Tracciare le città: studio sull’identità visiva dei centri urbani

by • 6 Maggio 2014 • Brand IdentityComments (0)1848

di Simona Riccobene


Che cosa significhi realmente progettare l’identità visiva per un territorio non è di certo semplice da spiegare, ancor di più se si deve fare in un contesto come quello italiano che, eccezion fatta per pochi e ammirevoli casi, sembra quasi ignorare l’importanza di questa espressione progettuale.

In tutto il mondo, già da diverso tempo, sono davvero numerose le organizzazioni e le istituzioni territoriali che investono il loro capitale nella progettazione dell’immagine e dell’identità visiva, considerando questa pratica una potente risorsa in grado di accrescere la competitività dei servizi offerti.

Wally Olins, uno tra i primi specialisti della comunicazione a teorizzare il concetto di corporate identity e di branding, sostiene riguardo all’identità che:

«Per essere efficace, qualsiasi organizzazione ha bisogno sia di un chiaro senso delle proprie finalità, comprensibili per chi ne fa parte, sia anche di un forte senso di appartenenza. Obiettivi e partecipazione sono i due risvolti dell’identità. Ogni organizzazione è unica: l’identità non può che derivare dalle proprie radici, dalla propria personalità dai propri elementi di forza e dalle proprie debolezze. Ciò è vero per la moderna impresa globale, così come è sempre accaduto per ogni istituzione nella storia, dalla chiesa cristiana agli stati nazionali.»

Dal discorso di Olins è possibile comprendere quali siano i cardini attorno cui si sviluppa l’identità di un’organizzazione ed è da questi che bisogna partire per la progettazione di una buona identità visiva.

Va fatto presente che ogni città o regione del territorio italiano possiede già un elemento visivo che la rappresenta, ossia uno stemma araldico. L’araldica è una disciplina molto nobile che si diffuse durante le crociate tramite l’uso delle insegne militari realizzate attraverso immagini allegoriche. Queste, col tempo, si tramutarono in simboli personali, familiari o dinastici ed infine in stemmi di rappresentanza delle città autonome.

Oggigiorno, però, gli stemmi araldici vengono utilizzati in maniera impropria. I mezzi di comunicazione del ventunesimo secolo sono notevolmente diversi rispetto a quelli del dodicesimo, ed è impossibile che uno stemma, pensato per essere usato in grandi dimensioni, garantisca la stessa riconoscibilità, ad esempio, su una pagina web.

Il mio progetto di tesi, dal titolo “Tracciare le città”, nasce dall’intento di mostrare come la progettazione di un’identità visiva, efficace e funzionale, possa intervenire a sostegno del territorio e delle amministrazioni locali. A questo proposito ho preso in esame la città di Enna (la mia città natale), che ancora oggi utilizza l’antico blasone, occupandomi della progettazione della sua nuova (ed ipotetica) identità visiva.

Il percorso progettuale inizia con lo studio dello stemma araldico e di tutti gli avvenimenti storici ad esso correlati. Questa prima fase di ricerca mi ha permesso di conoscere molte delle caratteristiche, materiali e immateriali, che pongono l’accento sull’unicità di Enna, come ad esempio la sua morfologia che le ha permesso di acquisire il titolo “Urbs inexpugnabilis Henna”. 

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Inoltre, per conoscere in maniera approfondita l’opinione e le esigenze di chi quotidianamente vive la città, è stato somministrato un questionario on-line ad un campione di 400 individui, composto da cittadini e da persone che, per lavoro o svago, hanno visitato Enna. Attraverso il sondaggio sono riuscita a trovare quegli elementi identificativi che, agli occhi degli ennesi e dei visitatori, sono simbolo dell’appartenenza al territorio e alla cultura locale. Tra i tanti elementi emergono maggiormente quei monumenti storici che, oltre a connotare delle aree importanti della città, sono considerati importanti punti di ritrovo che rinnovano il rapporto con la storia e la tradizione.

Tenendo in considerazione i dati raccolti è stato progettato un marchio/logotipo che, pur rimanendo legato ad elementi che fanno riferimento al passato, segue una linea grafica senza tempo, rispondendo pienamente alle esigenze comunicative dell’epoca contemporanea.

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L’indagine svolta on-line ha contribuito, inoltre, a tracciare i principali punti di debolezza dell’Amministrazione, mettendo in risalto aspetti quali la scarsa comunicazione con il cittadino e la scarsa attenzione al visitatore. In correlazione all’identità visiva sono, infatti, stati progettati degli strumenti che puntano a favorire l’accessibilità dei servizi offerti dall’Amministrazione e a migliorare l’immagine della città: la modulistica coordinata necessaria alle procedure burocratiche, un sistema di segnaletica interna alle sedi amministrative, un layout flessibile per la pubblicità istituzionale e un sistema di wayfinding che mira a facilitare la mobilità pedonale, aiutando a scoprire antichi quartieri nascosti nel dedalo cittadino.

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Queste espressioni progettuali non sono di certo delle novità se considerate su piano internazionale, ma rappresentano un’opportunità per il territorio italiano che, pur vantando le più belle città al mondo, pecca nella loro valorizzazione.

Comunicare in maniera corretta l’immagine di una città significa intervenire sulle modalità di percezione di chi la vive o la visita, innescando atteggiamenti positivi verso la città e la sua Amministrazione.

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