La slide di Fabio Sasso

Reasons to be Creative 2013, la conferenza per la vostra ispirazione raccontata da chi l’ha vista

by • 17 Settembre 2013 • Design, Web designComments (0)1407

di Emanuela Damiani


 

Il 2, 3 e 4 settembre, a Brighton sì è tenuta una delle conferenze più ambiziose dell’anno: Reasons To Be Creative. La conferenza multi-disciplinare che ogni anno porta la vera ispirazione nelle vostre vite. La conferenza che mescola interventi di design, arte e codice, con più di 35 speaker di altissimo livello, scelti con cura e precisione da Johnny Belmont, che ormai – dopo ben 8 anni – deve aver imparato il segreto della conferenza perfetta.

Per capire meglio come si sono svolti questi tre giorni è necessario parlare un momento di dove s’è svolto il tutto.
La location era il bellissimo Brighton Dome, nel centro della città, a soli 10 minuti dalla stazione. Al suo interno si divide come segue:

  • Dome, un grande teatro in grado di ospitare comodamente nella platea i 500 partecipanti
  • Corn Exchange, la sala media
  • Pavillion Garden, la sala più piccola e leggermente più scomoda avendo un ingresso secondario a parte
  • Foyer e bar del Dome, dove per i tre giorni di conferenza ci si è ritrovati per bere caffè, tè o acqua offerti oppure spulciare gli stand degli sponsor

 

Giorno 1

Lunedì mattina, alle ore 10, più di 500 persone sono sedute nel Dome. Jhonny Belmont è appena salito sul palco e sta dando a tutti il più caloroso benvenuto a questa nuova edizione di Reasons To Be Creative e, per presentarci gli speaker nel migliore dei modi, fa partire il trailer.

Uno dei maggiori sponsor della conferenza è Adobe, e non a caso il keynote di Paul Trani si concentra in modo particolare sulla Creative Cloud e su come questa sia concepita anche per una rapida condivisione dei propri lavori su Behance. Più interessante, invece, è stata la presentazione dei primi hardware di casa Adobe: Mighty e Napoleon. Sono strumenti per disegnare sul touch screen, il secondo in particolare è un righello per disegnare con più precisione sui nuovi schermi. Ne sentiremo parlare in futuro.

Paul Trani slide

L’intervento si chiude con un bel po’ di consigli

Uno dei miei interventi preferiti del lunedì è stato quello di Eva-Lotta Lamm, la ragazza che quando va alle conferenze prende gli appunti più belli del mondo. Il suo intervento, Kickstarting your Sketching and Visual Thinking skills, erano tanti piccoli consigli per prendere confidenza con la carta e con la penna, per imparare che schizzare è diverso da disegnare, schizzare è un modo per comunicare con gli altri.

Quanti di voi conoscono Abduzeedo? Abduzeedo, soprattutto nella seconda metà degli anni 2000 è stata una delle risorse più importanti per chi si interessava di comunicazione visiva e web. Fabio Sasso, il suo autore, ha raccontato la sua storia e di come uno dei più blog più importanti del nostro settore sia nato in Brasile in seguito ad una rapina. Fabio aveva perso tutto, i ladri s’erano rubati anche i suoi hardisk coi backup, e non voleva più perdere tutto. L’unico modo per far sì che questo non accaddesse di nuovo era quello di condividere tutto ciò che imparava, tutti i suoi trucchi, con chiunque avesse un computer e una connessione ad internet.
Ora Fabio Sasso lavora come senior designer presso Google.

La slide di Fabio Sasso

Shyness is nice, and / Shyness can stop you / From doing all the things in life / You’d like to

 

Giorno 2

Il keynote del secondo giorno era stato dato all’altro grande sponsor: Microsoft. Per loro ha parlato Andrew Spooner che ha fatto un talk incentrato sui piccoli dettagli, come l’importanza del beep nel proprio telefonino. Ovviamente i keynote vanno allo sponsor che paga, ma devo dire che il momento in cui Andrew Spooner ha mostrato l’evoluzione nei cellulari Nokia del suono di default della sveglia è stato proprio un bel momento.

 Andrew Spooner slide

Il riassunto del talk con un paio di consigli per l’acquisti

Passando tutta la mattinata nella sala del Dome ho potuto vedere l’intervento di Memo Arkten, che con i suoi droni volanti per la Saatchi & Saatchi ci insegna quanto sia importante trovare del tempo per portare avanti le nostre piccole manie personali, perché solo così possiamo veramente alzare la propria asticella personale.

Quadrocopters drones dancing

A post shared by @ ieme on

Notevole e divertente anche l’intervento di Brad Frost, che metteva in evidenza come, negli ultimi anni abbiamo prodotto più libri, più foto, più video, più contenuti di quanto se ne fossero mai creati prima. Ma attenzione, il 90% di questi contenuti sono inutili, per dirla come lui ‘Bullshit’.
Quando l’informazione è cheap, è la nostra attenzione a diventare costosa.

Nel pomeriggio dello stesso giorno c’è stato un talk molto carino dei ragazzi che hanno realizzato il video teaser, i Royal Bandit, e in chiusura l’artista Jon Burgerman.

 

Giorno 3

Il terzo e ultimo giorno si apre con l’Elevator Pitch. Un’invenzione molto, molto carina. 19 speaker esordienti si sono divisi il palco per 3 minuti ciascuno, con dei piccoli talk che spaziavano da chi, dopo aver fatto per otto anni di fila il volantario a Reasons To ha deciso di aprire la propria linea di abbigliamento (che pare stia andando bene) a chi con la stampante 3d ha potuto essere ricreare se stesso chiuso nella grafite come Ian Solo.
La formula è molto simpatica, il ritmo è veloce, il pubblico si diverte e per chi sta sul palco la posta in palio è alta. Lo speaker che riceverà nei feedback il maggior numero di consensi avrà a disposizione un interno slot il prossimo alto. Una bellissima iniziativa, che permette anche a chi non è ancora così tanto conosciuto di condividere le proprie idee ed esperienze. Speriamo di vedere presto anche in una delle nostre conferenze qualcosa del genere!

La giornata continua, con Elliot Jay Stocks. Elliot ha mostrato tutto il suo percorso, che parte da una serie di siti in flash per artisti – sì, parliamo di pixel font e player audio che partono a tutti volume – e finisce con la carica come nuovo art director di TypeKit, dopo Jason Santa Maria, nonché direttore del magazine 8Faces. Cambiare si può.

Uno dei talk che ho apprezzato più di tutti è stato sicuramente quello della newyorkerse Stacey Mulcahy. Divertente e pieno di foto di gattini, tramite dieci regole ha spiegato l’importanza di lavorare in team e di lavorare in modo iterativo ed incrementale. Tra le sue regole: tenere separati i giorni in cui si lavora dai giorni in cui si incontrano i clienti; dare sempre dei feedback rapidi al proprio team, evitando così incomprensioni, ed evitare di arrivare alla fine del progetto dove tutti pensano di aver fatto la cosa più, e se qualcosa è andato storto è colpa degli altri.

Stop verbaldouchebaggery

Il mio consiglio preferito!

Anche per questo terzo giorno – lo speech finale è affidato ad un artista, James Partson che a 30 anni non si vergogna ancora a disegnare come quando ne aveva 12. Cheapu!

 

Stefan Sagmeister ed Erik Spiekermann – L’inspiration Session

Le prime due giornate di RtbC avevano un invitate dopo-cena, l’inspiration session.
Sicuramente sono stati uno dei momenti più belli ed emozionanti di tutti questi tre giorni. Il primo giorno Stefan Sagmeister ed il giorno dopo Erik Spiekermann.

Stefan Sagmeister è venuto sul palco del Dome per raccontare a tutti noi il suo ultimo lavoro. Una ricerca, con relativa mostra negli Stati Uniti, sulla felicità. Una ricerca portata avanti con metodo, pazienza e creatività.

Stefan Sagmeister slide

La felicità è come una torta, gnam!

Ma cosa fare per essere felici? Quello che ha trovato dopo una serie di studi, è: medizione, terapia cognitiva e farmaci. Sagmeister ha mostrato alcuni spezzoni del suo docu-film, The Happy Film, dove lo vediamo impegnato a portare avanti per un mese questa ricetta.
Una buona notizia, intanto, è che ha scoperto che cantare ad alta voci tutti insieme provoca un istantaneo innalzamento della felicità.

Provateci anche voi:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=hvIXFavK28s[/youtube]

L’intervento di Erik Spiekermann era decisamente più concreto e più concentrato sulla sua esperienza con la propria agenzia, l’Edenspiekermann.
Erik Spiekermann, sposando in pieno la metodologia Agile, ha creato un’agenzia dove invece di lavorare divisi in reparti si lavora in team multi-disciplinari, dove il cliente – se viene accettato – è parte di tutto il processo, dove non esiste una gerarchia e si preferisce l’essere spontanei all’essere strutturati. Spierkermann ha ripetuto più e più volte di non lavorare mai per chi non apprezzerà il vostro lavoro.
I deliverables devono essere leggeri e pronti al cambiamento, non si ricerca la perfezione al pixel e se qualcuno ha una nuova idea basta che lasci un post-it dove sa che gli altri membri del suo tea possano vederlo.

Un nuovo modo di lavoro, che mette al primo posto gli individui e le interazioni, piuttosto che i processi e gli strumenti.

I consigli di Erik Spiekermann

I consigli di Erik Spiekermann

 

Conclusioni

Reasons To Be Creative è stata di gran lunga una delle più belle conferenze che io abbia mai visto, in grado veramente di ricaricare chi era presente.
Ma non preoccupativi, John sta già preparando i nomi per l’anno prossimo!

i nomi confermati per l'anno prossimo

I nomi già confermati per l’edizione dell’anno prossimo: Paula Scher, Sara Blake, Brosmind, James Victore, Jessica Hische, Floriam Schmitt, Jessica Walsh, Gmunk, James White, Andre Michelle, Joa Ebest, Eugene Zatepyakin

Pin It

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *