Design Week, Il Brasile dipinge di colori la città 

by • 17 aprile 2018 • Appuntamenti, SegnalazioniComments (0)223

Da una sedia gigante accanto al Duomo al live painting di street artist, fino alle fermate dell’autobus “arredate” con sedie di alta gamma. Il design brasiliano coinvolge i cittadini a Milano. Installazioni urbane come un invito creativo a visitare l’allestimento Be Brasil allo spazio EDIT in via Maroncelli.

 

 

Per la Design Week 2018, Milano diventerà, almeno metaforicamente, verde oro. Dal 17 al 22 aprile il design brasiliano avrà palcoscenici d’eccezione in tutta la città, con una serie di installazioni “teaser” per attrarre e invitare i cittadini a scoprire i numerosi e straordinari pezzi della mostra Be Brasil dello spazio EDIT di via Maroncelli 14, dove esporranno oltre 65 designer.

Le installazioni iniziano nella stessa via Maroncelli, proprio fuori dal padiglione Be Brasil, con l’installazione Raise the Flag. Curata da Marcelo Rosenbaum, l’allestimento presenta 300 bandiere, dipinte e decorate a mano dalle donne Kayapó dei villaggi di Pukany e di Kubenkokre, in Amazzonia. Con una grafica che richiama la natura e gli elementi indigeni, i visitatori si troveranno immersi tra la foresta e i fiumi, attraverso linee che rivelano la bellezza del flusso d’acqua, la magia del vento, l’affascinante ripetizione degli alberi, con la comparsa improvvisa di alcuni animali. Per la realizzazione di questa installazione, le donne Kayapó sono state supportate e dalla città di Milano e da Apex-Brasil, con l’intento di stimolare l’artigianato locale e il lavoro artistico e contribuire a sensibilizzare sulle tematiche di conservazione di un’area di foresta pluviale amazzonica di sei milioni di ettari.

Nel vero cuore della città, in via Guglielmo Marconi, tra il Duomo e Piazza Diaz, dal 19 al 22 aprile verrà realizzata la Pantosh Chair, l’installazione urbana di una sedia gigantesca, alta 3 metri, che attirerà l’attenzione dei passanti sul concetto di spazio pubblico. Con questa installazione si intende sottolineare uno dei temi principali che il design brasiliano porta alla Milano Design Week: l’interazione intellettuale con l’arredamento e il design, che diventa qualcosa da sperimentare e non solo da vedere. Questo pezzo sorprendente, realizzato da Leonardo Lattavo e Pedro Moog, rimarrà nella memoria collettiva anche dopo la Design Week.

Nella stessa strada, i passanti noteranno anche un’enorme struttura fatta da un cubo per graffiti, che sarà parte del paesaggio durante tutta la Design Week. Questo cubo gigante servirà come tela il 17 e il 18 aprile per alcune sessione di live painting di due noti street artist brasiliani, Toz (Tomaz Viana) e Mateu Velasco. I colori e la creatività del Brasile si fonderanno con i toni più classici dell’area circostante e ogni artista realizzerà i propri graffiti, dando vita a una forma artistica interattiva

Infine, chi si troverà ad aspettare l’autobus in Foro Bonaparte e in via Broletto sarà sorpreso dal trovare uno spazio di attesa davvero confortevole e “stiloso”, grazie all’installazione dei designer di Estudio Bola. Durante la Design Week, tre modelli di sedie sofisticate, Deby, Doca e Helga, saranno a disposizione dei pendolari, per un riposo in pieno stile brasiliano. Anche la stazione metropolitana di Moscova sarà vestita con i colori brasiliani, invitando i visitatori proprio al padiglione presso lo spazio EDIT. 

Commentando le numerose icone brasiliane sparse per la città, Carlos Villanova, Communication Manager di Apex-Brasil, dice: “Vogliamo creare un’esperienza memorabile in città, al di là della nostra presenza allo Spazio EDIT. Le nostre installazioni urbane racconteranno il Brasile e le sue caratteristiche, già peraltro riconosciute, di creatività, sostenibilità e innovazione. Non vogliamo essere solo presenti a Milano, ma vogliamo entrare in contatto con tutti i cittadini di questo polo internazionale del design e coinvolgerli in un viaggio interattivo sia con le ultime tendenze del design brasiliano, sia con il lavoro dei grandi designer che hanno segnato la nostra storia”.

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