social network

Voglio andare a vivere in campagna (stampa)

7 marzo 2012 | di
in advertising, copywriting | 1 Commento

 

L’ufficio stampa anniottanta, tradizionale, con i bravi addetti a mandare fax e/o telefonare ai giornalisti, con rotoli di carta da cambiare e toner da sostituire … immagini del secolo scorso… fotografie ormai virate al seppia… morte di uno spin doctor

Poi la Grande Invenzione, internet, la rete, il Nuovo Web… e il conseguente cambiamento del panorama mediale, frammentato, polverizzato, con crisi sempre meno strisciante dell’attenzione e dei modelli tradizionali di comunicazione…

Il canale che perde di importanza a beneficio del contenuto, perché – lo sanno tutti – content is the king… e l’utente/destinatario dei nostri messaggi ha perso quell’aura bovina e impassibile per divenire un creatore di format, video, audio, scritti…

Il concetto di campagna (stampa, pubblicitaria) sta lentamente naufragando, e dobbiamo imparare ad uscire dalle logiche temporali e ben determinate del passato per passare ad una dimensione più fluida, liquida direbbe qualcuno che stimo, una dimensione collaborativa e meno unidirezionale, univoca, arida, individualista…

Il termine stesso “campagna”  è sempre più vetusto ed anacronistico. Tanto che forse non ha più senso, sostituito da un concetto nuovo: quello di “movimento”.

Movimento è qualcosa di ideologicamente diverso, forse anche antitetico.

Vediamo le principali differenze tra la (ormai) vecchia campagna pubblicitaria e il “movimento”…

  • la durata: una campagna ha per definizione una durata finita. Ha un inizio ed una fine, ben determinati nel tempo. Il movimento, no. La sua durata è indefinita;
  • l’atteggiamento: il fatto stesso che si parli di “campagna” ci riporta – per assonanza – al concetto di “battaglia”. Di scontro, di confronto aspro. Il movimento è invece il regno della “evangelizzazione”. Del tentativo di condividere, di rendere i clienti partecipi;
  • l’aspetto emozionale: la campagna è storicamente è tendenzialmente arida dal punto di vista emotivo. Il movimento è passione e spontaneità;
  • la logica: quella della campagna è sicuramente individualista, la logica del movimento è “collettiva”
  • i canali: la campagna, anche quella stampa, si affida ai media tradizionali. Il movimento si avvale del passaparola. E di media non tradizionali. Oppure: interpreta i media tradizionali in chiave moderna e avanzata…

Il concetto di campagna può essere riassunto nella perifrasi “tu che parli di te stesso”: pubblicità spesso vuote, prive di contenuto, che inneggiano stupidamente e banalmente a paventate qualità eccezionali del prodotto in questione. Qualcosa è cambiato. Molto. Il “movimento” fa scattare il processo opposto: “gli altri che parlano di te”. Lo scopo è quello di divenire “opinion leader”, facendo in modo che siano i clienti a trovarci e a parlare di noi…

E’  il passaggio dal concetto di notorietà, spesso fine a se stesso, a quello di “credibilità”. Un mondo nuovo. Un modo nuovo.

E’  il passaggio dall’aggressione mediatica dell’ “io contro di voi” al tentativo di coinvolgimento: “facciamolo insieme” è il nuovo messaggio.

Tutta la nostra comunicazione deve tenere conto di queste evoluzioni. Abbiamo svoltato, non di torna indietro: questo è il Terzo Millennio, signori!

 

[ Foto © Mihai Simonia - Fotolia.com ]

Pin It

Related Posts

« »

Partner

Secondo Contest artistico TEN Collection di Fotolia: una vetrina internazionale per creativi di tutto il mondo

Mediapartnership

La seconda edizione di Kerning, la conferenza italiana sulla tipografia
#FOI13 - Registration
14.05.2013 @ 09:30 | Porta Futuro - Via Galvani 108, Roma  Il futuro della comunicazione pubblicitaria nell’era digitale e della crisi

In evidenza

Fermiamo la pubblicità sessista in Italia, una petizione lanciata dall’ADCI
WebReevolution – Il Festival del Web Marketing

Prossimi eventi

La mia scrivania è verde - Tiendeo - Offerte cataloghi e volantini - risparmiamo carta!

Cerca un graffio

Ora d'aria

Infografica del giorno

Libro della settimana

Focus

Scroll to top