L’Italia anonima e ignorante che non sa più dare valore alla comunicazione

by • 26 Settembre 2014 • FocusComments (0)1296

I fatti: il Comune di Napoli ha indetto pochi giorni fa un “Concorso di idee per la selezione di un’immagine coordinata della città di Napoli – campagna 2014/2015” relativo “all’ideazione dell’immagine coordinata da utilizzare nelle campagne di comunicazione turistica e alla presenza alle fiere e borse del turismo”.
Il concorso, tanto per cambiare, è aperto a “studi di progettazione di professionisti; gli editori; le imprese e le società di grafica, i grafici, i web e graphic designer; gli agenti e le agenzie di comunicazione, gli studenti singoli o associati iscritti alle Accademie Belle Arti o alle Facoltà di Architettura, gli alunni dei licei artistici o di istituti professionali per le arti, i semplici cittadini”.

E, sorpresa sorpresa, non è previsto nessun premio per il progetto vincitore. Il compenso, a detta del Comune di Napoli, sarebbe la semplice visibilità del progetto. Un atteggiamento, questo, che più volte è stato aspramente criticato dalle nostre Associazioni di Categoria, dai singoli designer e dal sottoscritto. Non è possibile, oggi, credere che una comunicazione ben fatta (che sia per una città, un’istituzione, un’azienda) possa non essere retribuita. Non è possibile pensare che, senza un adeguato compenso, a muoversi siano i professionisti della comunicazione; e quindi il risultato di un concorso del genere non potrà che essere approssimativo, dilettantistico e ridicolo.

AIAP, insieme ad ADCI, ADI e TP (per un totale di circa 4.000 soci e un indotto di 40.000 professionisti) , ha scritto una lunga lettera di protesta al Comune di Napoli (qui il testo intero), dal quale mi sembra importante proporre questo passaggio:

Il bando non prevede un premio per il progetto vincitore: l’unico premio sarebbe la visibilità data al progetto attraverso una manifestazione da voi organizzata e la successiva pubblicazione in un catalogo. Altresì non nomina (v. Art. 8) tra i membri della commissione giudicatrice professionisti grafici, criterio indispensabile per garantire una corretta valutazione dei progetti pervenuti, ma si mantiene sul vago citando “esperti” che saranno nominati dagli assessorati. Inoltre, demagogicamente – ma anche questa è pratica ormai diffusa – il concorso di idee è aperto a tutti, come se la professionalità non derivasse da un patrimonio di cultura di comunicazione che si crea attraverso anni di formazione, di aggiornamento, di esperienza professionale e di specializzazione, ma fosse instillata in qualunque individuo alla nascita, una specie di talento naturale.

[…] Riteniamo nostro dovere difendere sia la qualità del lavoro di progettazione, ora anche per legge professione riconosciuta (legge 4/2013 – disposizioni in materia di professioni non organizzate), che il diritto a vedere retribuito a ognuno il proprio lavoro, come è previsto sia dal comune buon senso che dalla Costituzione (Art. 36). Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa […]).

Alla protesta, la sede AIAP della Regione Campania ha risposto con intelligenza e ironia proponendo un brand che traduce perfettamente l’assenza di quella cultura della comunicazione, che pure ha fatto grande l’Italia nei decenni passati: una X nera su campo bianco. Nella sua disarmante semplicità, racconta un’Italia anonima e ignorante, che non è più in grado di dare un valore ad alcune professioni, e che proprio per questo premia una cultura del dilettantismo che non può che far danni.

La finta campagna è stata un caso virale nei social, e molti professionisti hanno raccolto la sfida: mettendo la X come avatar e copertina delle proprie pagine, e inviando la stessa muta proposta con la X al Comune di Napoli, in segno di vibrante protesta per l’organizzazione del Concorso.
Sarebbe bello vedere la faccia sorpresa dei giurati all’apertura delle buste.

Aiap_Napoli

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