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Ad blocker, quanti lo usano e perché

by • 2 febbraio 2016 • Comunicazione, Infografica, MarketingComments (0)699

Teads ha realizzato in collaborazione con Research Now una ricerca sulle motivazioni che inducono gli utenti a installare gli ad blocker. Un interrogativo cui si è voluto dare una risposta per aiutare il mercato a capire cosa sviluppare a livello tecnologico per continuare a supportare l’editoria online e, allo stesso tempo, per creare un dialogo lineare tra inserzionisti e utenti, senza che i primi siano un elemento di disturbo nell’esperienza di navigazione dei secondi.

Dall’analisi sono emersi due dati molto rilevanti: tre utenti su quattro hanno dichiarato che i formati forzati e intrusivi sono tra le principali ragioni che motivano l’installazione di sistemi che bloccano l’erogazione dell’annuncio pubblicitario. Inoltre, l’80% degli italiani considera il formato pop-up il più fastidioso e penalizzante durante la navigazione online.

In particolare, in Italia emerge che dietro la scelta di installare un ad blocker ci sono: il potere della scelta, il passaparola, il browser che fa la differenza, la penalizzazione dell’esperienza di navigazione.

Il profilo di chi utilizza gli ad blocker in Italia è composto soprattutto da uomini, con un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, persone che tendono maggiormente a installare sistemi ad blocker sui propri device anche mobile. Inoltre, su desktop, il 39% in più degli utenti rispetto al mobile, è più predisposto a guardare un annuncio non intrusivo.

Infatti, l’85% degli utenti italiani non installerebbe gli ad blocker se il formato di advertising desse loro la possibilità di skippare o chiudere l’annuncio. Il 38% degli utenti con un ad blocker installato su desktop o laptop, ha scoperto l’esistenza di questi software tramite altri utenti, di contro il 76% degli intervistati con ad blocker attivo utilizzaChrome, contro il 39% di Firefox.

Per il 67% degli utenti tricolori la pubblicità, soprattutto non skippabile, viene bloccata anche perché rallenta l’esperienza di navigazione. Il57% del campione ritiene che al momento ci siano troppi formati invasivi, classificabili con il termine “fastidiosi”.

 

A livello globale, l’analisi rivela che gli intervistati degli Stati Uniti dichiarano una maggiore avversione verso gli annunci forzati e il 74% ha risposto che sono il principale motivo che porta all’installazione degli ad blocker contro il 60% degli italiani che, per la stessa ragione, non esiterebbero a bloccare gli annunci considerati invasivi.

La maggior parte degli utenti che riconsidererebbe l’installazione di un ad blocker, se i formati dessero la possibilità di scelta, si trova in Messico e Spagna e rappresentano l’89% degli intervistati.

Gli argentini sono i più infastiditi dal formato pre-roll (formato pubblicitario erogato su un altro contenuto video), il 57% preferisce il formato nativo in-article e solo il 13% di questi vengono considerati altamente intrusivi.

In Germania, Paese natale di Adblock Plus, il 72% degli utenti intervistati ha installato un ad blocker perché motivati dall’intrusività degli annunci, ma l’83% potrebbe non usarli se si desse loro la possibilità di scelta.

 

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