Oggi pasta con?

Barilla, omosessualità e ruolo della donna: cronaca di un seppuku

by • 26 settembre 2013 • Advertising, Comunicazione, FocusComments (5)299

Sembrava una giornata normale, per i responsabili Media e Comunicazione della Barilla. Del resto, è un marchio forte, conosciuto, storico, cosa può mai andare storto? Una giornata tranquilla, il solito tran tran, un occhio a Facebook, un occhio a Twitter, cose così.

Ma poi una donna, una delle più alte cariche dello stato, la presidente della Camera Laura Boldrini, lancia un sasso: parla di smettere condizionare l’immaginario degli italiani con la mamma che serve in tavola. Per amor di precisione:

Non può essere concepito normale uno spot in cui i bambini e il papà sono tutti seduti e la mamma serve a tavola. Guardate, merita una riflessione questo.

Allarme giallo! A questo punto forse è meglio far intervenire il patron, Guido Barilla, per rassicurare gli italiani sul fatto che gli spot non mettono la donna in posizione subalterna, ma la valorizzano come angelo del focolare. Che bell’idea. Che afflato. Che trovata di puro genio.

E così il nostro industriale, detto fatto, si ritrova a parlare alla Zanzara (di cui potete ascoltare allegramente il podcast) e a riuscire in un colpo solo a risultare inviso a donne e omosessuali. Pura arte.

Ascoltiamo il nostro, infatti, che parla del ruolo della donna che è “madre, nonna, amante, cura la casa, cura la famiglia, fa altri gesti che ne nobilitano il ruolo” (sic, circa al settimo minuto, o giù di lì), come si permette questa signora Boldrini di criticare la pubblicità che pure dà tanto lavoro alle donne? E chi è che impedisce alla donna di andare a lavorare, naturalmente dopo aver accudito la famiglia?

Barilla è per la famiglia tradizionale, non sia mai che le mani di un uomo debbano maneggiare stoviglie: immaginate l’esplosione delle tazzine e dei piatti al solo tocco di tanta maschia virilità. Famiglia tradizionale che, quindi, esclude gli omosessuali.

Ebbene sì, mentre già i responsabili Media e Comunicazione sono ancora speranzosi di riuscire a risolvere il piccolo incidente diplomatico, il nostro eroe si lancia in una difesa dei valori della famiglia tradizionale, quella che in Italia funziona benissimo, quella in cui non si divorzia, non ci si tradisce e si sta tutti in un fantastico mulino bianco tra galline e aitanti scaricatori di farine. I gay? Facciano pure i gay, ma senza adozioni e per carità, senza dare fastidio ai benpensanti, ostentando la loro gheitudine.

Del resto sappiamo tutti che gli omosessuali assaltano ignari passanti per strada, come testimoni di geova glamour, per convertirli all’omosessualità, e se ti opponi ti picchiano (uhm, ma forse è il contrario, ora sono confusa… perdonate, sono una donna, fuori dalla cucina è un mondo difficile, volete un piatto di spaghetti?).

A questo punto etero e gay iniziano una campagna sui vari social, con base su Twitter, in cui #boicottabarilla diventa in breve trending topic, insieme a un più sobrio #Barilla. E in mezzo a commenti indignati e perle di satira, i poveri Social Media Manager tentano di sopravvivere alla shitstorm.

Noi, qui, preghiamo per loro.

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5 Responses to Barilla, omosessualità e ruolo della donna: cronaca di un seppuku

  1. Chiara de Simone scrive:

    chi ben ricorderà altri uomini hanno cucinato la pasta barilla negli spot, e smettiamola di vedere la malignità ovunque. E’ una linea comunicativa che ha sempre venduto, punto. Barilla è legata ad una storia e ad una tradizione di anni, “Dove c’è barilla, c’è casa” ha funzionato per anni, e comunque non è che tutti sti altri marchi siano a favore dell’omosessualità, a parte IKEA, la donna è vista da semideficiente da tutte le case automobilistiche, allora perché non se la prendono con quelle? La donna è un oggetto anche solo per un marchio di cosmetica, secondo i quali se sei bella bene, se sei brutta te la prendi in saccoccia. E basta polemiche. In ogni caso “si sparli purché se ne parli” e il marketing ci batte ancora.

    • Lucia Gianotti scrive:

      Veramente poteva proprio risparmiarsi Guido Barilla rappresentando un gruppo internazionale presente anche in paesi dove certi diritti sono ormai assodati!
      Barilla non è solo Italia, ricordiamolo, quindi una persona di media intelligenza al suo posto invece di uscirsene con certe affermazioni sarebbe rimasto sul vago oppure avrebbe evitato certe affermazioni, inutile stupirsi dell’esito, il mercato è fatto da milioni, miliardi di persone che possono sentirsi offese dall’omofobia e dal bigottismo…la prova è online anche sulla pagina di Barilla US, complimenti Guido Barilla grande azione di marketing, giusto per perdere milioni di clienti!

      • Chiara de Simone scrive:

        sulle parole che ha usato non posso darti torto, in un mondo che punta alla convivenza di ogni individuo e che vuole uscire dai pregiudizi non si può parlare così, mi riferivo solo alla strategia di marketing che, ovviamente, si rivolge ad un target ben diverso anche dai semplici single, uomini o donne che siano. L’aver spiattellato questa ignoranza non è bello, hai ragione, tra l’altro deve considerare che la sua è una grande azienda ma non è l’unica. Anche se occorre ben altro per sputtanare un nome così.

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