Italia 2.0: Non c’è più il digital divide di una volta (per fortuna)

by • 22 marzo 2016 • Nuovi MediaComments (0)501

CopertinaL’analisi della distribuzione dell’utenza internet italiana rilevata dall’indagine Italia 2.0 ci parla di antichi squilibri che convivono però con dinamiche nuove e inedite.

Il digital divide è di fatto ancora vivo e vegeto, non si è magicamente estinto, benché gli investimenti statali stanziati di recente promettano grandi opere e molti gap siano oramai stati colmati. Ciononostante, ricorrono falle nel sistema, e i più penalizzati risultano appartenere a categorie ben identificabili: residenti in centri abitati con meno di 100.000 abitanti, al sud Italia, più spesso donne, over 54enni e con basso titolo di studio. Insomma, la disparità all’ingresso è tutto tranne che svanita.

L’indice di attività digitale

Come tutte le diseguaglianze sociali, il digital divide è anzitutto una questione di “opportunità”. Pensiamo al campo dell’istruzione, ove per gli studenti provenienti da classi sociali più disagiate è più difficile accedere ai circuiti di studio più elitari (licei vs. istituti tecnici). Eppure, una quota di studenti riesce a oltrepassare il tetto di cristallo e gradualmente annullare l’effetto delle origini sociali, sfruttando al massimo i mezzi a loro disposizione.

 

indice

 

Ecco, quel che avviene per il digital è più o meno simile. Le zone del nostro paese storicamente sfavorite su un piano economico e socialehanno minore opportunità di accesso al web (digital divide in senso infrastrutturale). Ma, una volta ottenuto l’accesso – e la possibilità di utilizzo di device mobili aiuta in questo senso – l’uso degli strumenti diviene assai più intenso e ricco rispetto ad altre zone.

Partendo da questi presupposti abbiamo costruito l’indice di attività digitale che ci aiuta a comprendere il livello di utilizzo della rete e la vivacità degli utenti nei confronti dei canali digitali e social (indice da 0 a 100). Ponderiamo così comportamenti quali la frequenza di connessione, l’uso di device multipli nella navigazione, la varietà di siti visitati, l’iscrizione ai social network, il seguito ottenuto sui propri canali. Ebbene, seppur su alcune caratteristiche socio-demografiche il fenomeno della diseguaglianza continui a replicarsi, per altre ciò non accade.

Chi sono i più smanettoni?

L’identikit dell’utente più dinamico sul web è anzitutto giovane e non è affatto necessario essere plurilaureati o professionisti intellettualoidi per risultare smanettoni del web.

 

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La questione meridionale

Ma il dato che sorprende maggiormente è di natura territoriale. I piccoli centri abitati, infatti, penalizzati dall’arrivo a singhiozzo della banda
larga, una volta connessi, mostrano di essere tutt’altro che passivi sulla rete, raggiungendo una media dell’indice in linea con quella del paese. Certo nelle grandi città abbiamo una performance maggiore (60), ma il gap è tutto sommato ragionevole.
È inoltre al sud che troviamo il maggiore fermento degli utenti e la media dell’indice risulta più alta in assoluto
. Gli internauti meridionali in effetti sono sopra la media su tutti gli indicatori rilevati: hanno più degli altri una connessione multidevice, si connettono con maggiore frequenza, usano di più i social rispetto ai colleghi settentrionali.
L’esclusione digitale del sud Italia è una questione strutturale e non affatto culturale
; di opportunità, come detto, non di propensione. Una volta ottenuta la connessione infatti, gli utenti al sud, anche solo per riscatto, la usano di più. In più, il web 2.0 è canale di contatto, scambio, servizio e informazione, perciò strumento per accorciare proprio le distanze.

 

questione

 

I silver digital: questione di status

Anche per i cosiddetti “silver digital” accade qualcosa di molto simile. La categoria di navigatori più matura a livello strutturale rimane spesso esclusa dal web ma, una volta connessa, mostra un utilizzo più intenso rispetto ad altre generazioni. Riscatto sociale, abbattimento delle barriere e distanze, allentamento della solitudine, che si unisce a maggior tempo a disposizione nonché stabilità economica (l’entrata fissa pensionistica). Per i silver diviene dunque una questione di vero e proprio status sociale, di possibilità di distinzione verso i pari.

Dunque, il digital divide assume tratti singolari rispetto a quanto potremmo erroneamente prospettare da un’analisi puramente tecnica delle dotazioni e distribuzione delle risorse. E il nostro Mezzogiorno ci sorprende. O forse neppure troppo… Tutto sommato, la città dichiarata più smart e tecnologica del mondo dal Global Smart City è Barcellona, nel pieno Meridione del continente occidentale!

Fonte dei dati: Italia 2.0. Wave di aprile 2015. 1.500 casi. Campione rappresentativo della popolazione web italiana per genere, età, titolo di studio, area geografica e frequenza di connessione settimanale.

[ S. de Luca Doxa ]

 

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