I protagonisti del design delle interfacce: Frank Rapacciuolo

by • 6 maggio 2014 • Focus, Interviste, ProtagonistiComments (1)3277

frank-rapacciuloFrank Rapacciuolo disegna interfacce digitali per il web e per il mobile.  Ha lavorato per alcune agenzie pubblicitarie e startups come Apptopia, Fubles e Paperlit. Ha conseguito un master in Arti visive e Computer Graphic presso la NABA di Milano.

Con Frank stiamo curando una serie di interviste ai protagonisti del design delle interfacce. Abbiamo anticipato l’iniziativa in questo post e in una Collection su Medium potete già trovare le interviste in inglese, su Tiragraffi pubblicheremo le versioni in italiano. In questo post

La prima intervista su Tiragraffi la facciamo a lui.

Quando i tuoi amici o i tuoi genitori ti chiedono che lavoro fai, come rispondi?

Progetto siti web e applicazioni mobile, ma molti amici continuano a chiedermi: le sviluppi da zero? Ed io rispondo: No! spiego al developer come deve essere l’interfaccia e come deve funzionare in base alle mie idee di progettazione. Cerco di semplificare la vita alle persone che usano il computer e lo smartphone, costruendo interfacce facili da usare.

Qual è il tuo background, come ti sei formato?

A 6 anni mia madre mi regalò il primo album da disegni, davanti a miei occhi si aprì un nuovo mondo e capii subito che volevo farne parte. Con il passare degli anni ho approfondito l’arte del disegno con la scuola di fumetto, l’Accademia di Belle Arti ed infine con un master presso la NABA di Milano dove ho studiato materie riguardanti sia l’arte che la tecnologia come storia dell’arte, museologia, computer science, web design e sviluppo front-end.

Nel 2013 il tema del From the Front, conferenza tutta italiana sul frontend, era “quello che il web può fare per rendere il mondo un posto migliore”. Come ti ha migliorato la vita (se lo ha fatto) il web?

Servizi come Facebook, Airbnb, Uber e Tripadvisor dimostrano che nuove strade nella vita quotidiana e nell’economia sono percorribili proprio grazie a Internet.

Con Facebook sono riuscito ad entrare in contatto con persone molto interessanti che prima erano irraggiungibili, con Airbnb sono stato a New York con la mia ragazza in una casa bellissima nel quartiere Soho a pochi passi dal New Museum. Con Uber sono andato ad una cena pagando il servizio direttamente dal mio cellulare. Con Tripadvisor sono riuscito a pianificare la mia vacanza in un posto stupendo. Tutto questo non era possibile prima di Internet. Posso dire che ora più che mai ho la possibilità di ampliare i miei orizzonti e le mie capacità.

Ci indichi tre esempi di interfaccia che secondo te hanno migliorato la vita delle persone?

L’interruttore della luce, (on /off ) –  la maniglia – il volante.

Su quora.com, tempo fa c’è stata una lunga discussione in risposta alla domanda “Qual è l’interfaccia più intuitiva mai creata?”, secondo Felipe Rocha il capezzolo, secondo te?

Il volto.

Qual è la tua giornata lavorativa tipo?

workstation

L’allarme del mio iphone è sincronizzato sulle 7:30, mi alzo per una bella doccia calda. Faccio colazione, controllo la mail e leggo qualche notizia su twitter. Verso le 9:00 vado in studio, accendo il mio laptop collegato ad uno schermo 23’, mi collego a skype dove sono tutti i miei colleghi di lavoro, leggo la lista di cose da fare su Asana e inizio a lavorare. Alle 13:30 scatta la pausa pranzo, torno a casa, cucino qualcosa e chiamo la mia ragazza. Di solito preparo delle insalatone dove ci metto un po’ di tutto.

Ritorno in studio alle 2:45, faccio una review delle cose su cui ho lavorato in mattinata e riprendo a lavorare fino alle 19:00, scrivo un brief della giornata oppure creo un keynote con tutti I dettagli e le animazioni del progetto e lo invio al direttore creativo per qualche feedback.

Torno a casa preparo il borsone e vado in palestra, se ci riesco. È importante staccare e fare cose diverse che ti permettano di rielaborare il lavoro svolto assimilandolo da un altro punto di vista.

Alle 9:00 torno a casa cucino qualcosa e chiamo la mia ragazza per invitarla a cena.

Qual è Il progetto più stimolante e impegnativo che hai realizzato? 

02_fubles-1

Tra quelli finora, sicuramente Fubles, per il quale ho speso molto tempo. Fubles è un social network dedicato agli sport di squadra: consente infatti agli utenti di organizzare e giocare partire di calcio, basket, pallavolo oppure tennis. Non mi era mai capitato di progettare un social network, la sfida mi intrigava molto, potevo progettare un prodotto digitale innovativo e dalle grandi potenzialità. In seguito a lunghe riunioni con il team di sviluppo, sketches e prototipi, abbiamo creato un nuovo prodotto portando il numero degli utenti da 39mila della prima versione a ben 350mila.

In questo progetto la difficoltà maggiore era la quantità elevata di informazioni : dovevo riuscire a semplificare il layout senza tralasciare nulla e rendendo intuitive le interazioni principali.

Per capire al meglio come fare, ho preso spunto dalle statistiche di videogiochi come FIFA13 e PES e da siti come Uefa.com e Fifa.com. Progettare un prodotto digitale non è mai facile soprattutto quando sai che ad usarlo sono diverse tipologie di persone ognuna delle quali in maniera completamente diversa: per questo è importante semplificare l’interazione al massimo.

Qual è tra i servizi digitali esistenti quello che avresti voluto fare tu?

Ci sono alcuni prodotti digitali che mi ispirano per il look & feel e l’interfaccia, altri per l’usabilità: trovarne uno in particolare che tiene uniti questi aspetti è cosa davvero difficile. Un progetto davvero interessante che vorrei citare perché impeccabile dal punto di vista di entrambi gli aspetti è Medium, una piattaforma per la pubblicazione di contenuti editoriali che consente a chiunque di iscriversi e pubblicare un articolo, una ricetta o un racconto. Il design minimale di Medium aiuta tantissimo a semplificarne l’utilizzo e focalizzare l’attenzione degli utenti sulle funzioni principali: infatti quando l’utente si trova a interagire con Medium non può fare altro che leggere gli articoli oppure pubblicarne uno. Altra cosa che mi piace molto è la possibilità di impaginare l’articolo mantenendo una coerenza grafica impeccabile: con poche ed essenziali funzioni riguardo il testo e le immagini, l’utente non può stravolgere in nessun modo il look & feel.

Medium mi ha colpito anche per la cura dell’interazione fatta di funzioni sul testo molto utili. Esempio: se selezioni una frase, appare un tooltip con due pulsanti uno per la condivisione su twitter ed uno per inserire un commento; se sei con il cursore sul testo appare il pulsante “inserisci commento”; queste sono solo alcune delle interazioni innovative di Medium.

Avrei voluto progettarlo io perché in linea con la mia visione del design: chiaro, facile da usare e con un look & feel riconoscibile.

Molti designers fanno l’errore di iniziare un progetto direttamente da Photoshop, esiste un metodo perfetto di progettazione? Qual è il tuo approccio al processo creativo?

00_secret_project

Iniziare da Photoshop significa saltare l’80% del processo di progettazione: se molti designers si comportano così vuol dire che si stanno perdendo la parte più interessante. In genere si parte dagli utenti e dalle loro esigenze per capire quale strada percorre per la progettazione di un tipo di design funzionale.

L’obiettivo del designer è quello di trovare un modo che aiuti l’utente ad usare un prodotto digitale senza alcuna complicazione. Poi passo alla carta e inizio a disegnare il layout per capire come sfruttare al meglio lo spazio a disposizione. In questa fase è molto importante coinvolgere il developer, perché è proprio lui a suggerire la soluzione tecnica ideale per il design. Una volta che il layout è chiaro e le interazioni sono state approvate dal team di sviluppo, è possibile passare al look & feel e quindi a Photoshop.

Partendo da una solida base quale può essere un buon wireframe diventa facile proseguire l’iter di progettazione e dedicarsi con maggiore attenzione ai dettagli. Una screenshot però non riesce a comunicare molto, soprattutto ai nostri colleghi sviluppatori i quali sarebbero contenti se vedessero un’anteprima del nostro mockup in azione. Proprio per questo motivo creo le animazioni delle screenshots usando Keynote oppure After Effects.

Dopo la fase di progettazione il lavoro non è finito: bisogna “montare” il tutto in HTML e seguire il lavoro del front-end developer affinché non tralasci i dettagli e le posizioni degli elementi.

Il markup rappresenta lo step finale del processo di progettazione, da questo punto in poi sono gli utenti a dettarci le linee guida per perfezionare il prodotto, con feedback e critiche costruttive. Una screenshot però non riesce a comunicare molto, soprattutto ai nostri colleghi sviluppatori i quali sarebbero contenti se vedessero un’anteprima del nostro mockup in azione.

01_secret_project

Il “design” è parte fondamentale della nostra vita analogica. Qual è il ruolo del designer nella nostra vita digitale? 

Un bravo designer che conosca in maniera approfondita il comportamento degli utenti e realizzi un design bello e funzionale, può davvero cambiare la vita delle persone. Ognuno di noi, ogni giorno, si trova di fronte un’interfaccia disegnata da un designer: un’ auto, un frigorifero, un microonde, un computer, un cellulare, una macchina industriale, praticamente la maggior parte degli strumenti che utilizziamo.

Credi sia importante per un designer avere una conoscenza approfondita di materie come User Experience, Interaction Design, Product Design e Front-end development?

Sono materie che un bravo Designer deve conoscere per progettare prodotti digitali di alta qualità. Attualmente il designer non deve disegnare cose belle, ma cose che funzionano ed è per questo che ha l’obbligo di conoscere diversi aspetti che entrano in gioco durante la progettazione: la psicologia degli utenti, l’interazione, il marketing e le prestazioni del prodotto.

Nei tuoi pensieri come differenzi User Interface e User Experience?

La User Interface è legata per la maggior parte all’aspetto visuale e costituisce ciò che l’utente vede e con cui interagisce. La User Experience è praticamente ciò che c’è dietro alla progettazione dell’interfaccia ovvero tutto lo studio e la ricerca che serve per far sì che l’interfaccia funzioni al meglio e soddisfi le esigenze degli utenti. C’è chi ha addirittura creato un sito per spiegarlo www.uxisnotui.com

Qual è il tuo rapporto con i developers? C’è chi ha un rapporto di scontro continuo e chi ha un rapporto di profondo amicizia, tu dove ti collochi?

Nel corso della mia carriera, ho avuto modo di lavorare con developers di vario genere: il genio assoluto, il developer designer, dio in terra e il developer paziente e disponibile. Quest’ultimo è davvero raro.

Non esiste una ricetta per instaurare un rapporto perfetto con in nostri colleghi sviluppatori, ma credo basti avere un po’ di pazienza e comunicare nella maniera giusta.

Se il designer conosce in parte la materia “sviluppo”, allora gli sviluppatori guardano alla figura del designer con maggiore benevolenza e considerazione. In questo caso infatti, gli sviluppatori non pensano che l’obiettivo del designer sia solo quello di abbellire siti web o applicazioni e sono pronti a cogliere, nella giusta ottica, tutte le indicazioni del designer.

In generale non ho mai avuto grossi problemi perché sono una persona molto paziente e cerco sempre di trarre il meglio dalle persone con cui lavoro. Questo atteggiamento mi ha permesso di imparare molto nell’ambito dello sviluppo e allo stesso tempo di far capire molto agli sviluppatori sull’essenza vera del design.

Come pensi si evolverà la tua carriera e il tuo lavoro nei prossimi 5 anni? 

Fra 5 anni spero di essere un designer migliore, con qualche app fighissima sull’app store e magari una pubblicazione in questo ambito. Forse in futuro non sarò più al computer a disegnare interfacce, ma a scrivere di user experience, product design, visual design. Non è semplice ma sarebbe fantastico.

Cosa pensi di Dribbble? Ritieni sia utile per cercare lavoro?
Dribbble è fondamentale per qualsiasi designer perchè rappresenta una vetrina internazionale e un luogo di confronto utile per la crescita professionale. Devo ringraziare Dribbble se adesso ho la possibilità di lavorare come User Interface Designer.

Quali libri consiglieresti ad un Designer Junior? 

Logo Design Love: A Guide to Creating Iconic Brand Identities di David Airey
Don’t make me think di Steve Krug
–  Sei proprio il mio typo. La vita segreta delle font di Simon Garfield
100 Things Every Designer Needs to Know About People: What Makes Them Tick? di Susan, Ph.D. Weinschenk

Quali tools per il design? Quali tools  per la gestione di progetti?

Photoshop, Illustrator, After Effects, Keynote e Sketch per il design e le animazioni. Google Drive, Dropbox, Basecamp, Invision, Asana per la gestione di progetti.

Una famosa citazione di David Carson (noto graphic designer americano) recita: ”Graphic design will save the world right after rock and roll does”. Lo User Interface Design lo salverà prima, assieme o subito dopo il graphic design?

Credo che il graphic design abbia già cambiato il mondo e continui a modificarlo ogni giorno. Tuttavia ora tocca allo User Interface Designer fare la sua parte, perché il mondo sta andando sempre di più verso il digitale. Molti oggetti, ormai parte integrante della nostra vita, con cui interagiamo ogni giorno, hanno un’interfaccia con dei pulsanti. Lo User Interface Designer ora deve far suo l’insegnamento derivato dal graphic design per quanto riguarda l’aspetto visual e rendere le interfacce accattivanti, gradevoli e soprattutto facili da usare.

Aggiungo questo pensiero di Aaron Koblin durante un suo intervento al TED nel 2011: “19th century culture was defined by the novel, 20th century by the cinema, the culture of the 21st century will be defined by the interface.”

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