La storia dell’immagine di Babbo Natale

by • 24 Dicembre 2014 • Brand Identity, Comunicazione, IllustrazioneComments (0)2833

Comunemente l’iconografia moderna di Babbo Natale viene attribuita alla Coca Cola; ma in realtà il colosso delle bibite ha solo fissato alcuni caratteri già presenti e ricorsivi nel personaggio, consacrandolo a icona di massa.
Ripercorriamo per immagini i modi in cui è stato rappresentato nel tempo.

Icona di San Nicola del 1294

1200

San Nicola è un santo del quarto secolo, estremamente popolare in Olanda già nel dodicesimo secolo, come testimoniano alcune icone. Siamo ancora ben distanti dal rubizzo barbuto signore in rosso che ogni bambino riconosce come simbolo del Natale, ma è proprio da lui che inizia il tutto.

Le prime attestazioni dei doni di San Nicola arrivano dal 1163 circa, anno in cui in suo onore venivano lasciati fuori dalla porta dolci e doni per i più poveri, ricordando la nota generosità del Santo. L’icona qui riportata è invece dell’anno 1294.

 

 

Frontespizio di "Examination and trial of Father Christmas"1600

Un altro debito dell’odierno Babbo Natale è quello col “Father Christmas” britannico, diretto derivato del Wōden germanico, di cui assume i tratti positivi personificando la festività natalizia e lo spirito allegro.

Lo ritroviamo in una veste abbastanza somigliante a quella di qualche secolo dopo in un libro del 1686, in cui addirittura subisce un processo, raffigurato nella copertina.

Compaiono già il cappello e la palandrana bordata di pelliccia che con le dovute modifiche l’anziano signore indossa tuttora.

 

 

San Nicola nella tavola di Alexander Anderson per la New York Historical Society, 6 dicembre 1810

1800 – 1850

Altro salto temporale ed eccoci al 1810, anno in cui si comincia a delineare con le caratteristiche che manterrà nelle feste successive: portatore di doni per i bambini buoni e di nulla per i bambini cattivi.

In questo momento storico continua a mantenere l’aspetto e l’atteggiamento di religioso e santo, che andranno poi scomparendo in favore di un’immagine più popolare e accettabile per qualunque religione.

Eccolo nella tavola di Alexander Anderson per la New York Historical Society, per la cena del 6 dicembre 1810.

 

 

La visita di San NicolaCon pipa, sacco sulla schiena e pancia prominente San Nicola cammina sui tetti durante la notte: si avvicina sempre più la raffigurazione moderna con questa tavola del 1848 creata da T. C. Boyd e intitolata “Una visita da San Nicola” (l’immagine però è un facsimile dalla collezione del St Nicholas Center)

L’aria è sempre più allegra, informale e gioiosa, molto distante dalla ieraticità delle prime raffigurazioni cristiane e da quelle più classiche che si potevano osservare solo qualche decennio prima.

 

 

 

Christmas-Furlough-18631850 – 1900

Tentativi di ammodernamento nella figura di Babbo Natale arrivano anche dal 1863, con l’illustrazione di Thomas Nast creata per un numero speciale di Harper’s Weekly.

L’illustrazione dal titolo “A Christmas Furlough” riportava parecchi dettagli, tra cui quella figura incappucciata con le stelline sulla casacca. Casacca che era in questo caso divenuta più corta ma sempre bordata di pellicciotto, cominciando ad assomigliare sempre più a quella odierna.

 

San Nicola nel 1864

Nel 1864 lo ritroviamo invece senza pellicciotti e affini, con una bordatura riservata esclusivamente al cappello, e un colore degli abiti non esattamente classico ai nostri occhi, ossia nuances di giallo.

In quegli anni non era atipico trovarlo raffigurato in colori diversi e inaspettati, dal verde al blu al giallo; lo standard per il colore è di là da venire e anche la forma non è del tutto definita.

Questa illustrazione accompagna il poema di Clement Moore dal titolo “Una visita da San Nicola“.

 

 

Santa-Claus-1868E con il 1868 inizia la sua carriera in pubblicità, che proseguirà radiosa nel secolo successivo: la giacca inizia a volgere verso il più conosciuto rosso, con dettagli e profili verdi. Verde è il cappello così come la slitta… però caro Babbo Natale, dove hai lasciato i pantaloni?

Le renne comunque sembrano non farci caso, e compaiono finalmente come traino per la slitta di Santa Claus nella pubblicità della Sugar Plums.

 

Santa Claus 1869Per il Santo Natale del 1869 forse San Nicola aveva mangiato troppa frutta secca: eccolo in versione rotondissima guardare dalla sua dimora con un cannocchiale. Appare un cagnolino dietro di lui e parecchio ghiaccio intorno.

L’abito anche stavolta è rosso, con profili bianchi solo sulla casacca; è la prima volta che Thomas Nast lo illustrerà con questa scelta di colori, che si rivelerà essere quella vincente.

Il titolo in questo caso è “Santa Claus e i suoi lavori“, e anche questa illustrazione appartiene alla collezione del St Nicholas Center.

 

Santa-Claus-1881-bn

L’immagine (che trovate a colori in copertina), sempre a cura di Thomas Nast, si intitola “Merry Old Santa” ed è del 1881: ormai si notano i tipi fondamentali che caratterizzano tuttora l’iconografia di Babbo Natale.

La pancia è ben tonda, sulla testa ha rami di vischio e l’aspetto è bonario, amichevole (e forse un po’ gaudente). Porta con sé giocattoli e nella versione a colori il rosso del vestito è richiamato anche dal viso rubicondo, che tuttavia si intuisce anche dalle semplici ombreggiature del bianco e nero.

 

Ci siamo quasi!

 

1900

La vita e le Avventure di Santa ClausCorre l’anno 1902 e Babbo Natale ha il suo bel libro di avventure, scritto dallo stesso autore del Mago di Oz, Frank Baum. Nel libro si aggiungeranno sempre più dettagli alla storia di Santa Claus che rimarranno nell’immaginario popolare.

In questo caso si cala dal caminetto, per sua fortuna spento, di notte e con un sacco carico di doni. Come si può notare benché la copertina sia a prevalenza rossa, l’abito diviene verde scuro con profili che possiamo definire “leopardati”. Si smarrisce intanto la pipa che lo aveva praticamente sempre accompagnato.

Gli amanti della tipografia non potranno non notare anche l’uso dei caratteri, che personalmente trovo deliziosi per l’epoca.

 

 

St-Nicholas-1905Si salta al 1905 e all’illustrazione di Carl Stetson Crawford del volume St. Nicholas for Young Folks (Vol. XXXIII, No. 2 Copyright © 2002-2014 St. Nicholas Center).

Profili bianchi ben larghi e visibili, abito rosso, muffole, sacco pieno di doni, abeti decorati, si fissano alcune occorrenze che caratterizzano il personaggio. I calzini da riempire di doni sono richiamati, insieme al vischio, dagli stemmi “araldici” sotto gli abeti.

 

L’iconografia comincia in questi primi decenni del secolo a stabilizzarsi e a restituire un’immagine univoca, come si può vedere dalle illustrazioni qui sotto del 1913 e 1914, che ci mostrano dall’America al Giappone un modo più standardizzato di rappresentare Santa Claus.

Santa-Claus-1913

Santa-Claus-1914

 

 

 

 

 

 

 

 

Santa-Claus-1918Babbo Natale è associato alla pace e all’armonia, ma questo non sarà l’ultimo caso in cui questi valori verranno accostati al mondo militare. Qui in un manifesto vintage della propaganda americana del 1918, per la Prima Guerra Mondiale.

Conserva gli stessi caratteri che ormai da un decennio sono in voga, anche se appare lievemente più snello che nelle altre illustrazioni, pur conservando un’aria rassicurante da nonno.

Lo rivedremo pochi anni dopo nello stesso abito, in modo un po’ più drastico se possibile.

 

 

 

Santa-Claus-1920Anno 1920, in diverse occasioni: Norman Rockwell comincia a dipingere un Babbo Natale dalle fattezze più umane e realistiche, alle prese con occupazioni quotidiane.

Compaiono in illustrazione gli elfi che lo aiutano nel preparare i tanti doni. L’aria non è delle più gioiose in questi casi ma il personaggio è ben definito.

Il suo contributo sarà tra i fondamentali per la svolta che avverrà nel decennio successivo.

 

Santa-Claus-1925Ancora una volta pingue, con un campanello in cima al cappello e a notte fonda con un sacco stellato pieno di doni, nel 1925 appare di nuovo più fumettoso e meno realistico, nella rappresentazione che ne fa Wyeth come “Old Kris“.

Ma è solo una piccola deviazione, dato che nel giro di un quinquennio arriveremo alla figura ancora oggi nota come Babbo Natale.

 

 

 

 

 

 

Santa-Claus-1931Ed eccoci finalmente! Haddon Sundblom, nel 1931, fissa lo standard di Babbo Natale che dura fino a oggi, per conto di un noto brand, la Coca Cola, con cui questo Santa Claus creerà un legame fortissimo.

È questo il punto di frattura di Babbo Natale con la tradizionale figura di San Nicola, il santo della carità, per diventare il simbolo del consumismo, ancor più sfrenato durante le feste natalizie.

 

 

Santa-Claus-1942

Santa-Claus-1942-a
Nel 1942 il caro babbino sembra soffrire di sdoppiamento di personalità: da una parte è il solito caro portatore di doni, dall’altra invece se ne va alla guerra, per la propaganda americana durante la Seconda Guerra mondiale

La prima delle due immagini per fortuna è quella rimasta nell’immaginario collettivo, e ai giorni nostri appartiene alla tradizione. Una tradizione di meno di un secolo ma ben vivida e sentita.

 

 

E oggi, come sarebbe un modernissimo Babbo Natale?
La risposta ci viene da DesignerXSanta di Joint London, che vi consiglio spassionatamente di andare a guardare.
Eccone uno:

marnixsantacard

 

[ Fonti: St Nicholas Center, Public domain review e Text Creation Partnership ]

 

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