5 regali per far felice un designer (ed. 2017)

by • 18 dicembre 2017 • Comunicazioni dalla Redazione, Focus, Libri, SegnalazioniComments (0)406

Cinque possibili regali cartacei — tra libri, magazine e taccuini — per rendere felice un designer.
Possono tornare ancora utili i cinque consigli segnalati l’anno scorso, nel 2016. E ci sono anche quelli del 2015, tutti dedicati al modernismo.


L'edizione italiana del libro sulle griglie di Josef Müller-Brockmann

1. L’edizione italiana del libro sulle griglie di Josef Müller-Brockmann

Josef Müller-Brockmann è stato uno dei pionieri della grafica svizzera. Ha fondato è curato quello che potremmo definire la rivista ufficiale dell’International Typographic Style, Neue Grafik, pubblicata tra il 1958 e il 1965. (Qualche anno fa la casa editrice Lars Müller li ha ristampati e raccolti in un cofanetto).

Müller-Brockmann all’inizio degli anni ’80 ha raccolto in un libro teorie, esempi e casi d’uso di una griglia in un progetto grafico. Libro che da lì in poi è diventato un classico. Riferimento di chiunque si sia approcciato al graphic design, anche di quelli chi non l’ha mai letto. Il libro è sempre stato pubblicato solo in inglese e tedesco, di recente è uscita una versione in italiano e in francese.

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2. The Visual History of Type

Paul McNeil, l’autore di The Visual History of Type, in un’intervista su FormFiftyFive dice che «l’intenzione del libro è quella di fornire un’indagine visiva definitiva dei principali caratteri tipografici prodotti dall’avvento della stampa negli anni 1450 fino ai giorni nostri, con un’enfasi sulla rappresentazione fedele dei caratteri tipografici storici chiave presentati nei loro specimen originali».

Per i 320 font presenti, oltre lo specimen originale, c’è una breve storia, la descrizione delle caratteristiche e un elenco di font simili. Le immagini mostrate nel libro sono a dimensioni reali o quasi. Il libro misura 30×25 cm e pesa 3,5 kg.

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Stack Magazines

3. Stack Magazines

Piccola nota personale: questo anno ho speso più in magazine — soprattutto magazine indipendenti — che in libri. Alcuni sono davvero notevoli, dal punto di vista della sperimentazione grafica e dei contenuti (vedi cose tipo SlantedMigrant, TypeNotes, Anxy).

Nel post di consigli degli anni passati ho segnalato magazine come Offscreen e The Great Discontent. Quest’anno segnalo un sito inglese che supporta, raccoglie, recensisce e distribuisce magazine indipendenti: Stack Magazines. Ogni anno li celebra con gli Stack Awards. Ogni mese, abbonandosi a poco più di 10 euro al mese, ve ne spedisce uno a casa a sorpresa.

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Baron Fig e Panobook

4. Taccuini

Ci sono gli smartphone, c’è l’iPad, c’è l’Apple Pencil, ci sono decine di app per prendere appunti, segnare note, fare schizzi — da poco è uscito il nuovo Paper —, ma nella fase di assorbimento di conoscenza l’immediatezza e l’efficacia di carta e penna (o matita) resta imbattibile (come ricorda in questa presentazione di qualche tempo fa il giornalista Clive Thompson). Segnalo quindi due taccuini, entrambi nati su Kickstarter, che potrebbero essere un ottimo regalo: Confidant di Baron Fig e Panobook dello Studio Neat.

Baron Fig al suo noto Confidant, negli ultimi tempi, ha aggiunto altri prodotti: taccuini con copertina morbida, penne e zaini. Sempre con una notevolissima cura del dettaglio.

Panobook è un taccuino orizzontale, pensato per essere posizionato giusto sotto la tastiera. Su Kickstarter il duo dello Studio Neat ha raccolto 200.000 dollari, dieci volte in più di quanto chiedevano.

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Cromorama di Riccardo Falcinelli

5. Cromorama

Il libro di Riccardo Falcinelli è segnalato per ultimo, ma questa lista non è ordine di importanza. Dovessi dare un solo consiglio direi di comprare Cromorama, magari due copie, una da regalare e una da tenere per sé.

Con storie e aneddoti, Falcinelli prova a mettere ordine nella moltitudine di approcci, di studi e di competenze accumulatesi nei secoli rispetto al colore. «Saperi spesso in conflitto fra loro e con una terminologia molteplice e a volte imprecisa».

«Negli ultimi tremila anni di uomini più diversi si sono interessati al colore costruendoci sopra interi visioni del mondo. È chiaro che i dilemmi cromatici di un tintore vissuto nel II secolo a.C. sono lontani da quelli di un pittore settecentesco o di un biologo contemporaneo».

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