Mallory, il nuovo font di Tobias Frere-Jones

by • 19 Gennaio 2016 • Focus, Ispirazione, TipografiaCommenti disabilitati su Mallory, il nuovo font di Tobias Frere-Jones2039

Tobias Frere-Jones fino a qualche tempo fa era l’altra metà della type foundry americana Hoefler & Frere-Jones. Autore di font come Gotham, Interstate, Whitney.

Dopo la lite con Jonathan Hoefler, nel 2014 Frere-Jones lascia la Hoefler & Frere-Jones, che nel frattempo è diventata Hoefler & Co., e avvia la sua personale type foundry.

Il primo font della Frere-Jones Type, rilasciato nel Dicembre 2015, è il Mallory. Un font nato come un esperimento con l’intento di combinare tratti di design tipografico americano con tratti di design tipografico inglese, ispirato alle origini di Tobias, per metà americano (da parte di padre) e per metà inglese (da parte di madre). Un font molto autobiografico. Mallory è il suo secondo nome (ne ha due, il suo nome per esteso è Tobias Edgar Mallory Frere-Jones)

I riferimenti del Mallory sono il Gill Sans (inglese) e il Metro (americano). Dal Gill Sans ha preso soprattutto la leggibilità e la variazione dei pesi.

mallory-frere-jones-5

mallory-frere-jones-2

mallory-frere-jones-4

La parte inglese del font è rappresento dalla geometria rigorosa delle lettere maiuscole, mentre la parte americana è più presente nelle più umanistiche lettere minuscole.

Il Mallory è composto da 1.250 glifi unici, e 16 pesi differenti. È disponibile anche una versione MicroPlus pensata per essere usata a piccole e dimensioni e soprattutto per gli schermi.

Il Mallory MicroPlus sul web lo si può vedere in azione sul sito di Frere-Jones e sul sito di Tim Brown (Head of Typography di Typekit).

 


 

In Letter We Trust

Tobias Frere-Jones è stato uno dei relatori della terza edizione della Kerning Conference con un intervento incentrato sulla sua personale ricerca dei secret marks, i trucchi tipografici (lettere nascoste modificare o alterate) usati per aggirare la falsificazione delle banconote statunitensi, britanniche e francesi degli ultimi tre secoli.

Su Vimeo è possibile vedere e ascoltare l’intero intervento. Ve lo consiglio.

 

[vimeo]https://vimeo.com/140275016[/vimeo]

 

Pin It

Related Posts

Comments are closed.