Kerning Conference 2015: il Resoconto

by • 12 giugno 2015 • Focus, TipografiaComments (0)3836

Dal 3 al 5 Giugno 2015 si è tenuta a Faenza la terza edizione della Kerning Conference, la conferenza italiana dedicata alla tipografia.

Tiragraffi ha avuto l’onore di essere media partner anche quest’anno.

Nei primi due giorni del Kerning si sono svolti i workshop di Vitaly Friedman, Barbara Calzolari, Studio Battaglia, Francesco Franchi e Nicholas Felton. Il terzo giorno è stato invece dedicato alla conferenza.

Sotto il resoconto della conferenza di Stefano Torregrossa (OniceDesign) e Ciro Esposito.

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Laura Worthington

La prima a salire sul palco è la statunitense Laura Worthington, pluripremiata type designer specializzata nei caratteri calligrafici. Nel suo speech evidenzia le sfide e le difficoltà dietro al design degli script font: sfide particolarmente concentrate sui pairings (cioè gli abbinamenti di due o più lettere che, in un carattere che intende mimare la bella scrittura calligrafica, sono sempre collegate tra loro) e sulle innumerevoli varianti che la tecnologia OpenType offre: legature, beginnings, endings, alternative stilistiche per singole lettere, decori e swashes.

Chiude il suo intervento con una interessante visione su Unicode: la tecnologia che prevede codificazioni univoche per ogni singolo glifo, purtroppo, non è accessibile a molti “casual writers”, cioè coloro che usano software non professionali per il graphic design: garantire a tutti la possibilità di accedere ad ogni glifo progettato, in futuro, non potrà che garantire più conoscenza, cultura e rispetto del carattere tipografico.

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Tobia Frere-Jones

È uno degli speech più attesi: Frere-Jones è la mente dietro alcuni dei caratteri più popolari degli ultimi anni (Gotham, Interstate): con l’ex-socio Jonathan Hoefler prima e da solo oggi, ha contribuito in maniera indissolubile all’avanzamento del type design contemporaneo.

Il suo coinvolgente intervento racconta la sua personale caccia ai secret marks – cioè i trucchi tipografici, le lettere nascoste e i tipi modificati – usati per aggirare la falsificazione delle banconote statunitensi, britanniche e francesi degli ultimi tre secoli.

La sua impressionante ricerca dimostra, slide dopo slide, come l’autenticazione del denaro nei secoli scorsi era strettamente dipendente dalle capacità tecniche e creative degli stampatori di stato: lettere scambiate o girate, zero al posto delle o, tipi fisicamente modificati per tagliare i cappi delle g o i puntini delle i, testi nascosti in corpi piccolissimi, cifre disegnate intenzionalmente per non essere replicabili.

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Marco Goran Romano

Dopo il primo coffee break arriva sul palco un ansioso ed emozionatissimo Marco Goran Romano: premiato illustratore milanese, con clienti di prima classe in tutto il mondo. È al suo primo speech davanti a un pubblico così numeroso – e si vede.

Romano mostra alcuni dei suoi lavori migliori e racconta il suo workflow ideale.
Interessante l’idea di descrivere il type design come visual storytelling: ogni carattere è in grado di raccontare una storia non con le parole, ma con forme, colori, segni e archetipi.

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Vitaly Friedman

Friedman è un uomo imponente, che gesticola molto e parla veloce. È il co-fondatore di Smashing Magazine. Il suo intervento è forse il più tecnico della giornata, e mostra come migliorare le performance di caricamento delle web fonts.

La compatibilità dei formati, le caratteristiche dei browser e, soprattutto, le connessioni non sempre performanti (sconvolge tutti l’esempio della Russia: per visualizzare la homepage completa di Vogue su connessione 3G, nel peggiore dei casi, si spenderebbero quasi 100 euro!) costringono oggi gli utenti ad attendere diversi secondi per caricare completamente i contenuti formattati di una pagina web.

Le tecniche mostrate da Friedman permettono di ridurre questa attesa e garantire la leggibilità dei contenuti delle pagine a tutti gli utenti, indipendentemente dalle capacità delle loro connessioni dati o dalle differenze di browser e dispositivi.

Le slide dell’intervento di Vitaly Fiedman

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Indra Kupferschmid

Dopo la pausa pranzo, sale sul palco Indra Kupferschmid, type design e docente di tipografia. A lei il compito di sfatare alcuni miti legati alla tipografia moderna nell’intervento dal titolo “Font, font, font!”. Le vecchie divisioni usate dai tipografi dell’era pre-digitale (serif contro sans-serif; poco contrasto contro elevato contrasto; umanista contro geometrico) oggi non bastano più: la quantità di caratteri a disposizione, la faclilità nel reperirli e la moltiplicazione dei media ha messo alle strette i designer, richiedendo loro un maggiore sforzo in termini di classificazione, abbinamenti e scelte tipografiche per i loro progetti.

Piace molto la risposta alla domanda: “Oggi ci sono troppi caratteri?”: no, i caratteri sono come le scarpe per una donna – ciascuna ha la sua funzione. Così come l’asciutta risposta a “Esistono caratteri brutti?”: un semplice e granitico sì – l’importante, però, è saperli riconoscere.

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Oliver Reichenstein

Oliver Reichenstein, fondatore di iA, parla invece di architettura delle informazioni, un’area del design spesso invisibile e sconosciuta.

Inizia con l’aneddoto di quando per la prima volta arriva in Giappone e non conoscendo la lingua non ha più riferimenti visivi e tutto gli sembrava molto silenzioso.

Parla del ruolo del designer e dell’attenzione da porre nelle fasi in cui l’utente si trasforma in qualcos’altro. Non fa esempi di interfacce digitale, ma mostra un libro, parte dalla copertina e arriva al primo paragrafo e fa notare che in quelle pagine (spesso bianche). In quel percorso l’utente del libro si trasforma e compito del designer è quello accompagnare l’utente in questo percorso.

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Nicholas Felton

Nicholas Felton mostra tutto il lavoro che c’è dietro la creazione dei suoi report — nello specifico il report del 2013 — basati sui dati delle sue attività, online e offline, da quanti messaggi invia su Facebook, a i posti che ha visitato.

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Bruno Maag

Chiude questa terza edizione Bruno Maag, il co-fondatore della type-foundry inglese Dalton Maag con l’intervento più coinvolgente. Mostra alcuni lavori della Dalton Maag, come la font creata per Lush e la font creata di recente per il Kindle di Amazon, il Bookerly.

Spazia da contenuti molto tecnici per la creazione di font, come l’hinting, a suggerimenti e approcci da tenere per giovani designer.

@bruno_maag vince tutto! #keming #inspiring #topoftheday @kerningconf

A photo posted by Debora Manetti (@deboramanetti) on

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Conclusioni

Con gli anni la Kerning Conference è diventata un appuntamento internazionale fisso per addetti ai lavori (molti i portatili aperti su FontLab, nelle pause tra gli speaker) ma anche per semplici appassionati. Un evento imperdibile e ben organizzato, ricco di spunti, stimoli e informazioni.

Curioso poi ritrovare nel pubblico i relatori delle precedenti edizioni, tra cui il fotografatissimo Vincent Connaré, creatore di Comic Sans sul palco nell’edizione 2014. Attendiamo con ansia l’edizione 2016!

Vincent Connare alla #kerning #conference

A photo posted by Stefano Torregrossa (@onicedesign) on

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