Re-inauguriamo con il nuovo anno, la rubrica FailADV, ovvero le pubblicità che non invogliano all’acquisto (o che solamente sono riuscite male).
E iniziamo con uno spot TV, uscito proprio in questi giorni, firmato Leo Burnett per un brand tutto italiano: la FIAT.
Dato che la pubblicità comparativa è ancora un tabu in Italia, e che pochi si avventurano in questo campo per paura di finire dagli schermi televisivi ai banchi di un tribunale, in questa campagna si è deciso di confrontarsi con le auto competitor della stessa fascia di prezzo e prestazioni, giocando con i nomi di prodotto.
E così, invece di enfatizzare la qualità del prodotto “Fiat Punto“, si gioca a “preferire” la mini-gonna di una ragazza al posto della MINI-auto (ergo target prevalentemente maschile?); oppure a prediligere il gioco del Polo (normalmente giocato e seguito dall’italiano medio al posto dell’inflazionatissimo calcio) al posto della omonima citycar della Volkswagen; per ultimo chi non vorrebbe una bella Fiesta su una spiaggia caraibica al posto della 4ruote della Ford?
Bene, abbiamo la conferma che il copy-stagista sa fare anche i giochi di parole oltre che le bodycopy. Perché mi auguro che non sia stato un senior a partorire dei claim simili.
Capisco cercare evitare il confronto diretto per i motivi espressi sopra, ma queste analogie venivano addirittura usate 20 anni fa nelle barzellette, unendo il nome delle auto con quello di prodotti analoghi.
Il buco con la macchina intorno.
(barzelletta datata 1980/90 d.C.)
Mi auguro che non venga intrapresa una battaglia a suon di “botta-e-risposta” fra le varie case automobilistiche, stimolate dal carattere competitivo delle agenzie nostrane, perché l’auto protagonista dello spot ha un nome che offre rivisitazioni “su un vassoio d’argento”.
Voi che ne pensate? Geniale ironia o ingenua banalità?
P.S. e comunque, rosso su nero è una delle peggiori coppie di colori per una buona leggibilità (sul web e non).
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