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Rio mare, lo stereotipo e la casalinga di Amalfi

16 aprile 2014 | di
in Advertising, Comunicazione, Focus | 4 Commenti

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Amalfi, una scatoletta di tonno e un attore famoso per lo spot del 2014: Rio Mare, l’azienda di specialità ittiche di proprietà di Bolton Group, sceglie di restare sul cliché e sulla comunicazione stereotipata per la sua nuova campagna in onda in TV in questi giorni, affidata alla Young & Rubicam tramite gara.

Le precedenti non sono mai state brillanti e innovative, ma quantomeno la narrazione intorno al prodotto era “familiare”: genitori e figli, famiglie che preparavano il tonno per pranzo, il tipico racconto di un prodotto destinato al consumo del nucleo familiare medio. L’inserimento di qualche elemento di richiamo tecnologico (un tablet nel 2013) poteva far sperare in un lieve slittamento della comunicazione in un’ottica più moderna.

E invece ci ritroviamo in un’Amalfi fuori dal tempo, con tre casalinghe di Vogher Amalfi, vestite come in un film nostalgico degli anni ’50. Un’atmosfera romantica, con tanto di bicicletta e cesto di vimini pieno di delizie locali da offrire simbolicamente al divo americano, Kevin Costner, venuto in Italia per la grande cucina.
Ciò detto, il divo prepara un pasto a base di tonno in scatola.

Tralasciando il fatto che portare ad esempio della buona cucina italiana un tonno pescato negli Oceani (come da dichiarazione sulla responsabilità e l’ambiente dell’azienda Rio Mare) sembra una scelta opinabile, una prosecuzione verosimile dello spot avrebbe visto una delle casalinghe di Amalfi prenderlo a pesciate in faccia e cucinargli qualcosa di fresco e italiano.

E invece no, grandi sorrisi, felicità, e il famoso claim (“così tenero che si taglia con un grissino”) sparisce citato brevemente nel dialogo, per lasciare spazio a un ben più moderno, anglofilo e incomprensibilmente generico “so good”.
Che non dice più nulla del prodotto, ma evoca l’approvazione del bel (?) testimonial.

so-good

Insomma, un cambio di target della campagna, focalizzato ora sulla casalinga (disperata?) che al solo vedere un campione di tanto vigore e charme si sentirà invogliata sicuramente all’acquisto del prodotto. O no?
Avevamo già visto qualcosa di simile con l’attore Banderas nei panni di un mugnaio solitario per la Mulino Bianco, e già per quegli spot si erano sollevate grandi perplessità del mondo della comunicazione in generale, come ricorderete.

In questo caso, Costner si conferma favorito per la fascia di età della casalinga un po’ attempata, dopo la sua presenza negli spot Valleverde nel 2000. Un target che francamente sembra assai distante dalla reale fascia di consumo del prodotto.

Sarà segnale di un riposizionamento della marca? In questo caso sarebbe di segno contrario alle campagne degli anni passati, che andavano verso una modernizzazione, seppur modesta.

A noi resta l’idea che la parità dei sessi sia stata fraintesa e sia divenuta una semplice equazione in cui si sostituisce la testimonial belloccia e discinta con l’uomo charmant e maturo a seconda del genere a cui ci si riferisce.

Vi lasciamo ai vari spot Rio Mare degli ultimi anni: 2014

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2013

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2012

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  • http://ghostbox80.wordpress.com/ Ghostbox

    Io Kevin Costner l’avrei vestito come un ufficiale dell’esercito nordista durante la guerra di secessione. Poi il falso storico: durante un assedio, il divo Kevin tira fuori la scatoletta di tonno Rio Mare formato famiglia, la divide con i soldati e ripartono rinvigoriti all’arrembaggio. Non c’entra niente con l’Italia esattamente come il tonno che pescano nell’oceano. E poi smonta la questione moderno si- moderno no, con un taglio cinematografico autoironico :D
    Simone

    • http://mrsbubba.com Livia

      Mi pare un’idea decisamente migliore :)

  • loserx

    Bhe… in effetti sembra tutto manipolato e contraffatto come l’inflazionata dicitura “Made in Italy” (non “Fatto in Italia” :) )
    Io, da autoctono della Costiera Amalfitana, sono rimasto un pò perplesso anche dal faro rosa tonno photoshoppato sulla torre.
    Non entro im merito all’etica pubblicitaria, semplicemente mi fa pensare quanta poca importanza sia stata data alla location scelta.
    Tanto valeva fare tutto in studio!
    Ma poi ho pensato che se possono farlo loro… posso farlo anch’io!
    Ed ho sostituito la torre originale con quella del mio paese(Maiori a 4 km da Amalfi):
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152295606615772
    Ed ho provato soddisfazione…

  • Francesca Alberti Curti

    La prima, primissima, “primerrima” cosa che ho pensato è stata, scandalizzata: “ma il tonno Rio Mare (come tutto il tonno di tutte le scatolette di tutte le marche) lo pescano a miliardi di km dal Meridione, nell’Oceano Vattelapesca afro-indo-giapponese non-so-dove-ma-da-quelle-parti!”.
    Poi ho pensato che nel Mediterraneo si pesca sì tonno ma tonno rosso che viene spedito quasi tutto fuori Italia perché di gran valore e apprezzato altrove, soprattutto in Japan per il loro amato sushi.
    Quindi, una pubblicità completamente sballata, con un divo che improbabilmente porta la residenza ad Amalfi o dove si trovano, improbabilmente apre la porta di persona a sconosciuti, improbabilmente invita a pranzo milf locali, specie se pure accompagnate dai mariti.
    E soprattutto improbabilmente Kevin consuma tonno RioMare-so-good.
    Perdonatemi ma mi pare una, non unica, pubblicità stupida che mira a colpire un target di consumatori stupidi e influenzabili da pubblicità battente + divo + lisciata di pelo (“voi italiani mangiare bene pizza mafia mandolino”).
    Lo confesso, non appartengo al target in questione e compro sempre e solo primo prezzo e solo quando in offerta, facendo scorta, pagando il tonno in scatola sotto i 5-6 euro/kg. Si può fare (diceva quello). Con tanti saluti a mr. Costner.
    P.S.
    Curiosità: Kevin Costner ha girato 2 film diversi in cui recita la stessa scena – lui arriva in una piccola comunità separatasi dopo un grave crollo civil-tecnologico in cui gli viene chiesto un rapporto sessuale per concepire un figlio con DNA “nuovo”, esterno alla comunità – e nel primo film “Waterworld” rifiuta mentre nel secondo film “L’uomo del giorno dopo (The Postman)” forse pentito accetta.
    Costner ha capito che ogni lasciata è persa. Ecco perché adesso si porta in casa le milf. Diavolaccio!

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