Bauhaus Inside. Identità visive

by • 10 Marzo 2015 • Brand IdentityComments (1)2048

Bauhaus Inside è la tesi di Andrea Salemi a conclusione del suo percorso di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Catania.
Si parla di identità visive e si analizza il progetto realizzato per il Museo delle Solfare di Trabia-Tallarita.

 

Il contenuto di Bauhaus Inside costituisce un esempio dei risultati fotografici raggiunti all’interno della Bauhaus, la più grande scuola di arti grafiche applicate nell’ambito europeo nel periodo che va dal 1919 al 1933, oggi considerata in Germania la più rinomata Istituzione d’arte e design dell’era moderna, e su come fosse possibile applicare questa nuova forma d’espressione artistica su vasti territori grafici, pubblicitari, teatrali e non solo.

Questo lavoro nasce dalla forte curiosità e dalla grande voglia di conoscere la fotografia di quel periodo, stimolato e impressionato dalla collezione dell’archivio fotografico Bauhaus, con la sua varietà e qualità di immagini. Le collezioni sono vastissime e non nascondo la difficoltà avuta nel selezionarle per inserirle all’interno di questo libro.

 

Bauhaus_Inside

 

Dal punto di vista della storia della cultura la Bauhaus non è un fenomeno isolato, ma il vertice ed il punto focale di uno sviluppo molto complesso, che risale all’indietro fino al Romanticismo, che continua oggi e che prevedibilmente non si esaurirà molto presto. Oggi la Bauhaus è un oggetto di ricerca, un patrimonio d’idee incarnate, riformulate e trasformate in vive realtà, affermando così il suo valore di attualità. In quest’attualità, sia che venga contestata sia che venga affermata, risiede la vitalità della Bauhaus.

Il quadro che oggi viene a formarsi, riguardo l’idea della Bauhaus, ci viene trasmesso propriamente attraverso una serie di capolavori fotografici realizzati al suo interno. La gamma dei lavori fotografici di questa scuola spazia dalle fotografie professionali di architettura ed oggetti, alle fotografie del palcoscenico fino agli esperimenti artistici, incluse tecniche sperimentali, montaggi, collage e fotogrammi. Il fenomeno che si osserva oggi è l’inalterata suggestività che deriva dai prodotti della Bauhaus inclusa la sua architettura. L’edificio a Dessau rappresenta una sfida per molti fotografi professionali e pubblicitari. Oltre alle qualità architettoniche, l’edificio si distingue anche per via dell’efficacia delle fotografie tramandateci dagli anni ’20 che mantengono inalterato il suo fascino.

 

Bauhaus_Inside

 

L’elaborato è un vero e proprio omaggio ai bauhausbücher (una serie di libri realizzati dal 1925 al 1930, con redattori Walter Gropius e László Moholy-Nagy. L’obiettivo era di raccontare il lavoro svolto all’interno della scuola e di far conoscere le attività dei vari laboratori. In seguito fu inserita una parte monografica, dando visibilità ai membri attivi all’interno della Bauhaus).

Dunque la mia tesi offre una documentazione biografica di tutti quelli che contribuirono alla crescita della fotografia all’interno della scuola. Si va da nomi noti come Laszlo Moholy Nagy (1895 – 1946), Lucia Moholy (1894 – 1989), Walter Peterhans (1897 – 1960), Ellen Auerbach (1902 – 2000), Marianne Brandt (1893 – 1983), etc a nomi sconosciuti ai più, ma non per questo meno importanti e influenti nel panorama artistico che riguarda quel periodo. Tramite ricerche e documentazioni specifiche e l’aiuto dell’archivio Bauhaus di Berlino è stato possibile sviluppare il collettivo fotografico “Bauhaus Inside” che, come già accennato in precedenza, va dalla fotografia istantanea degli studenti al lavoro di prestigio degli insegnanti.

Mies Van der Rohe ha scritto:

Bauhaus non fu un’istituzione con un programma chiaro, fu un’idea” ; un’idea forte e complessiva, che ha caratterizzato anche in Italia la cultura visiva allora più avanzata, mediata soprattutto con la fotografia, sia nella sua autarchia d’immagine (fotogrammi, fotomontaggi, riprese in diagonale e da punti di vista non ortogonali), sia come informazione iconica di oggetti e architetture, basti sfogliare riviste come “Casabella”, “Domus”, “Quadrante”.

Infine, sempre all’interno della tesi, è possibile notare come dagli anni venti della Bauhaus ad oggi la fotografia ha vissuto periodi di grande splendore, con continue modifiche e sperimentazioni, dove anche i più grandi artisti dei giorni nostri credono che l’influenza della Bauhaus sia stata fondamentale per la formazione del professionista-artigiano di oggi. 

Oliviero Toscani (1942) in un’intervista, commenta la filosofia della Bauhaus, non smentendo ovviamente il suo piglio provocatorio quando afferma che:

Oggi i designer in generale sono ‘tecnici da computer’ che dimenticano di ispirarsi al messaggio potente dell’insegnamento di Gropius col suo cimento, sotto l’egida della Bauhaus, di unificare arte, artigianato e architettura.

Orientamento, questo, da una parte legato al movimento delle ‘Arts and Craft’, ma anche aperto alle nuove tecniche inclini al design industriale. Tali ambizioni artistiche toccano anche le relazioni interpersonali, poiché ad esempio non esiste più una netta distinzione tra artisti e artigiani.

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One Response to Bauhaus Inside. Identità visive

  1. luigi ugolini ha detto:

    Ottimo l’articolo di presentazione, sarebbe anche interessante vedere questo progetto!