Escher è stato qui (ed è passato all’advertising)

by • 12 Febbraio 2014 • Marketing, PersonaggiComments (1)3948

di Alessia Savi


È stata prorogata sino al 23 marzo 2014 la mostra “L’enigma di Escher” a Palazzo Magnani a Reggio Emilia. Un evento da non perdere se siete alla ricerca della (ri)scoperta dei sensi.

Maurits Cornelis Escher, nato sul finire dell’Ottocento e morto nel 1972, è conosciuto per le sue litografie e per l’esplorazione attenta dello spazio, prediligendo analisi matematica e geometrie che sfociano in paradossi alla pittura dei suoi contemporanei.

È stato un precursore sotto molti punti di vista, in particolare per la sua ricerca dello spazio reale e dello spazio virtuale e dell’utilizzo approfondito delle leggi della percezione visiva messe in luce dalle ricerche della Gestalt.

Quello che mi ha colpita è l’attualità di un artista come Escher, precursore anche della scomposizione visiva e attento conoscitore di metafora e linguaggio dell’immagine.

Parliamo di visual storytelling, di visual design, di Gestalt e teoria dei colori come se avessimo scoperto il fuoco. Peccato che almeno ottant’anni fa un artista che con l’advertising non c’entrava nulla abbia messo le basi per la comunicazione di oggi.

Escher non è solo paradosso ma visione e applicazione delle metafore all’immagine. Emblematiche – e un’epifania che si sposa con quanto ho detto sin’ora – sono le sue Metamorphosis.

 

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Questo pannello si trova all’incirca a metà della mostra, dopo un percorso sensoriale che porta a leggere l’immagine decomponendola e togliendole il suo significato originario per trovarne uno totalmente nuovo.

Provate a osservare le immagini partendo dalla prima a sinistra e scendendo verso il basso: vedete una storia, non è così? Riuscite a leggere l’immagine in modo nitido, sorprendendovi a scoprire quanto sia facile comprenderla nonostante all’apparenza sia quasi impossibile scorgere un significato effettivo.

Escher ha fatto ciò che ogni esperto di marketing dovrebbe fare: volete sapere come?

  • Ha sfruttato un significato recondito dell’immagine per tirare fuori qualcosa di diverso e nuovo;
  • Racconta una storia, nonostante all’apparenza sembri un agglomerato di immagini accostate prive di senso;
  • L’immagine ha diversi significati e chiavi di lettura: è appetibile a un pubblico su vasta scala;
  • Il design è sempre accattivante: provoca, incuriosisce, ammalia e riesce a conquistare anche i classicisti più puri.

 

Riattivare i sensi e sdoganare il vostro modo di pensare abituale con Escher è davvero facile.

E può aprirvi nuovi orizzonti creativi.

 

 

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