Make it Simple, la tendenza minimalista nella comunicazione grafica

by • 4 Novembre 2015 • Design, Illustrazione, IspirazioneCommenti disabilitati su Make it Simple, la tendenza minimalista nella comunicazione grafica4924

Make it Simple è la tesi di Olga Gurgone che conclude il Triennio di Arti Tecnologiche all’Accademia di Belle Arti di Catania. La tesi indaga sul crescente utilizzo del minimalsimo nel design digitale e non.

 

Perché da qualche anno la tendenza minimalista riscuote così tanto successo nell’ambito della comunicazione grafica?

A prescindere dall’amore a prima vista che mi ha indotta ad una dipendenza da minimalismo, la mia tesi parte da una riflessione su questa domanda. Analizzando lo sviluppo del minimalismo nel tempo – dalla storia dell’arte al design, dalla letteratura alla pubblicità – ho cercato di fare un quadro, sintetico nella sua ampiezza, per capire come funziona il minimalismo nel graphic design, ma anche nella comunicazione in maniera più generale, oggi.

Il tempo è uno degli elementi chiave che ho individuato per cominciare la mia analisi.

Tempo, perché la società moderna non ha mai tempo sufficiente. Abbiamo tutti bisogno di risparmiare e organizzare il nostro tempo, persino il tempo libero dev’essere programmato. Nessuno si sofferma più su informazioni troppo lunghe da leggere, vogliamo sapere solo quello che ci interessa davvero. Quasi paradossalmente, oggi si scrive di meno per farsi leggere di più. Inoltre, siamo costantemente bombardati da così tante informazioni da esserne ormai assuefatti: abbiamo perso la curiosità, siamo spettatori passivi, superficiali.

Nel 1971, il politologo Herbert Simon mise in luce i suoi ragionamenti per la futura “età dell’informazione”, spiegando come i creativi si sarebbero trovati ad affrontare un grosso calo di attenzione a causa della sovrabbondanza di informazioni e fonti di informazioni. Per catturare l’attenzione il messaggio doveva essere esposto con chiarezza, da qui si cominciò a pensare al minimalismo come ad una soluzione ottimale. Il minimalismo soddisfa il bisogno di tempo, mettendo a disposizione solo le informazioni e gli elementi utili al messaggio per incuriosire.

Minimalismo è definito come il concetto di ridurre al minimo le distrazioni da ciò che è veramente prezioso o essenziale . Come risultato, un lavoro minimalista offre una vista sulla – e solleva interrogativi – vera natura del soggetto o dell’oggetto. — Maarten P. Kappert, designer

Con l’uscita di Windows 8 nel 2012, la Microsoft ha rivisto il vecchio sistema di interfacce costruito sul design scheumorfico – il cosiddetto design realistico – introducendo il Flat Design o “design piatto”. Da quel momento, flat è diventato quasi una necessità. Anche le infografiche, utilizzate per destrutturare e condensare tante informazioni in immagini, sono diventate sempre più “piatte” e nuovamente sulla vetta della popolarità.

Il Flat Design si basa principalmente su tinte piatte con cromie innaturali e molto luminose, font semplici (soprattutto in declinazione bold) e forme elementari. In pratica nel design piatto viene meno l’aspetto realistico. Si appiattisce tutto, in alcuni casi anche troppo. Spesso le interfacce risultano confusionarie e poco intuitive per gli utenti, poiché tutto è posto sullo stesso piano, dalle icone alle semplici immagini. Le stesse icone sono a volte incomprensibili.

Il punto è questo, per quanto sembri estremamente semplice, il processo creativo nel minimalismo è molto complesso: semplice, infatti, non è minimalista.

Il principio del Less is more, reso famoso dall’architetto tedesco Ludwing Mies van der Rohe, ha, in un certo senso, gettato le basi del concetto di minimalismo nel tempo. Il significato letterale è “meno è più” o “meno è meglio”: non c’è bisogno di esagerare, eccedere e sovraccaricare, la semplicità ripaga sempre. Ma la semplicità va accostata ad un processo di riduzione ragionata degli elementi: il prodotto finale deve soltanto sembrare semplice, ma non dev’essere semplicistico.

In caso contrario sarà triste e vuoto tanto quanto una dieta drastica.

Nel Novecento, periodo della nascita del movimento della Minimal Art americana, il minimalismo si afferma sulla scena del graphic design con il lavoro di designer del calibro di Saul Bass, Otl Aicher e l’italiano AG Fronzoni. Fronzoni, fu un innovatore con il suo approccio essenziale ed equilibrato. Possedeva una fiducia instancabile nella geometria come verità e bellezza, e il design era per lui una battaglia contro il superfluo, quasi uno spreco in senso estetico, morale ed etico. Il suo manifesto “Contemporaneamente”, realizzato per la mostra di Lucio Fontana del 1966, è ancora oggi uno degli esempi più brillanti del graphic design. Oggi, grazie anche alle infinite possibilità offerte da piattaforme come Behance, molti creativi basano il proprio lavoro di graphic design sul minimalismo, ispirandosi ai maestri del passato, ma con uno stile totalmente personale. Da citare sono senz’altro Nick Barclay, Olimpia Zagnoli, Oliver Moss, Malika Favre e Noma Bar, conosciuti a livello internazionale.

Noma Bar - Charlie Chaplin

Nel 2010 Mehmet Gözetlik ha creato un progetto denominato Minimalist effect in the maximalist market. L’obiettivo è quello di riflettere sulla confezione e sull’etichettatura più desiderabile e semplicistica di prodotti del supermercato ben noti, eliminando ciò che è superfluo nel packaging per mettere in mostra l’essenza di ogni brand esaminato. Per farlo, Gözetlik ha messo a confronto tre diverse proposte di packaging di ogni prodotto: l’originale, una versione semplificata e una ancora più semplice, lanciando un sondaggio sul web per valutare la preferenze dei consumatori (vedi la gallery).

Minimalist market (1)
Minimalist market (2)

Per la Patisserie Lescurier, i due graphic designer Clémentine Poupineau e Pauline Mallemanche hanno messo a punto due alfabeti visivi: il primo raffigurante tutti gli ingredienti utilizzati in pasticceria e l’altro i numerosi gesti e le varie lavorazioni che il pasticcere esegue per le preparazioni. Combinando i due alfabeti hanno ottenuto una serie di icone, declinabili all’infinito, che raccontano l’artigianalità della pasticceria attraverso un’identità visiva immediatamente comprensibile e al tempo stesso molto efficace.

Lescurier
Lescurier 2

Il minimalismo non è per tutti e non è da tutti, ma le sue potenzialità possono dar vita a risultati di grande effetto, semplice, no?

Tesi - Arti Tecnologiche poster

Rappresentazione minimalista delle materie del Corso di Arti Tecnologiche all’Accademia di Belle Arti di Catania
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