Kerning Conference 2018: il Resoconto

by • 11 luglio 2018 • Focus, Ispirazione, TipografiaComments (0)169

L’8 Giugno scorso si è tenuta a Faenza l’edizione 2018 della Kerning Conference, la sesta.

Il 6 e 7 Giugno ci sono stati i workshop di Bruno Maag sulla progettazione di font, di Ewan Clayton sulla calligrafia, della Vecchia Stamperia sulla stampa tipografica e di Georg Seifert, Laurence Penney e Rainer Erich Scheichelbauer sui variables font.

Tiragraffi ha avuto l’onore di essere media partner anche quest’anno.

Sotto il resoconto della conferenza di Ciro Esposito.

 


Amélie Bonet

La prima a salire sul palco è stata Amélie Bonet, font engineer francese che vive a Berlino, dove lavora presso Monotype. La Bonet ha mostrato il suo lavoro di adattamento alla lingua bengalese del font Pure di Nokia (per il quale ha ricevuto anche un premio nel 2014). Ha poi parlato di font variabili e nello specifico del lavoro che c’è dietro alla realizzazione di font in lingue come il cirillico, il bengalese e la scrittura indu.


Riccardo Olocco

Riccardo Olocco, uno dei membri della type foundry italiana CAST – Cooperativa Anonima Servizi Tipografici, nel suo intervento ha ripercorso la storia del Jenson. Ha mostrato gli studi e le analisi di ricerca sul riconoscimento di questo font, realizzato nel 1470 da Nicolas Jenson (incisore e tipografo francese molto attivo, in quegli anni nel nord Italia).

 

 

 


David Jonathan Ross

David Jonathan Ross, è un type designer americano. Inizia il suo intervento con il descrivere uno dei problemi che riscontro spesso i designer: la gestione dello spazio e la possibilità di avere font che lo occupino per intero automaticamente. Da qui passa in rassegna una serie di font, molti sperimentali, che provano a muoversi verso questa direzione. Font come il Klimax e il Calcula di Typotheque, il Cynderblock e il Fit, progettato da lui nel 2017.

Ross ci ha mostrato poi alcuni esempi di giustificazione variabile e le potenzialità dei variables font in questo campo. Infine ci ha parlato del suo progetto Font of Month Club. Con una sottoscrizione di 6 dollari al mese è possibile ricevere ogni mese un font utilizzabile sul proprio computer e sul web. L’ultimo font rilasciato da Ross per questo progetto è il Merit Badge, un color font (quei font che permettono di colore alcune aree di una lettera senza doverlo trasformare in tracciato).

One of my favorites this morning! @djrrb #kerningconf

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Maximiliano Sproviero

Prima della sempre ottima pausa pranzo della Kerning Conference è il turno di Maximiliano Sproviero, type designer argentino. Durante il suo intervento ha mostrato una carrellata di lavori realizzati negli ultimi anni, perlopiù font calligrafici. Quando progetta font digitali, ci ha detto Sproviero, tiene sempre a mente il suo background da calligrafo cercando di non realizzare mai font che mischiano tecniche e approcci e strumenti calligrafici.

 

 

 


Matt Willey

Anche l’intervento di Matt Willey è incentrato sul suo portfolio. Willey ha mostrato i lavori realizzati per il New York Times Magazine, dove lavora come art director, e i lavori degli anni precedenti al trasferimento a New York (da Londra), come il redesign dell’Indipendent, e dei magazine Port e YouCanNow.


Alessia Nicotra

Alessia Nicotra è una neurologa e una neuropsicologa. Ha incentrato il suo intervento sul come funziona il nostro cervello, soprattutto su come vediamo e come leggiamo. La Nicotra collabare spesso con la type foundry inglese Dalton Maag. A un certo è apparso sul palco anche Bruno Maag arricchendo l’intervento parlando della progettazione di caratteri.


Ewan Clayton

Ewan Clayton è un calligrafo e un docente di design presso l’Università di Sunderland. Qualche anno fa ha pubblicato un libro, uscito anche in Italia, dal titolo “Il filo d’oro: Storia della scrittura”. Il suo intervento ha riguardato la scrittura a mano, che a un certo punto, in questa era digitale, sembra sia stata messa da parte, ma che in realtà resta un modo di comunicare (e di pensare) fondamentale.


Ferdinand Ulrich

Questo era il talk che avrebbe dovuto tenere Erik Spiekermann, leggendario grafico e tipografo tedesco. Per un problema familiare non è potuto presentarsi e al suo posto è arrivato Ferdinand Ulrich, suo assistente. Ulrich, dopo un breve excursus sulla carriera di Spiekermann, ha parlato dei progetti di p98a, un laboratorio tipografico sperimentale, e dei lavori che hanno realizzato di recente, come la ristampa del libro di Spiekermann “Stop Stealing Sheep”. Ulrich ha anche raccontato alla storia Gudrun Zapf-von Hesse, designer del secolo scorso poco conosciuta


Abbiamo partecipato a quasi tutte le edizioni del Kerning. Ogni anno cambiano gli ospiti, ma l’atmosfera — grazie all’ottimo lavoro dell’organizzazione — è sempre la stessa: conviviale e amichevole. Il Kerning è diventato anche un momento di incontro, chi ha partecipato alle edizioni passate tende a tornare (spesso anche i relatori) e così ne viene fuori una giornata di incontro e chiacchiere tra vecchi amici.

Un grazie agli organizzatori del Kerning, dalle slide di Matt Willey.


Se volete saperne di più sulla tre giorni della Kerning Conference segnalo altri 3 resoconti:

Echi dalla Kerning Conference 2018, dal blog di Letizia Bollini
Kerning 2018 – L’infinito e la mancanza di limiti, dal blog di Ideato
Kerning Conference: verso la tipografia e oltre, dal blog di Fuori dal Funnel

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