ADVintage 1968 – Jacovitti, Eldorado, il Cocco e il gelato revolusionario…

by • 9 Ottobre 2014 • AdvertisingComments (0)3374

Chi non conosce Benito Jacovitti?
Ha lasciato un segno indelebile nei fumetti: Coccobill, Zorry Kid, Jack Mandolino e le sue surreali panoramiche zeppe di personaggi e battute. Chi non conosce (chi è negli anta come me) il diario di Jacovitti, vero e proprio status symbol della generazione anni settanta? Non averne una copia in quegli anni era come non avere un giubbotto Uniform negli anni 80: un emarginato!

Lavorò oltre che con i fumetti anche molto nel campo della pubblicità; ne ricordiamo alcune: i gelati Eldorado con Cocco Bill, ( Famosi anche i Caroselli per la Rai) la Facis con Pecor Bill, L’Olio Teodora con Zorry Kid, i salami Fiorucci, Esso, il gatto Maramio per i formaggini Mio, gioco dell’oca per l’Enel, le figurine Kitkat… e tanto altro!

Dotato di un segno e di un umorismo originalissimi, li portò anche nella pubblicità adattandoli con una bravura tale da non far sentire la differenza tra questi due universi comunicativi.
“Mi diverto molto a lavorare con la pubblicità, mi piace la sintesi e sopratutto quando posso lavorare in estrema libertà su di essa!” disse in un intervista poco prima di spegnersi nel 1996.

Benito Jacovitti, Jac o Lisca di pesce come si faceva chiamare, ha iniziato il suo rapporto con la pubblicità agli inizi degli anni ’50 realizzando disegni per la Ferrero e la Nestlé.
Il successo però è arrivato negli anni ’60 (fino ai primi anni 80) per i gelati “El Dorado” (brand acquistato poi dalla Algida-Unilever) dove il disegnatore di Termoli accoppiò Coccobill al Camillino e al gelato Moreno per la quale coniò anche il famoso slogan “El Gelato Revolusionario!

Jacovitti è riuscito ad usare la pubblicità come palco per far esibire tutto il campionario della sua immensa fantasia! Era un genio della surrealtà, odiato da una certa borghesia radical-chic  benpensante per non essersi voluto mai mettere un etichetta politica (sono un estremista di centro!) e in un Italia come quella degli anni ’70, dove o si era con qualcuno o contro qualcuno, era una figura scomoda.

I critici d’arte si vergognano di dire che Jacovitti era un genio, che ha operato una grande rivoluzione con il suo modo surreale di disegnare il vero, che questo maestro del fumetto va studiato esattamente come va studiato Picasso.
(Vincenzo Mollica)

 

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