Instagram cambia brand: ecco perché funzionerà

by • 12 maggio 2016 • Brand Identity, Comunicazione, FocusComments (1)1084

La macchina fotografica vintage con il rivestimento in pelle e i riflessi sulla lente, simbolo di una generazione intera di nativi digitali,  è cambiata per sempre. Dopo quattro anni dall’introduzione del suo logo – oggi – storico, Instagram rinnova radicalmente il proprio design e sceglie un’icona flat, con un look minimale e ipercolorato, perfettamente in linea con il design immateriale di Google.

“I brand e i prodotti generano relazioni con le persone. Ecco perché non bisognerebbe mai cambiarli per il puro gusto di farlo – dice Ian Spalter, Direttore del Design di Instagram – Ma il nostro logo originale cominciava ad essere un po’ vecchio. Non raccontava più la nostra comunità. Sapevamo che avremmo potuto fare di meglio”.

Il processo, come racconta Spalter in questo lungo post su Medium, è stato tutt’altro che semplice. “Abbiamo chiesto ad alcuni membri dello staff di ridisegnare a memoria l’icona di Instagram. Tutti hanno disegnato l’arcobaleno, la lente e il mirino”. Eppure, i primi tentativi di flattening hanno portato risultati sgradevoli.
Continua Spalter: “Lo stile skeumorfico che dominava le prime versioni di iOS aveva un vantaggio: dava alle icone una grande solidità. Erano pixel, ma sembravano reali, tangibili”. L’introduzione del colore è stata la chiave di volta del processo: recuperato l’arcobaleno presente sulla vecchia icona e virando i toni verso quelli più caldi, è nato il nuovo logo di Instagram. “C’è più calore, c’è più energia” conclude Spalter, pur mantenendo una connessione con il logo storico.

Eppure, la rete non sta reagendo bene: in queste prime ore, i nostalgici della vecchia icona dettagliata e realistica hanno alzato gli scudi contro l’ennesimo rebranding, giudicato inconsistente, noioso, esageratamente distante dal look and feel originale dell’app.

 

Il rebranding è un’attività globale.

Come sempre, un rebranding è un’attività che va ben oltre il semplice design di un logo. Con la nuova icona, Instagram ha introdotto una serie di interessanti novità nel design e nella stessa interfaccia dell’app che, viste nel loro complesso, acquistano una coerenza globale di tutt’altro spessore.

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Le altre app di Instagram (Layout, Hyperlapse e Boomerang) hanno infatti subìto lo stesso redesign. Viste nel loro insieme, ora, le quattro icone hanno una incisività e una riconoscibilità d’insieme che risultano gradevoli e indovinate.

In secondo luogo, la stessa interfaccia dell’applicazione ha subito alcuni radicali interventi. I pulsanti blu e la barra di navigazione sono diventati bianchi e neutri, lasciando più spazio alle immagini. Se l’icona ipercolorata è la finestra per il mondo Instagram, una volta all’interno gli unici colori a dominare sono quelli delle foto e dei video degli utenti – più, naturalmente, le icone per l’attività social.

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Oggi la comunità di Instagram non è più composta da nostalgici della fotografia istantanea e dei filtri lomografici. Al contrario, è una comunità eterogenea, per lo più giovane (il 90% degli utenti ha meno di 35 anni), trasversalmente distribuita per sesso e provenienza geografica. Una community che posta la media di 80 milioni di foto e video al giorno e che usa abbondantemente le altre app dell’azienda, in particolare Layout e Boomerang.

Una fotocamera iperrealistica non può più rappresentare una comunità di questo tipo: oggi gli instagramers non sono più interessati alla piattaforma come generatore di foto vintage, ma soprattutto come contenuto e veicolo di condivisione, racconto, vita personale. Sono una comunità nata e cresciuta con il flat design, che nell’arcobaleno di colori ritrova la sua eterogeneità.

Ecco che quindi l’idea di rendere neutra l’interfaccia e minimal l’icona acquista un nuovo senso: lasciare spazio ai contenuti dell’utente. Non è più l’app in sé a fare la differenza: è quindi giusto che diventi flat, iconica, immateriale; che faccia un passo indietro, astraendosi e diventando contenitore generico di contenuti multimediali. Nelle parole di Spalter: “Abbiamo tolto colori e distrazioni dalle superfici che interagiscono con i contenuti dell’utente, in modo che possano essere essi stessi al centro dell’attenzione”. 

Ai nostalgici dello skeumorfismo sembrerà solo l’ennesima spersonalizzazione di un brand, ma per quanto mi riguarda il redesign di Instagram è riuscito. Forse il logo in sé, nel suo risultato finale, non sarà particolarmente innovativo o originale (ma si poteva fare di peggio: ricordate Medium?). Ma la direzione è, a mio modo di vedere, quella giusta.

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One Response to Instagram cambia brand: ecco perché funzionerà

  1. Mantanera ha detto:

    una bella analisi di questo restyling molto chiacchierato. anche io trovo la nuova immagine molto azzeccata e light!

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