Di cosa parliamo quando parliamo di User Interface Design

by • 8 aprile 2014 • Design, Focus, Web designComments (6)2473

Tempo fa su Business Insider è apparso un articolo che elencava i 10 lavori più difficili da spiegare ai propri genitori. Nell’elenco appariva il social media manager, il radio producer, il data scientist, e al primo posto c’era lo User Interface Designer.

Sembra che spiegare cosa faccia lo User Interface Designer sia difficile, ancora più difficile sembra sia capire di cosa si occupa, anche tra gli addetti ai lavori, nonostante – stando allo studio di Kleiner Perkins Caufiled & Byer – controlliamo il nostro smartphone e interagiamo con il lavoro di uno UI Designer in media 150 volte al giorno.

Si lamentava della difficoltà di spiegare il suo lavoro il più famoso tra i grafici italiani, Leonardo Sonnoli, che in un suo vecchio post post scriveva:

Mi chiedo spesso perché sia così difficile far capire qual è il mio lavoro. “Faccio il grafico” rispondo, sapendo che già uno s’immagina che lavoro in pubblicità. E come riuscire a far capire la differenza che c’è tra il grafico Massimo Vignelli, il grafico Igor che lavora con me e il grafico della copisteria sotto casa che fa le fotocopie a colori. Sempre grafici sono. Come fare a spiegare che se tutti cucinano pochi sono gli chef?

Ancora più difficile il compito del web designer, visto un po’ come designer un po’ come esperto di registrazione domini e configuratore di email. In principio fu il web master, quella figura che all’inizio del web realizzava, gestiva e implementava il sito da più punti di vista: grafico, contenutistico e di programmazione. Man mano che il web si è evoluto, le esigenze sono aumentate e si sono diversificate. Scomparso o quasi il web master sono nate figure più specializzate come il web designer, front-end developer, web developer, ma anche web designer non basta più ed è diventano un termine generico e vago.

Le esigenze di comunicazione e di design cambiano e si evolvono, i progetti digitali diventano più complessi, le persone che lavorano a un singolo servizio digitale o un’app aumentano e negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria esplosione di definizioni e ruoli. Se si guardano gli annunci di lavoro, soprattutto stranieri, si ci può imbattere in definizioni come Designer Evangelist o il News Designer e l’Interactive Story Designer del New York Times.

Se quindi è difficile spiegare la differenza che passa tra Vignelli, Igor che collabora con Sonnoli e il grafico della copisteria, è ancora più difficile spiegare chi è e cosa fa lo user interface designer o il visual designer.

Difficoltà che noto spesso anche tra gli studenti di Accademie e scuole di design, che non sanno come districarsi tra nuove terminologie e vecchie competenze.

Scriveva Michael Beirut in un post di qualche anno fa su Design Observer:

Non tutto è design. Ma il design riguarda tutto. Allora fatevi un favore: siate pronti a qualsiasi evenienza.

Su queste riflessioni nasce l’idea di Frank Rapacciuolo, di realizzare una serie di interviste a chi si occupa di UI e UX per capire meglio in cosa consiste il lavoro di UI Designer e cosa fa esattamente la mattina quando accende il computer.

Insieme abbiamo preparato una serie di domande, in una Collection su Medium pubblicheremo le interviste in inglese, su Tiragraffi le versioni in italiano.

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