Mentre si propone una discussione sul nuovo spot di Alitalia, mi cade l’occhio su una cosa, a cui non avevo fatto caso prima.
Nell’ultimo fotogramma vedo il logo in chiusura e…
lo vedo italic.
— Pausa. —
Hanno fatto il restyling?
Non ne ero a conoscenza.
Ma è bastato un veloce giro nella rete per apprendere che:
Nel 2005 è stata realizzata un’operazione di restyling misurato del logo nella direzione di una maggior attualità espressiva. Sono stati conservati gli elementi “core” del marchio – la “A” stilizzata ed i colori – come trait d’union con i valori di storia, tradizione, professionalità e italianità ma il logo si inclina acquistando una forma più dinamica e i colori vengono portati su tonalità più intense, calde ed eleganti.
[ fonte: sito ufficiale ]
ma anche:
Per il restyling, «svolto in collaborazione con la sola agenzia di comunicazione», Saatchi & Saatchi, la compagnia – ha detto Libonati – ha sostenuto «per disegni e realizzazione dei nuovi materiali», il costo complessivo di 520mila euro tra il 2005 e il 2006.
[ fonte: INCHIESTA / La crisi Alitalia, gli sprechi e i favori di Gianni Dragoni ]
A parte per lo spreco di denaro, in tempi di crisi…
Ma pagare cinquecentoventimila euro per rendere il logo in corsivo e cambiare il Pantone® scelto… vabbeh… non ho veramente parole…
Complimenti per il “radicale” restyling del logo a tutti i creativi della Saatchi & Saatchi.
P.S. della serie, il logo del 1969 lo amo da impazzire….






















Pingback: Banalissimo question-time. Ovvero domande e dubbi senza i quali la giornata prosegue ugualmente. : MyLife
Pingback: Poliving» Blog Archive » Alitalia: leggero restyling o collier di diamanti?
Pingback: Me or not? » Blog Archive » Alitalia: leggero restyling o collier di diamanti?