5 regali che fanno felice (forse) un giornalista avvilito (ed. 2015)

by • 19 Dicembre 2015 • Focus, Libri, RisorseCommenti disabilitati su 5 regali che fanno felice (forse) un giornalista avvilito (ed. 2015)3776

A cura di Daniela Liucci


Vintage inscription made by old typewriter, Dear SantaCompletiamo la serie di consigli per i regali di Natale (e per altre ricorrenze) dedicati a chi lavora nel mondo della comunicazione, informazione e cultura, con un contributo di Daniela Liucci la quale ci suggerisce 5 regali che fanno felice (forse) un giornalista avvilito.

 

 


1. Between The World And Me – Ta-Nehisi Coates (Text Publishing Company, 2015)Between The World And Me

Ta-Nehisi Coates (Text Publishing Company, 2015)

Un padre quarantenne, corrispondente di The Atlantic e autore del memoir The Beautiful Struggle (Spiegel & Grau, 2009). Un figlio adolescente. Una lunga lettera – onesta, viscerale e obbiettiva –   del primo al secondo in cui si spiegano le difficoltà di un giovane maschio afro-americano negli Stati Uniti nel 2015, illustrando le incongruenze dei concetti di razza che “è il figlio non il padre del razzismo”, di sogno americano, un privilegio per bianchi costruito sulla continua violenza usata su corpi neri. Come quello di Coates, figlio di un ex militante delle Black Panthers, cresciuto nelle strade della Baltimora dei primi anni Novanta tra le continue e multiformi minacce dei “sognatori” e la necessità di trovare definizioni e risposte.

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2. The White Album – Joan Didion (Sellerio, 2015 – Trad. Delfina Vezzoli)The White Album

Joan Didion (Sellerio, 2015 – Trad. Delfina Vezzoli)

“Sapevo solo quel che vedevo… Una serie d’inquadrature in sequenza variabile, immagini senza alcun significato al di là della loro disposizione temporanea, non un film ma un’esperienza da sala montaggio”. Benvenuti nel mondo indefinibile ed evocativo di Joan Didion, che richiama alla memoria un album dei Beatles e riporta nell’America di fine anni Sessanta, ancora ebbra di Estate dell’Amore ma con un cuore oscuro in aritmia. Un mondo descritto cogliendo particolari apparentemente insignificanti e trasformandoli in simboli della società americana del tempo, dai silenzi di Jim Morrison al latente maschilismo delle Black Panthers, dal rifiuto del conformismo borghese all’esposizione di drammi personali. Un mondo ricreato con lo stile elegante, lucido e asciutto di una delle penne più risolute del new journalism.

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3. Humans of New York: StoriesHumans of New York: Stories

Brandon Stanton (St. Martin’s Press, 2015)

C’era una volta (e c’è ancora) un blog, Humans Of New York, che aveva l’ambizione di raccontare il melting pot umano di una metropoli come New York City, foto dopo foto, storia dopo storia, incontro dopo incontro. Un “censimento fotografico” – a opera di Brandon Stanton – che diventò presto un libro omonimo, finito in cima alle classifiche dei bestseller del New York Times.
Due anni, diecimila scatti e milioni di “social fan” dopo, Stanton torna in pista con un secondo volume, Humans Of New York: Stories, nel quale entra in contatto con altre esistenze e altre storie raccontandole  non solo con l’obiettivo ma anche con parole che richiedono sempre più spazio. In un magico equilibrio che fa riscoprire il piacere di immergersi, per un instante, nelle vite altrui.

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4. Numero zero – Umberto Eco (Bompiani, 2015)Numero zero

Umberto Eco (Bompiani, 2015)

Che lo si ami o lo si odi, che scriva un saggio o un romanzo, Umberto Eco è sempre sul pezzo. La sua ultima creatura, Numero Zero, ripercorre temi e trame a lui care, con una scrittura molto più agile e soprattutto uno scopo preciso: fare un ritratto velenoso e dissacrante del giornalismo odierno. Perché in quella redazione di perdenti assemblata per la nascita di una nuova testata che dovrà screditare i nemici del suo editore-padrone con ogni mezzo professionale a disposizione, c’è la fotografia di un mestiere agonizzante. E mentre fuori, nella Milano dei primi anni Novanta, tra un mistero e una strage, sfila il passato e il (probabile) futuro dell’Italia, negli uffici di Domani si mette in pratica l’arte di (de)costruire e manipolare l’informazione.

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5. Betryal: The Crisis in the Catholic Church – The Boston Globe (Back Bay Books, 2015)Betrayal: The Crisis in the Catholic Church

The Boston Globe (Back Bay Books, 2015)

Quando i fatti parlano. Fatti basati su una accurata documentazione, impossibili da negare. Fatti esposti da un giornalismo fiero e indipendente che dovrebbe essere recuperato.
Nei primi anni del nuovo millennio, un team di giornalisti d’inchiesta del Boston Globe comincia a indagare su un sacerdote accusato di abusi su minori, mettendo poi a nudo una rete di pedofilia all’interno della Chiesa Cattolica americana, sempre pronta a una solerte opera di copertura. Dalla diocesi di Boston le ricerche si allargarono a tutto lo stato del Massachusetts e ad altre città della East Coast con ripercussioni su tutto il mondo cattolico.
I risultati finirono in un libro che nel 2003 valse ai giornalisti del Globe il premio Pulitzer per il miglior servizio pubblico, oggi ristampato in occasione della sua “trasformazione” in film (Spotlight di Tom McCarthy presentato a Venezia 72 e nei cinema italiani a febbraio 2016).

» Betrayal: The Crisis in the Catholic Church


[ ph © michaklootwijk – Fotolia ]
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