De bello grafico: una riflessione su concorsi, professioni… e pulizia

by • 3 Settembre 2014 • FocusComments (3)2335

Verso la fine di giugno, la società che gestisce l’aeroporto internazionale di una grande città del Nord Italia lancia un bando di gara destinato a studi e agenzie. È in ballo un massiccio restyling dell’intera immagine e comunicazione dell’aeroporto; un vasto piano integrato che include, tra l’altro, lo sviluppo del logo con manuale normativo e una campagna pubblicitaria istituzionale declinata sui vari media, dalla radio a internet, compresa la promozione di destinazioni turistiche nell’area.

Airplane!-Control-TowerE ancora: ideazione ed esecutivi di tutti gli strumenti di comunicazione below the line (bilanci, pieghevoli, cartoline, manifesti…), progettazione e sviluppo dell’intero sistema segnaletico interno ed esterno (l’airport dressing), un video istituzionale, un secondo video che presenti l’aeroporto e le principali destinazioni della zona.

Finito? Magari! C’è ancora tutto il digitale: un sito internet di ultima generazione, un sistema di invio newsletter, l’organizzazione di un non meglio specificato concept per azioni digital e una strategia di presidio dei principali social media… E poi basta, non perché la lista della spesa finisca qui, ma perché si è già fatta una cert’ora.

harry-sally-tavolinoA questo, e per i dodici mesi di durata del contratto, la previdente direzione somma un ampio ventaglio di servizi aggiuntivi, tra i quali due mesi di monitoraggio dei social media, il training per il personale, un anno di assistenza al sito 24/7 e, dulcis in fundo, la cessione di tutti i file inclusi quelli di lavorazione «affinché […] possa intervenire […] per eventuale sviluppo di nuovi prodotti, aggiornamenti e declinazioni in lingua in totale autonomia». Giusto per prepararsi all’eventuale divorzio senza discussioni su chi tiene il mobilio.

Ovviamente tutto ciò non può essere opera di un gruppo di lavoro improvvisato: i requisiti del bando, stringenti, chiedono un’adeguata e dimostrabile seniority almeno dei quattro vertici (account manager, direttore creativo, project manager, project manager web) in una squadra composta da nove ruoli. La truppa, ovvero il reparto esecutivo, viene lasciata alla discrezione del dream team, bontà loro.

Riassumiamo per chi avesse saltato qualche riga. Finalmente un aeroporto non secondario in Italia, nonostante la crisi, decide di rilanciarsi con un progetto di comunicazione davvero completo: un cliente esigente, ma anche prestigioso, competente e che sa ciò che vuole, in dettaglio.

Se sei arrivato fin qua e sei titolare di un’agenzia, abbiamo per te una notizia buona e una cattiva. La notizia cattiva: il bando è scaduto il 23 luglio scorso. La buona: l’importo base della gara, per tutto quel che abbiamo detto sopra e per altro che abbiamo sicuramente tralasciato, era di centomila euro.

mad-menUna cifra in apparenza rispettabile: di questi tempi può significare una concreta possibilità di sopravvivenza per più di uno studio o una piccola agenzia. Ma contestualizziamo, prendendo in esame solo gli stipendi di un anno per i nove professionisti (quattro dei quali molto molto senior). Con quella cifra se ne pagano a malapena tre, quattro. E gli altri? E le figure minori (videomaker, esecutivisti, speaker, per esempio)?

[continua a pagina 2]

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3 Responses to De bello grafico: una riflessione su concorsi, professioni… e pulizia

  1. nikink ha detto:

    non ho scritto da nessuna parte che non avrei usato disqus ,-)
    splendide vigne!
    <3<3<3