ADVintage 1970 – Addà Venì Baffone

by • 9 luglio 2015 • Advertising, Comunicazione, FocusComments (0)2507

Oggi parliamo di una storica azienda italiana che, nonostante di questi tempi investa tantissimo in comunicazione, durante il periodo 60/80 di comunicazione non ne faceva affatto o per lo meno ne faceva davvero pochissima.
Non è stato sempre così: appena nata, nel 1860, è stata all’avanguardia nell’utilizzo del marketing, quando questa “scienza” era davvero agli albori. Infatti è stata la prima azienda a fornireai bar che utilizzavano il suo prodotto insegne personalizzate e merchandising (vassoi, bicchieri personalizzati, lavagne, fino alle targhe pubblicitarie sulle carrozze dei cavalli).

Torniamo al nostro periodo di riferimento, perché parlarne? Perché l’unica campagna fatta a fine anni ’60 è stato il primo esempio a di metapubblicità in Italia. La campagna promuoveva il prodotto facendo leva sul fatto che non veniva fatto alcun battage. La notorietà, nonostante non avesse una distribuzione nazionale, era data dalla qualità del prodotto e dall’immagine che sovrastava la bottiglia, il contenitore… e avevano ragione!

Stiamo parlando della Birra Moretti.

Negli anni dove le bionde invitavano a bere birra, l’azienda di Luigi Moretti “Fabbrica di Birra e Ghiaccio” si affidava all’icona di un baffo maschio.
Il baffone rappresentava (e rappresenta) non solo il bevitore di birra, ma anche il mastro birraio che assaggia il suo prodotto, uguale socialmente al consumatore che lo consuma.

Come è nata questa icona famosissima, il “baffone?”

Nel 1942 il Commendatore Lao Menazzi Moretti vide un simpatico vecchietto baffuto seduto ad un tavolino di una trattoria di Udine. Il Commendatore, pensando che l’uomo rappresentasse bene la sua birra, gli chiese il permesso di fotografarlo e quale ricompensa volesse.

“Cal mi dedi di bevi, mi baste” – rispose l’uomo in lingua friulana, ovvero “Mi dia da bere, a me basta”.

Le foto furono scattate e saltarono fuori dopo il periodo turbolento della guerra, quando furono consegnate al professor Segala, noto cartellonista dell’epoca. Segala, in base alla descrizione dei colori originali fattagli dal Commendator Moretti (le foto erano naturalmente in bianco e nero), produsse un cartello pubblicitario che è stato usato per anni in tutti i locali dove si vende la Birra Moretti. Da questo cartellone è nata l’ormai celebre etichetta di Birra Moretti.

Quando il cartellone fu consegnato ai rivenditori di Birra Moretti, decine e decine di persone credettero di riconoscersi nel bevitore raffigurato, dimostrazione del fatto che il Commendator Moretti era riuscito a individuare un personaggio vero e genuino.

Nel corso degli anni, il Baffo è stato interpretato da vari attori e persino da un celebre disegnatore, Bruno Bozzetto, che negli anni ’70 produsse una serie di caroselli a cartoni animati che avevano come protagonista l’Uomo dell’Etichetta e il suo fedele boccale di Birra Moretti; il volto più noto è stato quello del celebre attore e doppiatore Marcello Tusco, sostituito dopo la sua improvvisa scomparsa da Orso Maria Guerrini.

[ fonte Wikipedia ]

Sicuramente il testimonial iniziale più economico della storia.

 

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Curiosità
La Birra Moretti fu inserita nella grande distribuzione italiana solo ad inizi anni ’90.
Dal 1996 è un marchio Heniken.

 

 

 

 

 

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