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	<title>Tiragraffi &#187; fotografia</title>
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	<description>Tiragraffi è un magazine online, dal tratto graffiante e acuto, che si occupa di arte, design, web, marketing, cultura digitale e nuovi media.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 13:39:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Fotolia, le più vendute del 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tiragraffi</dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Fotolia]]></category>
		<category><![CDATA[Oleg Tscheltzoff]]></category>

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		<description><![CDATA[Fotolia, l’agenzia fotografica leader europea nel microstock ha continuato anche nel 2011 a corrispondere royalties a 5 ed anche 6 cifre per i propri fotografi di punta. Le tre immagini più vendute sono state scaricate complessivamente oltre 10.000 volte nel corso dellanno, ad un prezzo di acquisto variabile fra 0,75 e 22,50, a seconda delle dimensioni e delle licenze.
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/2012/02/fotolia-le-piu-vendute-del-2011/">Fotolia, le più vendute del 2011</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fotolia</strong>, l&#8217;agenzia fotografica leader europea nel microstock ha continuato anche nel 2011 a corrispondere royalties a 5 ed anche 6 cifre per i propri fotografi di punta. <strong>Le tre immagini più vendute</strong> sono state scaricate complessivamente <strong>oltre 10.000 volte nel corso dell&#8217;anno</strong>, ad un prezzo di acquisto variabile fra 0,75 e 22,50, a seconda delle dimensioni e delle licenze.</p>
<p><em>I migliori fotografi e artisti digitali del mondo scelgono di distribuire tramite noi perché sanno che Fotolia espone i loro lavori creativi presso i maggiori acquirenti media mondiali</em>, afferma <strong>Oleg Tscheltzoff, CEO di Fotolia</strong>. <em>Mentre chi ha necessità di immagini di stock a prezzi accessibili sa che da noi trova milioni di foto, illustrazioni e video di altissima qualità.</em></p>
<p>Le immagini top seller del 2011 sono:</p>
<table style="width: 630px; border: 0px; padding: 0; v-align: top;">
<tbody>
<tr>
<td>
<div align="center"><img src="http://blog.fotolia.com/it/files/2012/01/Fotolia_12331389_XS.jpg" alt="Yuri Arcurs - Portrait of attractive young female showing a thumbs up" width="200" align="center" /></div>
</td>
<td>
<div align="center"><img src="http://blog.fotolia.com/it/files/2012/01/Fotolia_26103148_XS.jpg" alt="articular - Abstract vector background" width="200" align="center" /></div>
</td>
<td>
<div align="center"><img src="http://blog.fotolia.com/it/files/2012/01/Fotolia_22355574_XS.jpg" alt="itestro - touchscreen interface" width="200" align="center" /></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div align="center"><strong>1. <a href="http://www.fotolia.it/id/12331389" target="_blank">Yuri Arcurs (Danimarca)</a><br />
3749 Downloads<br />
</strong><em>Portrait of attractive young female showing a thumbs up</em></div>
</td>
<td>
<div align="center"><strong>2. <a href="http://www.fotolia.it/id/26103148" target="_blank">articular (Ungheria)</a><br />
3662 Downloads<br />
</strong><em>Abstract vector background</em></div>
</td>
<td>
<div align="center"><strong>3. <a href="http://www.fotolia.it/id/22355574" target="_blank">itestro (Italia)</a><br />
3271 Downloads<br />
</strong><em>touchscreen interface</em></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">Le più vendute in Italia sono le stesse ma in diverso ordine: il nostro <strong>Itestro</strong> è infatti al secondo posto. Il suo portfolio è visibile <strong><a href="http://www.fotolia.it/p/200510615" target="_blank">qui</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FOTOLIA</strong><br />
Con filiali in 15 paesi e siti in 13 lingue, è leader in Europa nel mercato microstock.<br />
Fotolia rende disponibile un database di 15.000.000 di immagini, vettoriali e video da scaricare in alta risoluzione con licenza Royalty Free, per uso professionale e a prezzi imbattibili (a partire da 0,75 per immagini singole e da soli 0,15 in abbonamento).<br />
Tre milioni di professionisti nel mondo scelgono Fotolia per le loro esigenze di comunicazione: con una collezione di quindici milioni di immagini tra le quali scegliere, su Fotolia cè! Trovala su <a href="http://www.fotolia.it" target="_blank">www.fotolia.it</a>!</p>
<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/2012/02/fotolia-le-piu-vendute-del-2011/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/2012/02/fotolia-le-piu-vendute-del-2011/">Fotolia, le più vendute del 2011</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Back to the Future</title>
		<link>http://www.tiragraffi.it/protagonisti/2012/02/back-to-the-future/</link>
		<comments>http://www.tiragraffi.it/protagonisti/2012/02/back-to-the-future/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Celegato</dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[back to the future]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Irina Werning]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete presente quelle imbarazzanti foto adolescenziali, palesemente anni '80, '90 o anteriori, impolverate e opache che nessuno di noi mai mostrerebbe ad un potenziale fidanzato (ma anche datore di lavoro, collega o quant'altro)??

Ecco quelle imbarazzanti foto potrebbero diventare delle bellissime parti di un'opera d'arte fotografica a dir poco particolare: Back to the Future. <p><a href="http://www.tiragraffi.it/protagonisti/2012/02/back-to-the-future/">Back to the Future</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2012/01/20_cecile-volver.jpg" alt="" width="630" /></p>
<p>Avete presente quelle<strong> imbarazzanti foto adolescenziali</strong>, palesemente anni &#8217;80, &#8217;90 o anteriori, impolverate e opache che nessuno di noi mai mostrerebbe ad un potenziale fidanzato (ma anche datore di lavoro, collega o quant&#8217;altro)??</p>
<p>Ecco quelle imbarazzanti foto potrebbero diventare delle bellissime parti di un&#8217;opera d&#8217;arte fotografica a dir poco particolare: <a href="http://irinawerning.com/bttf2/back-to-the-future-2-2011/" target="_blank">Back to the Future</a>. La fotografa <a href="http://irinawerning.com/" target="_blank">Irina Werning</a> ha infatti reinterpretato queste immagini in una sorta di specchio del futuro: come sarebbe la nostra cugina ad oggi irresistibile vestita come lo era a tre anni d&#8217;età, con gli stessi capelli e la stessa espressione?</p>
<p><img class="thumb_sx" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2012/01/20_viejos-web-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" />Ecco Irina ha preso questi scatti, rintracciato i protagonisti e li ha gettati nella foto all&#8217;età attuale.<br />
Il risultato è a dir poco sorprendente e di certo fa sorridere per grazia e delicatezza degli scatti in grado di far tornare al momento più magico dell&#8217;amore due vecchietti, o far tornare neonato un aitante giovane.</p>
<p><strong>La fotografia da sempre immortala l&#8217;attimo</strong>, e probabilmente questo è il segreto del suo essere una forma d&#8217;arte unica e privilegiata, in grado di riprodurre le grandi fasi della vita in un semplice pezzo di carta.</p>
<p>Ma attraverso quest&#8217;opera<strong> la fotografia diventa una sorta di viaggio all&#8217;indietro nella propria vita</strong>, nelle fasi più belle o imbarazzanti, ma in ogni caso uniche e irripetibili. Proprio contro la caratteristica dell&#8217;irripetibilità si pone questa opera, ripetere il passato nel futuro, contro ogni principio dell&#8217;arte.</p>
<p><strong>Se la fotografia immortala l&#8217;istante Back to the Future lo ripete nel futuro</strong>, e potrebbe ripeterlo all&#8217;infinito contrastando così l&#8217;unicità dell&#8217;immagine ma nello stesso tempo rendendola ancor più unica perchè passibile di confronto, un confronto particolare con le medesime condizioni e il medesimo soggetto.</p>
<p><strong>Un&#8217;unicità nell&#8217;unicità.</strong></p>
<h3>approfondimenti</h3>
<p>Back to the Future &#8211; <a href="http://irinawerning.com/back-to-the-fut/back-to-the-future/" target="_blank">2010</a> &#8211; <a href="http://irinawerning.com/bttf2/back-to-the-future-2-2011/" target="_blank">2011</a><br />
Irina Werning &#8211; <a href="http://irinawerning.com/" target="_blank">irinawerning.com</a></p>
<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/protagonisti/2012/02/back-to-the-future/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/protagonisti/2012/02/back-to-the-future/">Back to the Future</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		</item>
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		<title>Evgen Bavčar a Roma</title>
		<link>http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/expo/2012/01/evgen-bavcar-a-roma/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Jannetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[expo]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Evgen Bavčar]]></category>
		<category><![CDATA[Il buio è uno spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Museo di Roma in Trastevere]]></category>
		<category><![CDATA[pictures]]></category>

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		<description><![CDATA[Come le immagini del cielo di Stieglitz, Equivalenti, che, private del suolo, perdono il loro fondamento, così le immagini di Evgen Bavčar, private della vista dell'autore, perdono il confine netto del fotografico. Sono il prodotto di una sinestesia dell'autore, che per realizzarle si serve di tutti gli altri sensi a sua disposizione, tranne, ovviamente, la vista. <p><a href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/expo/2012/01/evgen-bavcar-a-roma/">Evgen Bavčar a Roma</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come le immagini del cielo di <strong>Stieglitz, Equivalenti,</strong> che, private del suolo, perdono il loro fondamento, così le immagini di <strong>Evgen Bavčar</strong>, private della vista dell&#8217;autore, perdono il confine netto del fotografico. Sono il prodotto di una sinestesia dell&#8217;autore, che per realizzarle si serve di tutti gli altri sensi a sua disposizione, tranne, ovviamente, la vista. </p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-15556" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2012/01/EB1612_W-630x420.jpg" alt="" width="630" height="420" /></p>
<p>Ossimoro vivente, Evgen Bavčar espone al <strong>Museo di Roma in Trastevere fino al 25 marzo 2012.</strong></p>
<p>La mostra <strong>Il buio è uno spazio</strong>, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico -Sovraintendenza ai Beni culturali, è curata da Erica Viganò e organizzata da Admira in collaborazione con la Galerie Esther Woerdehoff di Parigi e supportata da Zétema Progetto Cultura.</p>
<p>Vera e propria sfida al limite fisico della cecità, le sue immagini sono evocative e provocative nei confronti dello spettatore. Che per una volta deve lasciare a casa la sua curiosità sul “<strong>come</strong>” per un più intelligente “<strong>perché</strong>”: “<em>Mi dovete chiedere non come, ma perché fotografo. Scatto in rapporto ai rumori, ai profumi e soprattutto in relazione alla mia esperienza della luce. Poi scelgo le mie foto facendomi consigliare da amici con lo sguardo libero da ossessioni personali</em>”, dichiara spesso l&#8217;autore. <strong>Autore</strong> nonostante manchino <strong>visione e scelta</strong>, che sembrerebbero due categorie imprescindibili della fotografia. Ma grazie alla sua forza mentale e alla sua specificità, Bavčar riesce ad andare oltre e sorpassarle, mantenendo una autorialità che spesso difetta in giovani fotografi alle prime armi, dotati di vista ma non di discernimento: “<em>Non mi definisco un fotografo tradizionale, mi definisco piuttosto artista concettuale. Le mie fotografie esistono in uno spazio particolare: nelle mie gallerie interiori che visito spesso grazie all&#8217;aiuto del mio terzo occhio</em>”.</p>
<p><strong>Le immagini che ci regala sono un estremo atto d&#8217;amore per la luce,</strong> quella che gli appartiene nel suo <strong>spazio mentale del ricordo</strong>: fino a 12 anni lui vedeva e correva come tutti noi. Poi due sfortunati incidenti, un gioco e una bomba, gli hanno tolto la luce e nel tempo lui l&#8217;ha conservata e riproposta agli spettatori delle sue opere. </p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-15558" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2012/01/EB1615_W-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>Nato in Slovenia nel 1946, vive a Parigi e parla 5 lingue, è laureato in filosofia estetica ed è ricercatore del CNR francese oltre che conferenziere internazionale, scrittore, poeta e conduttore radiofonico. Persone con tutti i sensi all&#8217;attivo si vanterebbero di una sola di queste cose. Lui è tutto questo ed anche artista, oltre che portatore sano di quella intelligenza estrema che gli permette di comunicare efficacemente esponendo sé stesso agli occhi dell&#8217;altro.</p>
<p>“<em>Secondo la saggezza buddista, testimoniare il rispetto nei riguardi di una persona si traduce nel ritardare il più possibile il momento in cui si posa il proprio sguardo fisico su quest&#8217;ultima. Il mio sguardo sarà sempre assolutamente ultimo, e in questo vi esprimo il mio più grande rispetto</em>” ha scritto in occasione di questa sua mostra a Roma.</p>
<p>Se “<em>il cuore è il giudice assoluto</em>” fatevi trasportare dalle sue immagini nel suo universo: <strong>il vostro cuore, per una volta in una mostra fotografica, avrà la meglio sulla vostra vista e i suoi giochi di luce sui corpi nudi diventeranno lettere d&#8217;amore indirizzate a voi. </strong></p>
<h3>approfondimenti</h3>
<p><strong>Evgen Bavčar. Il buio è uno spazio</strong><br />
19 Gennaio &#8211; 25 Marzo 2012<br />
Museo di Roma in Trastevere &#8211; Piazza Sant&#8217;Egidio 1/b &#8211; 00153 Roma<br />
Dettagli evento &#8211; <a href="http://www.museodiromaintrastevere.it/mostre_ed_eventi/mostre/evgen_bavcar_il_buio_e_uno_spazio" target="_blank">museodiromaintrastevere.it</a></p>
<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/expo/2012/01/evgen-bavcar-a-roma/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/expo/2012/01/evgen-bavcar-a-roma/">Evgen Bavčar a Roma</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		<title>H C-B Immagini e parole</title>
		<link>http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/2012/01/h-c-b-immagini-e-parole/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 13:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Jannetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Agnes Varda]]></category>
		<category><![CDATA[Beaumont Newall]]></category>
		<category><![CDATA[Henri Cartier-Bresson]]></category>
		<category><![CDATA[Henri Cartier-Bresson Immagini e Parole]]></category>
		<category><![CDATA[John Szarkowski]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Alvarez Bravo]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli occhi azzurri di Henri Cartier-Bresson si sono posati sul secolo scorso. E ci hanno regalato tra le immagini più iconiche del ventesimo secolo, piene di contrasti e bellezze. Ogni scatto è importante, ogni immagine rivelatrice, degna di nota, incredibilmente affascinante e costruita come se avesse un compasso dietro la retina di quegli occhi azzurri. Occhi blu e longevità (è morto nel 2004, all'età di 95 anni): la fotografia fa bene al cuore e alla mente.<p><a href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/2012/01/h-c-b-immagini-e-parole/">H C-B Immagini e parole</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="thumb_dx" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2012/01/image-11.jpg" alt="" width="222" height="296" />Gli occhi azzurri di <strong>Henri Cartier-Bresson</strong> si sono posati sul secolo scorso. E ci hanno regalato tra le immagini più iconiche del ventesimo secolo, piene di contrasti e bellezze.<br />
Ogni scatto è importante, ogni immagine rivelatrice, degna di nota, incredibilmente affascinante e costruita come se avesse un compasso dietro la retina di quegli occhi azzurri. Occhi blu e longevità (è morto nel 2004, all&#8217;età di 95 anni): la fotografia fa bene al cuore e alla mente.<br />
<strong>Il “nome” della fotografia, ormai assunto a “nume” tutelare della stessa: Henri Cartier-Bresson è stato un indiscusso protagonista del passato secolo. </strong></p>
<p><strong>Profeta dell&#8217;attimo decisivo, il tempo e lo spazio, nelle sue immagini, acquisiscono profondità e significato.</strong> Difficile non rimanere colpito da una sua fotografia.</p>
<p><strong>In questi giorni, fino al 6 maggio, potrete vedere 44 immagini dell&#8217;autore a Palazzo Incontro, in via dei Prefetti presso la libreria Fandango, al costo di 6 euro (4 ridotto).  Promosso dalla Provincia di Roma nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, è organizzata da Contrasto, Magnum Photos e Fondation Cartier-Bresson in collaborazione con Civita.</strong></p>
<p>La mostra <strong>Henri Cartier-Bresson, Immagini e Parole</strong> raccoglie 44 immagini, ognuna corredata da uno o due commenti di un esponente della cultura, raccolti dalla Contrasto poi in un catalogo da non perdere. C&#8217;è chi scrive della foto, chi la descrive, chi ancora ne tira fuori una storia personale. <strong>Agnes Varda, John Szarkowski, Beaumont Newall, Manuel Alvarez Bravo, e ancora Cioran, Jean Clair, Doisneau, Giacomelli, Baudrillard, Scianna, Jarmush, Matta,  Kundera, Baricco, Steinberg, Gombrich: ce n&#8217;è per tutti i gusti, dagli artisti ai filosofi, dai registi agli scrittori fino ai colleghi di Bresson, tutte e 44 le immagini riportano un contributo (più o meno) all&#8217;altezza dell&#8217;immagine scelta.  </strong></p>
<p>Personalmente ho giocato con le immagini come con gli autori dei contributi: chi era? Come si chiamava? Lo conosco? A volte ho persino amato più il commento della foto (come il commento di Varda alla foto scattata in Messico nel 1956, con la bambina che porta il quadro di donna).</p>
<p><img style="margin: 10px 0;" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2012/01/henri_cartier_bresson_photo_003-630x418.jpg" alt="" width="630" height="418" /></p>
<p>Andate e non vi pentirete, che amiate o meno Bresson: perché si puo&#8217; anche non amare, Henri Cartier-Bresson, dal momento in cui non c&#8217;è più quel mondo e lui è l&#8217;icona storicizzata da abbattere (francamente lo trovo riduttivo, ma vivo e lascio vivere). La geometria e la luce, i volti e le folle; l&#8217;immaginario visivo di Bresson prende un&#8217;ampia gamma di soggetti e racconti, e come dice <strong>Jim Jarmush,</strong> a proposito della foto da lui commentata: “(&#8230;)<em> Una immagine unica, statica, diventa il frammento rivelatore di una storia; qualche cosa di ampio e di mobile, un ricordo che dà inizio a un&#8217;intera sceneggiatura. Il linguaggio è superfluo”</em>.</p>
<p><strong>Beaumont Newhall</strong>: “<em>E&#8217; più di mezzo secolo che sono abbagliato dalla fotografia di Henri Cartier-Bresson. Quasi ogni sua foto che conosco è un&#8217;esperienza visiva. Attraverso il suo obbiettivo, riesce a cogliere la frazione di secondo in cui il soggetto è rivelato nel suo aspetto più significante e nella sua forma più evocatrice”</em>. A parte il mezzo secolo di vita che non ho, concordo in pieno.<br />
E ancora, <strong>Robert Delpire:</strong> “<em>Cartier-Bresson è l&#8217;argento vivo della coscienza”</em>.<br />
E via così, ma per gli altri contributi andate a visitare la mostra: <strong>un tributo in grande stile per l&#8217;occhio della fotografia più famoso della storia. </strong></p>
<h3>approfondimenti</h3>
<p>Fandango Incontro &#8211; <a href="http://www.fandangoincontro.it/common/DettaglioMostra.aspx?id=17" target="_blank">fandangoincontro.it</a></p>
<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/2012/01/h-c-b-immagini-e-parole/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/2012/01/h-c-b-immagini-e-parole/">H C-B Immagini e parole</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ansel Adams: La Natura è il mio regno (ovvero come deprimersi e deporre la macchina fotografica per sempre!)</title>
		<link>http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/expo/2012/01/ansel-adams-la-natura-e-il-mio-regno-ovvero-come-deprimersi-e-deporre-la-macchina-fotografica-per-sempre/</link>
		<comments>http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/expo/2012/01/ansel-adams-la-natura-e-il-mio-regno-ovvero-come-deprimersi-e-deporre-la-macchina-fotografica-per-sempre/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 14:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Coppini</dc:creator>
				<category><![CDATA[expo]]></category>
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		<category><![CDATA[ansel adams]]></category>
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		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[pictures]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tiragraffi.it/?p=15422</guid>
		<description><![CDATA[Non so che tipo di fotografi siate voi. Personalmente mi sento una super dilettante .. soprattutto ora, dopo aver visto la mostra di Ansel Adams (a proposito, affrettatevi, dura fino al 29 gennaio!).<p><a href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/expo/2012/01/ansel-adams-la-natura-e-il-mio-regno-ovvero-come-deprimersi-e-deporre-la-macchina-fotografica-per-sempre/">Ansel Adams: La Natura è il mio regno (ovvero come deprimersi e deporre la macchina fotografica per sempre!)</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so che tipo di fotografi siate voi. Personalmente mi sento una super dilettante .. soprattutto ora, dopo aver visto la mostra di <a title="Ansel Adams" href="http://www.fondazionefotografia.it/it/exhibition/ansel-adams/" target="_blank">Ansel Adams</a> (a proposito, affrettatevi, dura fino al 29 gennaio!).</p>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/expo/2012/01/ansel-adams-la-natura-e-il-mio-regno-ovvero-come-deprimersi-e-deporre-la-macchina-fotografica-per-sempre/attachment/ansel_adams_canyon_de_chelly_national_monument_arizona/" rel="attachment wp-att-15423"><img class="thumb_dx  wp-image-15423" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2012/01/Ansel_Adams_Canyon_De_Chelly_National_Monument_Arizona.jpg" alt="" width="200" /></a>Per chi non lo conoscesse, Adams (1902 — 1984) è considerato uno dei grandi della fotografia, è famoso per le sue foto di paesaggi &#8211; dei grandi parchi americani- e per il suo bianco e nero. Nel 1932 fondò insieme a Imogen Cunningham e Edward Weston il gruppo f/64, promotore di un linguaggio fotografico improntato alla purezza e al modernismo. </p>
<p>Come tutti i geni non compresi, a scuola venne considerato poco adatto e criticato perché iperattivo;  una volta ritirato da scuola, fu il padre ad occuparsi della sua educazione. All’età di 12 anni iniziò ad imparare a suonare il pianoforte, questa attività lo prese così ardentemente che diventò presto molto abile. Il piano fu la sua principale attività fino al raggiungimento dei vent’anni.  </p>
<p>Il 1916 è l’anno della svolta, l’anno in cui Adams visita lo Yosemite Park, per la prima volta. Ha con sé un oggetto molto importante : la Kodak Brownie regalatagli dal padre.<br />
La vista di tutta quella natura incontaminata segna profondamente, la sua vita, la sua immaginazione, e il suo futuro (le sue foto dei parchi lo renderanno famoso). </p>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2012/01/Ansel_Adams_Snow_Hummocks_Valley_View.jpg" rel="lightbox[15422]" title="Ansel Adams: La Natura è il mio regno (ovvero come deprimersi e deporre la macchina fotografica per sempre!)"><img class="thumb_sx  wp-image-15424" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2012/01/Ansel_Adams_Snow_Hummocks_Valley_View.jpg" alt="" width="200" /></a><strong>“La Natura è il mio regno”</strong>, che raccoglie oltre 70 fotografie , celebra il maestro a poco più di un secolo dalla sua nascita. La mostra ha riscosso molto successo, ed è già stata visitata da oltre 60.000 persone.</p>
<p>Ho trovato la scelta del percorso espositivo non semplicissima e neanche troppo chiara, ma vi assicuro che le foto sono grandiose. </p>
<p>Tra i capolavori esposti si trovano Moon Rise over Hernandez, New Mexico; Half Dome; Merced River e Monument Valley; Moon and Half Dome e Moonrise;  Rapids Below Veronal Falls; Winter Yosemite Valley; The Tetons and the Snake River.</p>
<p>Consigliata non solo agli amanti del bianco&amp;nero , perché le stampe sono così “vive” che il bianco e nero sembra quasi colore!</p>
<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/expo/2012/01/ansel-adams-la-natura-e-il-mio-regno-ovvero-come-deprimersi-e-deporre-la-macchina-fotografica-per-sempre/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/expo/2012/01/ansel-adams-la-natura-e-il-mio-regno-ovvero-come-deprimersi-e-deporre-la-macchina-fotografica-per-sempre/">Ansel Adams: La Natura è il mio regno (ovvero come deprimersi e deporre la macchina fotografica per sempre!)</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		<title>10 regali per rendere felice un fotografo 2011</title>
		<link>http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/cultura-digitale/2011/12/10-regali-per-rendere-felice-un-fotografo-2011/</link>
		<comments>http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/cultura-digitale/2011/12/10-regali-per-rendere-felice-un-fotografo-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 11:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tiragraffi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Ando Gilardi]]></category>
		<category><![CDATA[Annie Leibovitz]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[fotografo]]></category>
		<category><![CDATA[idee regalo]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[KEEP CALM]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Ghirri]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[pellicola]]></category>
		<category><![CDATA[polaroid]]></category>
		<category><![CDATA[regali]]></category>
		<category><![CDATA[regalo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la lista dei 7 regali per rendere felice un comunicatore 2011 affrontiamo un altro tormentato mestiere con i 10 regali per rendere felice un fotografo (versione 2011).

Spunti divertenti, utili e surreali per i vostri amici fotoamatori.<p><a href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/cultura-digitale/2011/12/10-regali-per-rendere-felice-un-fotografo-2011/">10 regali per rendere felice un fotografo 2011</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la lista dei <a href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/cultura-digitale/2011/12/7-regali-per-rendere-felice-un-comunicatore-2011/">7 regali per rendere felice un comunicatore 2011</a> affrontiamo un altro tormentato mestiere con i <strong>10 regali per rendere felice un fotografo (versione 2011)</strong>.</p>
<p>Spunti divertenti, utili e surreali per i vostri amici fotoamatori.</p>
<p><img class="thumb_cornice" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/iphone-camera.jpeg" alt="" width="150" /></p>
<h3>iPhone 4s</h3>
<blockquote><p><strong>Consigliato da Valeria Jannetti</strong></p>
<p>Un consiglio “fotografico” per questo Natale? L&#8217;iPhone 4s. Perché? Perché, come <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=xcb4JOW3DXQ " target="_blank">dice</a> <strong>Annie Leibovitz</strong>, è una fotocamera compatta punta e clicca, affidabile e leggera. Fa anche i video. E, volendo, ci puoi anche telefonare&#8230;<br />
» <a href="http://www.apple.com/it/iphone/" target="_blank">Apple</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="thumb_cornice" title="Annie Leibovitz" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/Annie-Leibovitz.png" alt="" width="150" /></p>
<h3><em>&#8220;Pilgrimage&#8221;</em> di Annie Leibovitz</h3>
<blockquote><p><strong>Consigliato da Valeria Jannetti</strong></p>
<p>Sempre in tema, consiglio il nuovo libro fotografico di <strong>Annie Leibovitz</strong>, <strong>Pilgrimage</strong>, edito da  Random House,inc. perché è entrata nelle case di Emily Dickinson e Elvis Presley, di Lincoln e di Freud (oltre che di Virginia Woolf e Charles Darwin, e tanti altri) e le ha fotografate cercandone dentro la persona che le ha abitate. In un inventario di oggetti e arredi esce una nuova visione dei personaggi, in un voyeurismo delicato e affettivo. Conoscere il loro ambiente, quello che vedevano e amavano, li rende più vicini e più umani, visto che la memoria e la storia li hanno trasformati in miti. Imperdibile. (Ma non credo l&#8217;abbia realizzato con un  iPhone4s!)<br />
» <a href="http://www.randomhouse.com/book/99599/pilgrimage-by-annie-leibovitz" target="_blank">Random House</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/655ee78.jpeg" rel="lightbox[14652]" title="Keep Calm and Snap On Prints"><img class="thumb_cornice" title="Keep Calm and Snap On Prints" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/655ee78-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>Keep Calm and Snap On Prints</h3>
<blockquote><p><strong>Consigliato da Valentina Cinelli</strong></p>
<p>Il poster della serie &#8220;KEEP CALM&#8221; che è diventato il mantra per ogni fotografo!<br />
&#8220;Keep Calm and Snap On&#8221; in 4 colori a solo $15.00 l&#8217;uno, per abbellire i vostri studi, le vostre stanze e le vostre camere oscure&#8230; un affare, cosa aspettate? ;)<br />
» <a href="http://photojojo.com/store/awesomeness/keep-calm-snap-on-print/" target="_blank">Photojojo</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/ac838e0.jpeg" rel="lightbox[14652]" title="Photojojo Eye-Fi Wireless Cards"><img class="thumb_cornice" title="Photojojo Eye-Fi Wireless Cards" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/ac838e0-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>Eye-Fi Memory Card Wireless</h3>
<blockquote><p><strong>Consigliato da Valentina Cinelli</strong></p>
<p>In principio fu lo smartphone, poi il notebook, ora è il turno della vostra fotocamera di accedere alla rete wireless.<br />
8Gb, geolocalizzazione e completa libertà. Basta cavi USB e lettori di schede: con la <strong>Eye-Fi Memory Card Wireless</strong> ogni fotocamera che usa le card SD saranno dotate di Wi-Fi a qualsiasi fotocamera che utilizza la memoria SD.<br />
» <a href="http://photojojo.com/store/awesomeness/eye-fi-wifi-memory/" target="_blank">Photojojo</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="thumb_cornice" title="Lezioni di Fotografia di Luigi Ghirri" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/ghirri-lezioni-fotografia-b-244x300.jpg" alt="" width="150" /></p>
<h3><em>&#8220;Lezioni di Fotografia&#8221;</em> di Luigi Ghirri</h3>
<blockquote><p><strong>Consigliato da Valeria Jannetti</strong></p>
<p>Per <em>“attivare lo sguardo e cominciare a scoprire nella realtà cose che prima non si vedevano, anche dando agli oggetti, agli elementi della realtà un altro significato. Attivare un campo di attenzione diverso”</em>. Perché <strong>Ghirri</strong> è una moda ma non è passeggera, e nelle sue lezioni tenute nel 1989 si può imparare a vedere. perché fotografare non è solo scattare: serve il tempo per elaborare e progettare. Altrimenti non diventerete mai autori, ma solo, al massimo, fotografi.<br />
» <a href="http://www.quodlibet.it/schedap.php?id=1904" target="_blank">Quodlibet</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="thumb_cornice" title="Meglio ladro che fotografo  di Ando Gilardi" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/copertina-197x300.gif" alt="" width="150" /></p>
<h3><em>&#8220;Meglio ladro che fotografo&#8221;</em> di Ando Gilardi</h3>
<blockquote><p><strong>Consigliato da Valeria Jannetti</strong></p>
<p>E per chi non demorde, un altro spunto. <strong>“Meglio ladro che fotografo”</strong> di <strong>Ando Gilardi</strong>, edito da Bruno Mondadori. <strong>Tutto quello che dovreste sapere sulla fotografia ma preferirete non aver mai saputo. </strong>Se non conoscete l&#8217;autore del libro siete inqualificabili come fotografi (!) ma potete rimediare facilmente con questo libro. Che dirà anche cose strane, ma su una cosa vi posso rassicurare: non troverete nulla di simile in altri. Mai. Ando Gilardi è un universo a parte, che dovreste tenere a mente se avete una macchina fotografica tra le mani o vi occupate di fotografia in generale. La Fototeca Storica Nazionale a Milano porta il suo nome mica per caso.<br />
» <a href="http://www.brunomondadori.com/scheda_opera.php?ID=2162" target="_blank">Bruno Mondadori</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/d2c4bca95ec33582a8c96a57d12d79277d9b3b.jpeg" rel="lightbox[14652]" title="Toilet Paper Dispensers Shaped Like 35mm Film Canisters"><img class="thumb_cornice" title="Toilet Paper Dispensers Shaped Like 35mm Film Canisters" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/d2c4bca95ec33582a8c96a57d12d79277d9b3b-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>Toilet Paper Dispensers Shaped Like 35mm Film Canisters</h3>
<blockquote><p><strong>Consigliato da Valentina Cinelli</strong></p>
<p>Avete un amico che adora ancora la fotografia analogica, che si porta la sua macchina fotografica ovunque egli vada?<br />
Beh, un porta rotolo di carta igienica e un dispenser fi fazzoletti di carta a forma di rullino da 35mm, lo aiuterà a sentirsi a suo agio anche nei momenti più&#8230; intimi&#8230; ;)<br />
» <a href="http://http://gadget.brando.com/100-film-paper-towel-box_p01846c038d001.html" target="_blank">Brando</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455907-alle-21.57.15.png" rel="lightbox[14652]" title="Polaroid Z340 Digital Instant Camera"><img class="thumb_cornice" title="Polaroid Z340 Digital Instant Camera" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455907-alle-21.57.15-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>Polaroid Z340 Digital Instant Camera</h3>
<blockquote><p><strong>Consigliato da Valentina Cinelli</strong></p>
<p>Nostalgici della Polaroid, ecco a voi la prima (anzi seconda) Instant camera digitale! 14 megapixel, sviluppo in 45.8 secondi, stampa con Zink technology il tutto per $299&#8230; riuscirà a soddisfare anche i palati più esigenti?<br />
» <a href="http://mashable.com/2011/12/11/polaroid-z340-review/" target="_blank">Mashable</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="thumb_cornice" title="Oye Modern" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455907-alle-22.14.58-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></p>
<h3>RE:VISION</h3>
<blockquote><p><strong>Consigliato da Valentina Cinelli</strong></p>
<p>Le griglie della messa a fuoco trasformati in bracciali da indossare.<br />
Ormai oggetto di culto da diversi anni, sono sempre un bell&#8217;oggetto da regalare.<br />
» <a href="http://www.oyemodern.com/designers/re-vision/" target="_blank">Oye Modern</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/camera-cookie-cutters-8e0e_600.jpeg" rel="lightbox[14652]" title="camera-cookie-cutters-8e0e_600"><img class="thumb_cornice" title="camera-cookie-cutters-8e0e_600" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/camera-cookie-cutters-8e0e_600-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>The Camera Cookie Cutter Set</h3>
<blockquote><p><strong>Consigliato da Valentina Cinelli</strong></p>
<p>Avete &#8220;fame&#8221; di foto? Ecco un regalo per soddisfare tutti i &#8220;gusti&#8221;: le formine per fare biscotti a forma di reflex, della classica rangefinder oppure una biottica vecchio stile.<br />
Magari tenete le formine per voi e regalate solo i biscotti ;)<br />
» <a href="http://photojojo.com/store/awesomeness/camera-cookie-cutters/" target="_blank">Photojojo</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/cultura-digitale/2011/12/10-regali-per-rendere-felice-un-fotografo-2011/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/nuovi-media/cultura-digitale/2011/12/10-regali-per-rendere-felice-un-fotografo-2011/">10 regali per rendere felice un fotografo 2011</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Nostalghia di Marco Soellner</title>
		<link>http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/2011/12/la-nostalghia-di-marco-soellner/</link>
		<comments>http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/2011/12/la-nostalghia-di-marco-soellner/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 15:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Jannetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[arti e mestieri]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Auronda Scalera]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Soellner]]></category>
		<category><![CDATA[Marta Rossato]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalghia]]></category>
		<category><![CDATA[Wo-Ma'n Gallery]]></category>
		<category><![CDATA[Wolfango De Spirito]]></category>

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		<description><![CDATA[E' la prima Home Gallery d'Italia dedicata esclusivamente alla fotografia. La Wo-Ma'n Gallery, al settimo piano di via Pietro Ruga 24, è un progetto di vita, nato dall'idea di Auronda Scalera e subito realizzato nei 60 metri quadri di casa di Wolfango De Spirito e Marta Rossato.  <p><a href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/2011/12/la-nostalghia-di-marco-soellner/">La Nostalghia di Marco Soellner</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/claudio-3.jpg" rel="lightbox[14826]" title="La Nostalghia di Marco Soellner"><img class="thumb_dx" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/claudio-3-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" /></a>E&#8217; la prima <strong>Home Gallery</strong> d&#8217;Italia dedicata esclusivamente alla fotografia. La <strong><a href="http://www.flatinexpo.org">Wo-Ma&#8217;n Gallery</a></strong>, al settimo piano di via Pietro Ruga 24, è un progetto di vita, nato dall&#8217;idea di <strong>Auronda Scalera</strong> e subito realizzato nei 60 metri quadri di casa di <strong>Wolfango De Spirito</strong> e <strong>Marta Rossato</strong>.  Espongono le foto in cucina, nella parete fotografica e nelle zone più personali, come il bagno e il guardaroba della camera da letto. E ti accolgono con un bicchiere di vino, una cioccolata calda e tutto quello che Marta, la padrona di casa, provvede a prendere tramite gruppi d&#8217;acquisto Bio. Andare a visitarli vuol dire entrare in una casa pensata per accogliere e stimolare gli avventori, fare due chiacchiere sulla fotografia o sulle loro passioni, e si puo&#8217; facilmente incappare negli autori che espongono in questo spazio.</p>
<p>Abbiamo incontrato l&#8217;autore delle Polaroid esposte <strong>fino al 22 Dicembre, Marco Soellner,</strong> romano di trentacinque anni, artista a tutto tondo che si trova a suo agio (ma scommetto che preferirebbe dire a suo disagio) tra musica e video, immagini e parole. Tema del progetto, la <strong>Nostalghia</strong> (di Tarkoskiana memoria). <strong>Tarkoskij</strong> è il punto d&#8217;inizio del lavoro. Marco ci spiega perchè.</p>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/pola-4.jpg" rel="lightbox[14826]" title="La Nostalghia di Marco Soellner"><img class="thumb_sx" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/pola-4-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" /></a>“Mi ha sempre affascinato il discorso della nostalgia, e nel caso del film di Tarkoskij, di come l’artista esule cerchi le suggestioni che lo riconducano al suo paese. Mi sono chiesto quale fosse la differenza tra il film e la sensazione della nostalgia, quella condizione di vivere nel presente ripercorrendo gli itinerari passati e la conseguente sofferenza che si prova nel ricercarli. A Tarkoskij serviva riconnettersi alla realtà della campagna russa, in una strategia per non scomparire. E&#8217; la <strong>“strategia antisparizione”</strong> e ha una grande importanza nell’esilio.<br />
<strong>Io non ho vissuto un vero esilio, ma la sua sensazione si, perchè viviamo una realtà culturale, sociale e politica che corrisponde a una sorta d&#8217;esilio.</strong> La disoccupazione e la precarietà nelle quali siamo costretti rappresentano, per me, qualcosa per riconnettermi a quello che sono: la mia Roma, le persone più strette. Non è uno stato geografico, ma uno iato culturale. Devo fare i conti col tempo da impiegare, da un contratto a termine all’altro, e questi momenti transitori sono fatti di silenzio e riflessione. E&#8217; un approccio meditativo.<br />
<strong>La memoria è uno stato sospeso, la vita dell’uomo si muove come una salamandra.</strong> Le polaroid sono fotografie che hanno già le caratteristiche che le avvicinano al passato.<strong> Nelle polaroid il tempo è sospeso, come nel mio percorso sulla nostalgia, che mi obbliga a un continuo confronto col tempo.</strong> Nel tempo maturano riflessioni, si vive un periodo di immobilità in cui si è costretti a pensare. Ho questa necessità e cerco ispirazione e forza da quello che conosco: la mia adolescenza, la mia gioventù, in un attraversamento cittadino della Roma periferica che ho vissuto e tutt&#8217;ora vivo”.</p>
<p>Il percorso intrapreso da Marco è un percorso concentrico. Si muove in <strong>periferia</strong>, in quella Roma che non si vede nelle cartoline, per arrivare all&#8217;unica appendice del centro, il Tevere, per poi tornare di nuovo in periferia, da Pomezia alle campagne dell&#8217;Ardeatina, in un continuo girovagare tra luoghi e volti che lo riportano al passato.</p>
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/norchia-2.jpg" rel="lightbox[14826]" title="La Nostalghia di Marco Soellner"><img class="thumb_dx" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/norchia-2-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a>E&#8217; una ricerca sul <strong>marginale</strong>, perchè “Anche io mi sento marginale, e ricerco la marginalità. Vivere in periferia vuol dire crescere in una marginalità geografica che riguarda, per forza di cose, quella individuale. Come la sensazione che vivo spesso, quella claustrofilia che mi costringe a rigettare la città e il suo centro: preferisco un luogo lontano che però sento mio e che mi appartiene”.</p>
<p>Ogni foto esposta è corredata di racconto. Ogni luogo è specificato, corredato di cartoncino scritto a mano. E, cosa ancora più interessante per uno come Marco Soellner che gioca col tempo, è che le polaroid esposte sono del progetto <strong>“The Impossible Project”</strong>, e cambiano con lo scorrere del tempo e l&#8217;esposizione alla luce. In una sorta di cortocircuito meta-fotografico, possiamo vedere l&#8217;originale in pannelli che riproducono lo scatto appena sviluppato, e accanto la polaroid che ha virato. <strong>Luoghi e volti della vita che lentamente svaniscono di nuovo, la memoria conservata in immagini labili cui il corredo didascalico probabilmente sarà l&#8217;unica traccia lasciata dallo scorrere incessante del tempo e della luce. </strong></p>
<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/2011/12/la-nostalghia-di-marco-soellner/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/2011/12/la-nostalghia-di-marco-soellner/">La Nostalghia di Marco Soellner</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		<title>Sul Fermare e sul Registrare. Due approcci fotografici.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Jannetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guardando le ultime tendenze della fotografia, con un mercato che propone macchine digitali che fanno video, registrano il sonoro e ora scattano in un automatico time-laps 60 fotogrammi, mi sono chiesta cosa sia rimasto della -vecchia- concezione della fotografia.
<p><a href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/2011/12/sul-fermare-e-sul-registrare-due-approcci-fotografici/">Sul Fermare e sul Registrare. Due approcci fotografici.</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-14560" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/Fotolia_30549156.jpg" alt="" width="630" height="171" /></p>
<div class="citazione"><em>Desideravo <strong>fermare</strong> tutte le cose belle che mi si presentavano davanti, e finalmente questo desiderio è stato soddisfatto</em>.<br />
<strong>Julia Margareth Cameron</strong></div>
<p>Guardando le ultime tendenze della fotografia, con un mercato che propone macchine digitali che fanno video, registrano il sonoro e ora scattano in un automatico time-laps 60 fotogrammi, mi sono chiesta cosa sia rimasto della -vecchia- concezione della fotografia.</p>
<p>Il digitale ha già eliminato la vecchia definizione scientifica: <strong>una fotografia non è più un&#8217;immagine impressa su un supporto grazie all&#8217;azione di luce e sali d&#8217;argento. E&#8217; un&#8217;immagine creata da numeri, da bit, da pixel insomma, che un computer deve processare e ri-creare</strong>.</p>
<p><strong>Le immagini sono statiche, o meglio, lo erano fino a ieri.</strong> Oggi l&#8217;immagine statica e bidimensionale sembra non bastare più. Il che è assurdo, se si calcola quante fotografie ogni giorno, ogni momento, vengono scattate in ogni parte del mondo.<strong> Il nostro mondo, forse, ha bisogno di altro. </strong>Di immagini che diventino movimento, che inglobino altro, quasi a significare che la sintesi fotografica non basti più. Ho pensato e ripensato a questo negli ultimi giorni, da quando la Nikon ha pubblicizzato il suo<a href="http://www.nital.it/press/2011/nikon1.php" target="_blank"> nuovo prodotto</a>, la Nikon 1.<br />
<em>Queste fotocamere non si limitano a “scrivere” con la luce: esse, </em><strong><em>ridefinendo di fatto il concetto di fotografia, consentono di manipolare sia la luce che il tempo, per cogliere quei brevi momenti – spesso ricchi di significato ma, fino ad oggi, mai raccontati – precedenti e successivi lo scatto</em>, </strong>si legge sul sito di<strong> <a href="http://www.nital.it/press/2011/nikon1.php">Nital</a>.</strong></p>
<p>Non pensate male: mi piace andare avanti. <strong>Mi piacciono i cambiamenti e gli stravolgimenti, mi piace pensare ad un mo(n)do nuovo nella fotografia. </strong></p>
<p><strong>E&#8217; che ho un sospetto. </strong>Ed è che, dato per buono che siamo nel secolo dell&#8217;immagine, dato per buono che siamo bombardati di immagini, e che <em>l&#8217;analfabeta del futuro sarà chi non conosce la fotografia </em>(W. Benjamin), <strong>la mia paura è scoprirmi in un mondo popolato da analfabeti dell&#8217;immagine che hanno bisogno di una spettacolarizzazione anche greve per poter “godere” appieno dell&#8217;immagine. Che altrimenti passa inosservata.</strong></p>
<p>Ora, abbiamo tante correnti sull&#8217;approccio fotografico. Ci sono fotografi che son tornati indietro, con le <strong>Lomo</strong> o le <strong>Polaroid</strong>, altri che si ostinano a rimaner rinchiusi nei bagni con la lucetta rossa a stamparsi le foto, altri che si son buttati a capofitto sul 3D o sull&#8217;HDR, sulla Phonografia (foto con telefonino), o sul movimento, come le <a href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/2011/05/le-cinemagraph-di-jamie-beck/" target="_blank">cinemagraph di Jamie Beck </a>o gli ultimi lavori di <a href="https://plus.google.com/117576570968762597633/posts" target="_blank">Reynaud, con le gif animate</a>. C&#8217;è chi fa foto “antiche” con apparecchi ultramoderni, foto che spacciano per “nuove” ma che attingono a effetti di pellicole che son sparite da almeno vent&#8217;anni, trasposizioni in b/n, didascalie lunghe come un libro, il cut out o il tilt shift (simulazione di profondità di campo) eccetera eccetera. Ok, va tutto bene. <strong>E&#8217; una questione di tecnica. E di gusto: </strong>la poeticità non è sempre alla portata di tutti. A volte è solo un cercare di dare senso a un qualcosa che di per sé non lo ha.</p>
<p>Proprio per l&#8217;alta possibilità di scelta sembra essersi creato un cortocircuito nel quale si è già passati con l&#8217;arte contemporanea:<strong> tutto è arte, niente è arte</strong>. Che è l&#8217;approccio più sbagliato e deleterio che si possa assumere. Da spettatore io voglio poter scegliere, e devo poterlo fare, consapevole di quella grammatica visiva che le fotografie ( o le opere d&#8217;arte) ci hanno insegnato a leggere e comprendere. <strong>Ma nel marasma di tecniche lo spirito critico della maggior parte delle persone va a farsi benedire. </strong>A rimetterci, ovviamente, è la fotografia. Che, esautorata di un proprio codice interno, <strong>si apre incondizionatamente agli altri medium, perdendo proprio le peculiarità che invece la caratterizzano e che ci hanno fatto innamorare di lei.</strong></p>
<p>Credo che il fulcro del ragionamento sia intorno alle due nozioni di <strong>FERMARE</strong> e di <strong>REGISTRARE</strong>.</p>
<p><strong>Fermare il tempo</strong> significa <strong>riempire l&#8217;immagine congelata di un momento di significato</strong>. Che diventa automaticamente <strong>sintesi</strong> estrema contemporaneamente di un periodo, del momento esatto, della persona o dell&#8217;oggetto ritratto, di una <strong>situazione</strong>.</p>
<div class="citazione"><em>Volevo soprattutto cogliere, nei limiti di una fotografia, tutta l&#8217;essenza di una situazione che si stava svolgendo davanti ai miei occhi.</em><br />
<strong>Henry Cartier-Bresson</strong></div>
<p><img class="thumb_dx" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/11/cartier_bresson_8-e1322670275278.jpg" alt="" width="300" height="198" />Con la fotografia s<strong>i ferma la vita nell&#8217;atto in cui viene vissuta. </strong></p>
<p><strong>Se si registra la vita, i canoni sono altri.</strong> L&#8217;istantaneità del mezzo perde di significato, ogni momento puo&#8217; esser buono, interessante, ma senza un inizio e una fine &#8220;giustificati&#8221; dall&#8217;autore viene svuotato del contenuto. La registrazione passa, è automatico, il nostro cervello funziona così. <strong>La fotografia ci aiuta a fermare un&#8217;immagine. Se si muove, ecco che viene meno la sua funzione di traccia del passato, segno del tempo o significato della memoria.</strong></p>
<p>Un inizio e una fine condensati in un unico momento possono raccontare molto di più di un intero film. Un autore deve avere la capacità di cogliere il momento senza errori o possibilità di scelta: o si è bravi, o non lo si è. Con la <strong>Nikon 1</strong>, ci si ritrova con una serie di immagini prima e dopo lo scatto che forse fanno perdere il senso di quell&#8217;istante pieno di un significato che contiene già in sé il prima e il dopo.</p>
<div class="citazione"><em>La vita appare sempre pienamente presente lungo l&#8217;epidermide del suo corpo: vitalità pronta per essere spremuta intera nel fissare un istante, nel registrare un breve e stanco sorriso, una contrazione di una mano, la comparsa momentanea del sole attraverso le nubi. E nessuno strumento, tranne la macchina fotografica, è in grado di registrare queste reazioni complesse ed effimere e di esprimere tutta la maestà del momento. Nessuna mano puo&#8217; esprimerla, perché il cervello non è capace di trattenere l&#8217;immutata verità di un momento quanto basti per permettere alle lenti dita di annotare masse enormi di particolari ad esso attinenti. Gli impressionisti cercarono invano di arrivare a questa notazione. Ciò che infatti si sforzavano, più o meno consapevolmente, di mostrare con i loro effetti di luce era la verità dei momenti;l&#8217;impressionismo ha sempre tentato di fissare il miracolo del qui, dell&#8217;adesso. Ma mentre erano occupati ad analizzare, gli sfuggivano gli effetti momentanei della luce; e la loro “impressione” è di solito una serie di impressioni sovrapposte l&#8217;una all&#8217;altra. Stieglitz fu più accorto. Si rivolse direttamente allo strumento fatto per lui.<br />
<strong>Paul Rosenfeld</strong></em></div>
<p>Poi, ognuno è libero di sperimentare con i nuovi prodotti, che mischiano le tecniche e creano un nuovo approccio. Però. Ecco. Andando <a href="https://plus.google.com/117576570968762597633/posts" target="_blank">qui</a> troverete i lavori di <strong>Reynaud</strong>. Immagini in .gif che sovrappongono tanti istanti. Per carità, “Belle”. “Poetiche”. “Evocative”. Ma, <strong>fotograficamente</strong>, abbastanza inutili. Non trovate?</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="didascalia">© mikelaptev &#8211; <a href="http://www.fotolia.com" target="_blank">Fotolia.com</a><br />
Henri Cartier-Bresson (1908 – 2004) &#8211; Gestapo Informer, Dessau, Germany, 1945</div>
<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/2011/12/sul-fermare-e-sul-registrare-due-approcci-fotografici/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/2011/12/sul-fermare-e-sul-registrare-due-approcci-fotografici/">Sul Fermare e sul Registrare. Due approcci fotografici.</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		<title>Analogica 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 08:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tiragraffi</dc:creator>
				<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[anolagica]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza Analogica]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[ANALOGICA 2011 è la prima edizione del festival di tecnologia analogica promosso e ideato da Resistenza Analogica. Tre giornate di proiezioni con materiali in super8 e 16mm, workshop, mostre fotografiche e uno mercatino dove trovare comprare e scambiare materiali e tecnologia analogica, come cineprese, macchine fotografiche, vinile.<p><a href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/appuntamenti/2011/12/analogica-2011/">Analogica 2011</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ANALOGICA 2011</strong> è la prima edizione del festival di tecnologia analogica promosso e ideato da <strong>Resistenza Analogica</strong>. Tre giornate di proiezioni con materiali in super8 e 16mm, workshop, mostre fotografiche e uno mercatino dove trovare comprare e scambiare materiali e tecnologia analogica, come cineprese, macchine fotografiche, vinile.</p>
<p>Dal 2 al 4 dicembre 2011 a Roma, un’occasione per avvicinarsi alla tecnologia analogica, che sia super8, fotografia o musica. Scoprire nuove (vecchie) forme di sperimentazione e riutilizzare materiali non controllabili, che resistono all’avvento standarizzato del digitale.<br />
Il festival si comporrà di eventi (proiezioni di pellicola, cortometraggi, rimusicazioni live) workshop sull’uso degli strumenti analogici (come usare il super8, fotografia senza obbiettivo, vinile e suoni elettromagnetici) e concerti.</p>
<p><img class="thumb_dx" title="Analogica 2011" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/12/blocks_image_2_1-283x450.jpg" alt="" width="283" height="450" /></p>
<h3>photo exhibition</h3>
<p>BOLLYWOOD di Manfred Bernard dal 2 al 4 dicembre<br />
COLLETTIVA ANALOGICA #1 dal 2 al 4 dicembre</p>
<h3>venerdì 2 dicembre</h3>
<p><strong>h. 10 – 17</strong> WORKSHOP<br />
fotografia stenopeica.<br />
Fotografia senza obiettivo, costruisci la tua macchina fotografica a cura di Resistenza Analogica</p>
<p><strong>h. 21.00</strong> concerto + proiezioni live super8</p>
<p>BIG NUMBERS (Venezia)<br />
suoni analogici autocostruitiambient/noise</p>
<p>dj  set / resistenza analogica / vinile + super8</p>
<h3>sabato 3 dicembre</h3>
<p><strong>h. 10 – 17</strong> WORKSHOP<br />
super8 le basi della ripresa in super8.<br />
La ripresa, lo sviluppo, la proiezione<br />
A cura di Giulia Vallicelli e Livio Colombo di Microcelluloide (Milano)</p>
<p><strong>h.20.00 – 22</strong> PROIEZIONI<br />
presentazione del super8 film festival Milano<br />
proiezione cortometraggi di Resistenza Analogica, Danilo Torre, Caucaso Factory</p>
<h3>domenica 4 dicembre</h3>
<p><strong>dalle 10 alle 18</strong> MERCATINO USATO ANALOGICO<br />
scambio e vendita di strumentazione analogica.</p>
<p>brunch vegetariano a cura del Forte Fanfulla</p>
<p><strong>h. 16 – 19</strong> zona free live<br />
porta le cose che vuoi proiettare in super8<br />
proiezione cortometraggio realizzato durante il workshop Super8</p>
<p><strong>h.20.00</strong> Performance ZENDE MUSIC<br />
Solo ristoranti vietnamiti a Berlino prima del muro<br />
LIVE CINEMA 15&#8242; Performing Caucaso Factory (Bologna – Londra)</p>
<blockquote><p>Tutti gli eventi sono a entrata gratuita con tessera Arci.<br />
I workshop sono per un massimo di 12 partecipanti, con quota di iscrizione.</p>
<p>Per info e iscrizioni <a href="mailto:resistenza.analogica@gmail.com">resistenza.analogica@gmail.com</a></p></blockquote>
<p><strong>ANALOGICA è una produzione e ideazione di Resistenza Analogica</strong><br />
<a href="http://www.analogica.org/" target="_blank">www.analogica.org</a></p>
<p><iframe width="630" height="250" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;q=Via+Fanfulla+da+Lodi,+5,+,Roma&amp;hq=&amp;hnear=Via+Fanfulla+da+Lodi,+5,+00176+Roma,+Lazio&amp;t=m&amp;vpsrc=6&amp;ll=41.891736,12.531023&amp;spn=0.007987,0.026994&amp;z=15&amp;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;q=Via+Fanfulla+da+Lodi,+5,+,Roma&amp;hq=&amp;hnear=Via+Fanfulla+da+Lodi,+5,+00176+Roma,+Lazio&amp;t=m&amp;vpsrc=6&amp;ll=41.891736,12.531023&amp;spn=0.007987,0.026994&amp;z=15&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/appuntamenti/2011/12/analogica-2011/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/segnalazioni/appuntamenti/2011/12/analogica-2011/">Analogica 2011</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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		<title>Indignarsi e raccontare, la fotografia sociale di Antonio Amendola</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 11:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Amendola]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Lumix Lifestyle Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Shoot4Change]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonio Amendola, 41 anni, fondatore e Presidente diShoot4Change, network internazionale di volontariato fotografico sociale, iniziato con un blog e diventato un movimento di persone straordinarie, che hanno voglia di cambiare il mondo.<p><a href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/2011/11/indignarsi-e-raccontare-la-fotografia-sociale-di-antonio-amendola/">Indignarsi e raccontare, la fotografia sociale di Antonio Amendola</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="thumb_dx" title="Antonio Amendola pic" src="http://www.tiragraffi.it/wp-content/uploads/2011/11/Antonio-Amendola-pic-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><strong>Antonio Amendola</strong>, 41 anni, fondatore e Presidente di <a href="http://www.shoot4change.net/" rel="nofollow" target="_blank">Shoot4Change</a>, network internazionale di <strong>volontariato fotografico sociale</strong>, iniziato con un blog e diventato un movimento di persone straordinarie, composto da fotografi – professionisti e amatori – reporter, grafici, creativi che condividono una stessa <strong>convinzione</strong>: la forza della fotografia come fattore di <strong>sensibilizzazione</strong> e, in ultima istanza, <strong>cambiamento sociale</strong>.</p>
<p>L&#8217;oggetto sociale di S4C è realizzare <strong>reportage</strong>, o servizi fotografici di livello professionale ma del tutto <strong>gratuiti</strong> per Ong, Onlus e altre iniziative sociali che non abbiano i mezzi finanziari per poterselo permettere o che comunque non abbiano la <strong>capacità</strong> logistica/professionale per affrontare campagne di <strong>comunicazione</strong>.</p>
<p><strong>Antonio</strong> è convinto che la fotografia possa ispirare un cambiamento sociale di prossimità attraverso la presa di coscienza sullo straordinario (bello o brutto) che è sotto gli occhi di tutti ma che viene ignorato.<br />
E&#8217; anche un componente della Giuria di <a href="http://www.concorso.lumixlifestyle.it/" target="_blank">MyLifestyle</a>, il concorso fotografico di <strong>Lumix Lifestyle Italia</strong>.</p>
<div class="citazione">La fotografia è un mezzo. La lente un filtro.</div>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>Raccontaci di te e del tuo rapporto fotografia.</strong></p>
<p>L&#8217;ho respirata sin da bambino. Mio nonno, avvocato ma con una grande passione per la fotografia e tutti i gadget &#8220;moderni&#8221; (allora), aveva una camera oscura che, per me bambino, sembrava un luogo sconfinato e pieno di giocattoli e odori strani.</p>
<p>Col tempo, l&#8217;attrazione è sparita, distratto da altro. E il fiume è riemerso in superficie qualche anno fa. Ho avuto la fortuna di riuscire a girare il mondo. Le foto conservavano i ricordi di luoghi e momenti mozzafiato.</p>
<p>Ora è dentro di me. E guardo il mondo, inquadrandolo&#8230;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><a title="RolleiStones (Rome)  by Antonio Amendola Photography, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/antonioamendola/4271103837/" target="_blank"><img class="thumb_dx" src="http://farm3.staticflickr.com/2786/4271103837_8c60428510_m.jpg" alt="RolleiStones (Rome) " width="234" height="240" /></a><strong>Solitamente quale attrezzatura utilizzi per i tuoi lavori?</strong></p>
<p>Di tutto. Letteralmente. Da pesanti reflex digitali di ultima generazione (sulle quali monto, letteralmente, un&#8217;ulteriore macchina per riprese video hd ed un microfono esterno) per lavori strutturati, nei quali voglio un controllo totale sulle variabili espressive, a compatte per foto veloci ma sempre di buona qualità, a smartphone per immediatezza. Il mezzo non è fondamentale rispetto al racconto di una storia o all&#8217;impressione di un&#8217;emozione.</p>
<p>Scatto ancora tanto in pellicola. Addirittura in medio formato!</p></blockquote>
<p><a title="Game Over il Giorno della Rabbia e della Follia by Antonio Amendola Photography, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/antonioamendola/6247412423/" target="_blank"><img src="http://farm7.staticflickr.com/6166/6247412423_74cb8a03e4_z.jpg" alt="Game Over il Giorno della Rabbia e della Follia" width="630" /></a></p>
<blockquote><p><strong>Qual è il genere fotografico che più ti piace o nel quale ti ritrovi meglio? Cosa ti ispira?</strong></p>
<p>Ho cominciato con l&#8217;essere affascinato dai grandi reportage di viaggio. Ancora oggi, ogni volta che vedo un abbinamento colori dove ci sia un po&#8217; di giallo, penso al National Geographic e alle giornate spese immerso in quei racconti magnifici.  Mi ispirano i momenti in cui si resta senza fiato davanti al bello (o al brutto) che accade intorno a noi. E trovo incredibilmente affascinante (al limite dell&#8217;innamoramento) quel momento magico in cui trattieni il respiro quasi ad attrarre tutta la luce possibile&#8230; e rilasci la tensione emotica con quel fatidico, magico, suono&#8230; <em>click</em>.</p></blockquote>
<p><a title="Game Over il Giorno della Rabbia e della Follia by Antonio Amendola Photography, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/antonioamendola/6250277038/" target="_blank"><img src="http://farm7.staticflickr.com/6231/6250277038_716172f6ed_z.jpg" alt="Game Over il Giorno della Rabbia e della Follia" width="630" /></a></p>
<blockquote><p><strong>La fotografia ti ha cambiato? se si, come?</strong></p>
<p>Sì. Tanto. La fotografia abbinata ai viaggi mi ha insegnato ad aspettarmi, a ricercare, capire ed accettare la diversità. La <strong>fotografia sociale</strong>, invece, mi ha insegnato ad indignarmi e a raccontare. Non solo le storie brutte ma anche, e soprattutto, le magnifiche storie dimenticate, sottovalutate  o ignorate di chi porta sollievo nelle situazioni di disagio sociale. In quel caso, una fotografia cambia sicuramente il mondo di chi la scatta. Spesso, purtroppo quasi sempre, il mondo di chi viene fotografato non cambia. Un fotoreporter esperto di zone di crisi sa bene che quando si scatta una fotografia è come siglare un accordo, un contratto&#8230; Chi viene fotografato affida al fotografo la propria umanità, la propria storia, e si aspetta che la sua immagine venga trattata con rispetto e dignità. Il fotografo si fa carico di questo e si incarica di far conoscere quella storia. Alla lunga, questo cambia certamente il modo di vedere il mondo. In meglio.</p></blockquote>
<blockquote><p><strong>Che consiglio daresti a chi si avvicina per la prima volta al mondo della fotografia?</strong></p>
<p>Di guardarsi intorno. Sotto casa. Ci sono una miriade di storie da raccontare. Non occorre perseguire l&#8217;esempio dei fotografi &#8220;famosi&#8221; e attraversare il mondo per effettuare &#8220;IL&#8221; reportage della vita. Basta raccontare le tante storie sociali di prossimità con la propria macchina fotografica. Basta avere gli occhi aperti, la testa e il cuore e in sintonia con loro; batterie della macchina fotografica ben cariche, fantasia, scarpe comode e&#8230; <em>click</em>.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/tRpXqzfDBPw" frameborder="0" width="630" height="350"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Approfondimenti</h3>
<p>Shoot4Change &#8211; <a href="http://www.shoot4change.net/" rel="nofollow me" target="_blank">www.shoot4change.net</a><br />
Sito personale &#8211; <a href="http://www.antonioamendola.com/" rel="nofollow me" target="_blank">www.antonioamendola.com</a><br />
Intervista su SkyNews24 &#8211; <a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2011/10/25/game_over_rome_video_scontri_15_ottobre_shoot_4_change_antonio_amendola.html" target="_blank">Shoot 4 Change, dietro le quinte degli scontri di Roma</a><br />
Articolo  su <strong>Lens</strong>, il blog dedicato alla fotografia al video e al foto giornalismo del <strong>New York Times</strong> &#8211; <a href="http://lens.blogs.nytimes.com/2011/11/16/shoot-local-think-global/" rel="nofollow" target="_blank"><strong>Shooting for Global Change</strong></a> By JAMES ESTRIN</p>
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<p>[ via <a href="https://www.facebook.com/note.php?note_id=296813227015060" target="_blank">Lumix Lifestyle Italia</a>: Le interviste di Lumix - Antonio Amendola ]</p>
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<div class="googlePlusOneButton"><g:plusone href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/2011/11/indignarsi-e-raccontare-la-fotografia-sociale-di-antonio-amendola/"  size="medium"   ></g:plusone></div><p><a href="http://www.tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/2011/11/indignarsi-e-raccontare-la-fotografia-sociale-di-antonio-amendola/">Indignarsi e raccontare, la fotografia sociale di Antonio Amendola</a> is a post from: <a href="http://www.tiragraffi.it">Tiragraffi</a></p>
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