X e AIAP: lo sciopero bianco dei Designer

by • 26 Settembre 2014 • FocusComments (2)2833

“Se paghi noccioline, otterrai solo scimmie”, recita una frase attribuita al miliardario anglofrancese James Goldsmith; un ottimo avvertimento che viene seguito raramente, come molti professionisti della comunicazione (inclusi gli amanti delle arachidi) sanno bene.

Abbiamo già pubblicato articoli in cui veniva segnalata la prassi di enti e istituzioni di bandire concorsi di grafica con premi decisamente al di sotto di un budget che non si pretende astronomico (di questi tempi, poi), ma almeno sostenibile.

Il Comune di Napoli, tuttavia, ha recentemente deciso di ascendere al livello successivo inventando, crediamo, il primo concorso di rilevanza nazionale in cui il premio è… zero.

Aiap_Napoli_1

Il 25 luglio 2014 il Comune di Napoli indice un concorso “per l’ideazione dell’immagine coordinata da utilizzare nelle campagne di comunicazione turistica e alla presenza alle fiere e borse del turismo”. Il concorso è aperto a professionisti, studenti e “semplici cittadini”, purché… “in regola con il pagamento dei tributi comunali” (qui supponiamo che basti un’autocertificazione). Il bando, visibile a questo link, richiede in maniera abbastanza generica  lo sviluppo di una “proposta ideativa e progettazione grafica dell’immagine coordinata di Napoli” e specifica chiaramente poco più avanti che “la procedura non è onerosa”.

Tradotto dal burocratese, significa che non è previsto alcun compenso per l’autore della proposta che verrà selezionata, salvo che “Le proposte selezionate saranno esposte in una mostra collettiva a cura del Servizio Turismo del Comune di Napoli e saranno pubblicate in un apposito catalogo”. Viene così finalmente istituzionalizzato il ritornello del lavorare gratis in cambio di “visibilità”, caro a moltissimi (aspiranti) clienti.

Arrivati qui, si potrebbe parlare a lungo di come un bando del genere non faccia altro che confermare la (bassissima, c’è bisogno di dirlo?) considerazione in cui è tenuto il graphic design in Italia, se non fosse che, al di là dei consueti post indignati qualcosa si sta, inaspettatamente, muovendo.

Già pochissimi giorni dopo la pubblicazione del bando, AIAP ha pubblicato, congiuntamente con ADCI, ADI e TP una lettera aperta in cui viene criticata con fermezza sia l’impostazione del concorso che la mancanza di un giusto corrispettivo in denaro, citando addirittura l’Art. 36 della Costituzione (“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”), e successivamente un’interessante e dura analisi del designer Pino Grimaldi.

AIAP_X_avatarMa è il 23 settembre, data di scadenza del concorso, che all’improvviso i social media iniziano a popolarsi di una X nera su fondo bianco, e le semplici parole “la mia proposta per il Concorso di idee per la selezione di un’immagine coordinata della città di Napoli – Campagna 2014/2015”: è l’inizio di una campagna di comunicazione promossa dalla Delegazione Campania di AIAP e che ha riscosso un immediato successo sui social network e non solo.

Una X nera su fondo bianco, la classica firma dell’analfabeta, è il segno grafico che tutti i “partecipanti” al concorso che aderiscono alla campagna hanno deciso di donare, come richiesto, al Comune di Napoli. La diffusione è virale e la pagina Facebook del progetto si sta riempiendo rapidamente di risposte, scherzi visuali, declinazioni del logo originale realizzati con competenza e con ironia.

Una conversazione con un rappresentante della delegazione campana dell’AIAP – che ci ha chiesto l’anonimato per mantenere l’iniziativa a un livello diffuso e non personale – ci ha illustrato la genesi del progetto e i suoi sviluppi.

Correggimi se sbaglio: non è la prima volta che da Napoli partono bandi di concorso piuttosto originali.

Esatto; poco tempo prima ad esempio era stato bandito il concorso per logo e comunicazione della Notte Bianca del Vomero, anch’esso a titolo completamente gratuito e nonostante ciò è andato a buon fine e i materiali richiesti sono stati realizzati.
In questo caso l’Assessorato al Turismo ha indetto il concorso con un bando poco chiaro, che richiede un logo ma poi menziona una “campagna”. In più l’assoluta assenza di un capitolo di spesa per un’iniziativa di promozione turistica, una voce fondamentale nel bilancio della città, è assurda e avrà ovviamente effetti negativi sulla qualità del lavoro che verrà selezionato. Come AIAP ci siamo “messi di traverso” per cercare di rendere visibile la professionalità che sta dietro al mestiere del grafico.

Provo a fare l’avvocato del diavolo: e se non ci fossero davvero fondi disponibili?

È possibilissimo che il Comune abbia una impellente necessità di dar luogo a delle attività in tempi brevi e senza fondi a disposizione, ma i casi sono due: o decidi di non procedere, oppure puoi chiamare a raccolta i professionisti cittadini, coloro che hanno a cuore la città, e chiedi loro un sacrificio, un atto di volontariato. Chi non si sarebbe messo a disposizione in questo caso? In questo modo invece si è deciso di ignorare la professionalità e aprire, demagogicamente, il concorso a chiunque sia disposto a lavorare gratis. Sono anni che AIAP si impegna anche per un riconoscimento della professionalità del graphic designer, e poi basta un concorso del genere per ripartire da zero.

Quali sono stati i tempi della campagna?

È nata spontaneamente, a seguito della pubblicazione del bando. In realtà la nostra intenzione, anche per non poter essere accusati di invalidare o comunque danneggiare il concorso, era di pubblicarla il giorno della chiusura, il 23 settembre. In effetti il termine per la consegna degli elaborati è stato frettolosamente posticipato (al termine di una riunione, ci è giunta voce, molto animata) al 20 di ottobre, ma abbiamo deciso di partire lo stesso il giorno previsto. (il sito del comune di Napoli riporta come motivazione della proroga la – incomprensibile! – scarsa partecipazione al concorso da attribuire, si spiega, alla concomitanza con le ferie estive)

Aiap_Napoli_3La campagna è appena partita, c’è stata un’adesione soddisfacente?

Direi di sì; ovviamente amici e colleghi hanno partecipato in massa e adesso la mia bacheca di Facebook è completamente inondata di crocette; la pagina del progetto ha circa 500 iscritti tra cui esponenti del graphic design contemporaneo come Anceschi, Milani o Falcinelli. La partecipazione di tante persone è stata una vera sorpresa e siamo veramente molto soddisfatti di come la campagna si sta evolvendo, tanto che stiamo approntando un sito internet che sarà online a brevissimo all’indirizzo www.xnapoli.com dove raccoglieremo tutti gli interventi e le immagini pubblicati su Facebook, insieme a testi che illustrano le ragioni di questa iniziativa e articoli sul tema. Non solo lo sfottò, che pure è necessario, ma anche qualche intervento un po’ più… delicato.

Oltre a essere online, avete promosso anche l’invio “fisico” del plico di partecipazione con i materiali da voi approntati; c’è partecipazione anche in quel senso?

Aiap_Napoli_4Stiamo raccogliendo dagli aderenti le proposte imbustate con la X, ma ognuno è libero di inviare il proprio plico al Comune di Napoli sia tramite AIAP sia personalmente. A oggi, contando solo quelli arrivati, siamo a circa 100 invii.

Cosa pensi che succederà all’apertura dei plichi dei partecipanti? Trattandosi di un concorso pubblico, dovrebbe essere una procedura trasparente.

Sì, è un concorso pubblico, ma non direi che è legale, dal momento che perfino la Costituzione stabilisce che il lavoro deve essere sempre pagato. Non abbiamo ancora pensato a cosa fare a concorso chiuso dato che il successo dell’iniziativa ci ha colti di sorpresa, e quindi è ancora tutto molto in itinere.

Credi che quest’iniziativa potrebbe proseguire oltre il caso specifico di Napoli?

L’idea è partita dalla Delegazione Campania, ma ha innescato una conversazione dentro AIAP a livello nazionale e ci sono voci che propongono di proseguirla, di farla diventare una vera e propria forma di protesta da adottare tutte le volte che si verificano casi simili.

Guy_fawkes_maskUno “sciopero bianco” dei designer con la X, uguale per tutti, che diventa un simbolo simile alla maschera di Guy Fawkes in “V per Vendetta”?

Proprio così, un format da ripetere ogni volta, e saranno prevedibilmente tante, che ci si troverà di fronte a situazioni del genere, sperando non dico di cambiare, ma di far rivedere il modo in cui viene concepita e affrontata la grafica a livello istituzionale. Un altro esempio sono i concorsi banditi in crowdsourcing, come quello per il marchio turistico di Firenze: come è possibile che una commissione valuti migliaia e migliaia di lavori? Al di là della pura logistica, accade spesso che le commissioni giudicatrici siano molto discutibili in termini di competenze tecniche.

Nello specifico, per Firenze come per Napoli o Roma il turismo è fondamentale e – anche se la nostra non è certamente una professione da cui dipende la vita di qualcuno – accettare un logo o una campagna di comunicazione turistica senza progetto, campati in aria, di scarsa efficacia (italia.it, anyone?) ha poi conseguenze che si ripercuotono sull’intera città.

 

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