Editorial Design: Il magazine nell’era digitale

by • 10 Novembre 2016 • Design, Focus, TipografiaComments (0)1598

Editorial Design: Il magazine nell’era digitale è la tesi di Alfio Santini che conclude il Biennio in Grafica Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Catania. Il tema centrale della tesi è l’editoria digitale analizzato soprattutto dal punto di vista del design di giornali e dei magazine.

 

Cos’è l’editorial design e come si sono trasformate le riviste nell’era del digitale sono solo alcune delle domande a cui ho cercato di trovare una risposta con la ricerca per la mia tesi.

L’editorial design è un ramo del design della comunicazione specializzato in pubblicazioni di natura seriale e periodica, contraddistinte da una visione creativa o editoriale. Pubblicazioni prodotte con uscite di frequenza programmata e rese disponibili attraverso abbonamenti o altre strategie di distribuzione.

In parole meno astratte, l’editorial design si occupa della progettazione di riviste, quotidiani e giornali.

Ma cos’è una rivista, un quotidiano o un giornale in un’era in cui la lettura di essi non è legata ad un solo medium come la carta? Un magazine è tale per le sue proprietà fisiche o per i suoi contenuti? In che cosa un blog è differente da un magazine online?

Molto spesso è più utile cominciare col definire quello che una cosa non è. Fino a qualche anno fa se si parlava di riviste digitali in sostanza si pensava a prodotti che si presentavano così:

 

magazinepdf

 

Inizialmente le pubblicazioni digitali non erano altro che PDF disponibili sul web muniti di un’animazione che scimmiottava lo “sfogliare” delle pagine delle riviste su carta. Questi file erano pesanti e disponevano di un numero limitato di font disponibili.

 

pdf

 

Quello che però è definibile come magazine digitale non deve essere una mera replica a schermo di quello che si potrebbe già trovare sulla carta stampata. La capacità di interagire con i lettori e lo sfruttare le possibilità offerte dai social media giocano un ruolo importante dell’editoria editoriale. Ciò significa sperimentare con nuovi linguaggi e flussi di comunicazione che sono più vicini ai nuovi bisogni degli utenti, piuttosto che a un mero trasporto di materiali cartacei sul web, senza tener conto delle proprietà degli strumenti dei nuovi media.

La scelta della versione cartacea, web, tablet o smartphone non è esclusiva: gli utenti possono beneficiare dell’uso combinato di tutte le piattaforme. Questa transmedialità suggerisce un nuovo concetto di relazione tra il lettore e la rivista. Un nuovo approccio che vede il magazine e il giornale, non più come un prodotto fisico ma come un servizio.

 

brandcoerenza

 

La mia ricerca prosegue con un approfondimento sulla tecnica e nello specifico su due elementi che sono alla base della creazione di un prodotto editoriale: le griglie e la tipografia.

Tipografia

Ancora prima che un lettore legga una singola parola di testo su una rivista o un sito, la tipografia riesce a dare un tono al progetto.

 

tipo

 

Più di altri elementi grafici, la tipografia da’ informazioni di “prima impressione” sull’argomento trattato sul magazine. Ha una funzione di condurre il lettore attraverso un processo e di immergerlo nel contenuto (leggere un articolo, guardare un video). La tipografia (dimensioni, stile) aiutano a far capire al lettore il contesto in cui si trovano.

iwantu

Un altro scopo fondamentale della tipografia editoriale è impartire una gerarchia e una struttura, oltre alla già citata identità. Un bravo editorial designer lavora sulla relazione grafica tra parole, frasi, paragrafi, titoli, didascalie e immagini attraverso un sistema di scala, posizione, forme, densità e colore.

Griglie

Le griglie, invece, hanno il compito di aggiungere ordine, continuità e armonia alla presentazione di informazioni,  permettono al lettore di intuire la posizione dell’informazione cercata e rendono più facile l’aggiunta di nuovi contenuti in maniera coerente rispetto alla visione d’insieme del progetto.

griglia1

Molti designer alle prime armi pensano che le griglie castrino la loro libertà di espressione e i loro impulsi creativi ma, come disse Ellen Lupton:

Dire che la griglia è limitante è come dire che il linguaggio è limitante, o la tipografia è limitante.

Possiamo pensare alle griglie, piuttosto, come ad un trampolino di lancio per la creatività. Il punto di partenza fondamentale con cui i designer possono creare soluzioni ai problemi, piccoli o grandi che siano, aiutando lettori e utenti.

 

gridsystem

 

Ma come approcciarsi alle griglie sul web? Per quanto possa essere complesso, il sistema di griglie di un magazine cartaceo è di natura fissa e uguale per ogni utente che ne usufruirà.

Non è così sul web, dove la soluzione di progettazione può avere infinite visualizzazioni in base al software o all’hardware usato per la navigazione o alle preferenze dell’utente (implicite o esplicite che siano).

Dove la stampa chiede “Qual è la soluzione?”, i digital media chiedono “Qual è la soluzione e come cambia in base alle varie circostanze?”

Per questi motivi, quindi, i principi su cui si basano le griglie sono significativamente differenti sul Web:

  • Un sistema di griglie sul web è profondamente dipendente dall’harware usato dall’utente
  • La tipografia online è di natura mutabile, cambiando da utente a utente, rende difficile produrre perfettamente i risultati desiderati con una griglia
  • Non ci sono dimensioni fisse per un browser web, sia perché la grandezza fisica dei vari monitor usati dagli utenti cambia, ma anche perché gli utenti possono ridurre o espandere la finestra di navigazione cambiando la sua dimensione di default.

Come risultato, le griglie perdono il lusso di una dimensione fissa che ha la carta stampata.

Da queste necessità nasce il design responsivo, una tecnica di web design per la realizzazione di siti in grado di adattarsi graficamente in modo automatico al dispositivo coi quali vengono visualizzati (computer con diverse risoluzioni, tablet, smartphone, cellulari, web tv), riducendo al minimo la necessità dell’utente di ridimensionare e scorrere i contenuti e rendendo il prodotto accessibile.

 

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Guardandomi intorno mi sono accorto che molte realtà editoriali locali/nazionali trovano la soluzione a questi problemi con un intervento grafico meramente estetico, limitato al cambio di caratteri e di formato per ridurre l’impatto dei costi. Allo stesso modo, come detto prima, con l’avvento dei dispositivi portatili, l’approdo su questi strumenti è stato spesso o sottovalutato o trattato come una mera trasposizione sui nuovi device: è cambiato il piano ma la forma è sempre la stessa.

Attraverso la ricerca e lo studio di realtà editoriali che sono riuscite a stare al passo coi tempi (The Guardian, The New York Times, USA Today, ecc.), ho cercato a mia volta di “ripensare” e creare un magazine “multi-device” che seguisse i concetti analizzati lungo tutto il processo di analisi effettuato.

Un magazine per l’Accademia di Belle Arti di Catania

Il magazine online dell’Accademia di Belle Arti di Catania. Un prodotto online che deve mantenere una coerenza visiva con la realtà (brand) a cui appartiene. Le scelte grafiche, infatti, tengono conto della presenza sia di una versione cartacea della rivista sia di un sito web istituzionale dell’Accademia. Questi vincoli non limitano le scelte progettuali ma aiutano a dare al magazine unitarietà e senso di appartenenza ad un’unica realtà.

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Concludendo, un interrogativo rimane obbligatorio: “Quando e quanto le realtà locali/nazionali daranno dignità all’editoria digitale, riconoscendo ad essa lo stesso spazio e importanza della versione stampata?”

 

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