ADVintage 1980/1989 – Uniposca: filastrocche e giochi di parole, una lezione di copywriting

by • 29 Ottobre 2015 • Advertising, Comunicazione, FocusCommenti disabilitati su ADVintage 1980/1989 – Uniposca: filastrocche e giochi di parole, una lezione di copywriting3186

Chi ha superato gli anta come me ricorderà senz’altro la filastrocca della Osama, una delle aziende leader nel settore degli strumenti per la scrittura: una nenia ripetitiva – eppur incisiva e diretta “pubblicitariamente parlando” – che elencava una serie di oggetti, cose e situazioni su cui “andava” il prodotto di punta, il pennarello UniPosca e che terminava col il payoff “Uniposca punto e basta… by OSAMA!”
Questa campagna degli anni ’80, attraverso varie filastrocche in rima, volutamente ingenue, sottolineava una delle caratteristiche più importanti del marker: la capacità di scrivere praticamente su ogni tipo di supporto. Nello slang giovanile di quegli anni, dopo il punto e basta seguiva sempre il “Baiosama” come intercalazione orale.

Questo è il segnale di un claim vincente. Di recente è difficile trovare esempi di claim e pubblicità che entrino a far parte del linguaggio comune.

UniPosca arriva in Italia, come già scritto, negli ’80. La sua comunicazione attinge da un universo fatto di colori, leggerezza, divertimento e creatività. Fu molto facile quindi  per i ragazzi “paninari”( parleremo presto in questa rubrica di quel movimento e della sua influenza sulla pubblicità) sposarlo come status symbol, insieme alle griffe più affermate, per personalizzare caschi di motorini e jeans. Oltre le toppe della Naj Oleari si usava personalizzare jeans e capi di abbigliamento con disegni, scritte e illustrazioni realizzati dagli amici più talentuosi. Il pennarello acrilico della Osama risultò lo strumento ideale.

 

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Nel 1988 circa Osama lancia sul mercato Uni Bianco; se la comunicazione dell’Uniposca sfrutta i colori e le filastrocche, per il nuovo prodotto si fa leva sul potere correttivo del bianco coprente, senza l’uso di diluenti né pennellini, che corregge frasi sbagliate con risultati esilaranti. Frasi che ancora oggi  sono una vera e propria lezione di copywriting, somma elevatissima del potere comunicativo verbale, dell’ironia e del “gioco di parole”.
Il geniale artefice della campagna, realizzata della Saatchi&Saatchi, è stato il copywriter Marco Pappalardo.
Cosa aggiungere? Chapeu.

In esclusiva per ADVintage.


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