canali di comunicazione, non solo quelli con un feedback evidente come Facebook? Lo so che sono dati più difficili da recuperare, ma l’analisi sarebbe più obiettiva e globale, non all’interno del solito giardino chiuso.

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  • http://www.cista.it/ raffa

    I politici italiani (90% dei casi) non possono usare i Social Network perchè sarebbero sommersi di critiche, vedi Moratti e molti altri, l’unica cosa che fanno i politici è affidarsi alle web agency o a qualcuno che gli faccia una paginetta con ads, il tutto è inutile, naturalemente ci sono alcune eccezioni

  • Valentina Cinelli

    A distanza di un anno, finalmente qualcuno ha dato una risposta al mio quesito.

    Twitter, politica a previsioni elettorali: quanto fidarsi?
    Posted on luglio 19, 2012 
    La popolazione che twitta di politica èrappresentativa della popolazione italiana? I sondaggi elettorali producono previsioni elettorali necessariamente più accurate dei sondaggi effettuati sui social network? No, è la risposta ad entrambe le domande. L’analisi dell’opinione dei social-media per anticipare i risultati delle elezioni ha infatti prodotto stime assai lusinghiere in così tante occasioni da non poter essere considerato il semplice risultato del caso. Ma per saperne di più leggi l’articolo completo su Sentimeter, il nuovo blog curato da VfB ospitato da Corriere.it.

  • http://www.tiragraffi.it/ Tiragraffi

    A distanza di due anni, @ezekiel affronta il mio stesso argomento ma con più dati a disposizione :) “quanti sono gli elettori italiani su Twitter?” http://www.stilografico.com/2013/02/18/quanti-sono-gli-elettori-italiani-su-twitter/

  • http://www.tiragraffi.it/ Tiragraffi

    In definitiva, ci siamo innamorati di una retorica nuovista e dipendente da una presunzione di efficacia nei confronti della tecnologia che ha inficiato le nostre capacità analitiche rispetto al quadro complessivo di ciò che stava sedimentando nel corpo e nella testa dei cittadini.
    @fabiochiusi
    Elezioni 2013: non ha vinto Internet, abbiamo perso noi http://www.valigiablu.it/elezioni-2013-non-ha-vinto-internet-abbiamo-perso-noi/ via @valigiablu

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