Fotografie libere per i Beni Culturali, un appello a favore della riproduzione libera e gratuita

by • 7 aprile 2015 • Focus, Progetti, ProtagonistiComments (0)1838

nophotoIl decreto legge “Art Bonus” (31 maggio 2014, n. 83), entrato in vigore il primo giugno del 2014, aveva finalmente autorizzato la libera riproduzione di qualsiasi bene culturale (art. 12 comma 3) con notevoli benefici per gli studiosi impegnati in ricerche documentarie presso archivi e biblioteche, costretti a spendere cifre anche considerevoli per riprodurre documenti d’archivio e manoscritti.

Ma i sogni più belli, purtroppo, spesso sono anche i più effimeri: dopo poco più di un mese, il 9 luglio 2014, la Camera dei Deputati, nel convertire il decreto in legge, approva un emendamento restrittivo che esclude dalla libera riproduzione i beni archivistici e bibliografici. Risultato? Per i documenti di archivio e i manoscritti si torna d’improvviso al regime precedente:

  • negli istituti che permettono agli utenti di fotografare si continuano a tassare le fotografie (fino a 2 euro a scatto!);
  • negli istituti che negano agli utenti la possibilità di fotografare si torna all’obbligo di foraggiare ditte private o fotografi ai quali il servizio di riproduzione è affidato in appalto esclusivo. Si torna così a pagare un servizio assolutamente inutile, con burocrazia e tempi di attesa per la consegna delle immagini altrettantoinutili, a cui l’utenza rinuncerebbe volentieri se gli fosse consentito il libero uso del proprio mezzo in sala studio, come già avviene agli Archivi Centrali di Londra e Parigi.

Oggi ai turisti è concessa libertà di selfie per fotografare beni culturali conservati nei musei. Ma i beni archivistici e bibliografici non sono forse anch’essi beni di tutti che la libera ricerca ha il compito di studiare e valorizzare al meglio? Ostacolare le riproduzioni, opporsi alle straordinarie potenzialità della fotografia digitale, tassare la ricerca vuol dire soffocarla e mercificarla, non certo promuoverla secondo un principio espresso dalla stessa Costituzione (art. 9).

È nato un movimento spontaneo di idee che mira a rendere libera da preventiva autorizzazione e gratuita la riproduzione, tramite fotocamera (o smartphone) personale, delle fonti storico-documentarie normalmente disponibili alla diretta consultazione in archivi e biblioteche.
Il movimento sostiene la necessità di rimuovere l’emendamento restrittivo per ripristinare lo spirito originario del decreto ‘”Art Bonus”, bene espresso dalla relazione illustrativa della Camera dei Deputati, al fine di agevolare al massimo la ricerca scientifica condotta ogni giorno da centinaia di ricercatori e professionisti dei bei culturali (storici, storici dell’arte, archeologi, restauratori, architetti) già costretti ad operare in condizioni economiche e professionali assai precarie, il più delle volte armati della sola passione.

A favore della riproduzione libera e gratuita delle fonti documentarie in archivi e biblioteche tramite mezzo proprio (fotocamera o smartphone), senza dunque la mediazione obbligata di un servizio copie interno o esterno all’istituto, come previsto in origine dal decreto “Art Bonus” si sono già espresse personalità di spicco del mondo della cultura e dell’Università.

Per aderire al movimento.

 

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