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Coca-Cola Security Cams

12 luglio 2012 | di
in advertising, non convenzionale, parliamone | 2 Commenti

In queste ultime settimane, ha girato molto uno spot della Coca-Cola Latin America, realizzando montando insieme immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza sulle note di “Give a Little Bit” di Roger Hodgson dei Supertramp.
Molti ne hanno parlato con commenti entusiasti, e il video in pochi giorni ha collezionato 2,5 milioni di viste su Youtube.

Devo essere sincera: inizialmente ha colpito anche me, e ho rilanciato il link al video sui canali social di Tiragraffi per raccogliere qualche opinione, ma ottenendo semplicemente un buon re-share del contenuto.

Eppure qualcosa mi lasciava perplessa.

Immagine anteprima YouTube

 

I dubbi e le domande che mi sono subito posta, insieme ad altre persone con cui ho discusso dello spot, sono state queste:

E’ possibile che la The Coca Cola Company abbia realizzato uno spot così low-cost?
Niente attori, niente testimonial, niente scenografie o sceneggiature, solo con una serie di situazioni riprese dalle videocamere di sorveglianza di tutto il mondo? Abituati a campagne curate fine nei minimi dettagli, ha lasciato molti di noi spiazzati.

La domanda immediatamente successiva è stata: avranno ottenuto la liberatoria da parte di tutti i protagonisti delle riprese, per lo sfruttamento (in questo caso commerciale) della propria immagine?
Non penso che l’azienda sia così sprovveduta, ma il dubbio è lecito, e la violazione della privacy possibile.


In ultima analisi: dov’è il prodotto?
Ecco cosa non mi tornava: questo non è uno spot sulla nota bevanda zuccherina, ma sull’umanità. Come ha affermato Martin Mercado, Direttore Creativo dell’agenzia Landia: “Le persone tendono ad associare le videocamere di sorveglianza con eventi negativi, ma noi abbiamo voluto provare il contrario, dimostrando la grande quantità di eventi felici e belle azioni che riescono a catturare.”

Il risultato è uno spot di 90 secondi in cui si ritrova fiducia nel genere umano, cucendo fra loro tante situazioni in cui le persone danno il meglio di loro.
Solo alla fine si intravede il prodotto (il distributore brandizzato), e il claim “open happiness” con il logo.

L’azienda non è una delle più belle, e brave, e trasparenti nelle sue azioni, ma questo video virale è riuscito a far associare il brand con le azioni di tutti i giorni e la gioia che possono portare. E’ impossibile non sorridere (e a volte commuoversi) alla visione di tante belle azioni, ma tutto questo buonismo – a mio avviso – alla fine lascia l’amaro in bocca.

Voi che ne pensate?

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  • italida

    quando l’ho visto mi sono posta anch’io delle domande sulla questione privacy… ma se invece i video delle webcam non fossero “veri” ma girati appositamente per lo spot? secondo me è una possibilità abbastanza verosimile

    • tiragraffi

      Anche qui è stato mosso lo stesso dubbio… ma almeno uno dei filmati è reale http://www.youtube.com/watch?v=P0V2ctWfGUE

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