Il Giappone delizioso di Tatsuro Kiuchi

by • 23 Maggio 2013 • Illustrazione, IspirazioneComments (0)2194

Avete mai visto un film giapponese? Avete presente gli interni con il sole basso che entra dalle finestre e che taglia le ombre, oppure la vegetazione rigogliosa, i ciliegi in fiore, la ritualità, il senso di sospensione dello scorre del tempo?
Ecco se avete presente quel tipo di atmosfere, dovrete conoscere Tatsuro Kiuchi, uno dei più grandi illustratori giapponesi contemporanei.

 

 

Tatsuro Kiuchi nasce a Tokyo, si laurea in Biologia e poi si trasferisce in California dove studia Arte.
Inizia pubblicando libri per bambini: il suo primo libro illustrato “The Lotus Seed” vende più di 250.000 copie in tutto il mondo e così si accorgono di lui i grandi periodici (The New Yorker, Washington Post, NY Times, Bloomberg Businessweek, Dwell, The Guardian, riviste di business).
Da quel momento lavora per l’editoria, pubblicando libri illustrati, graphic novel o disegnando copertine, per l’editoria periodica, per l’advertising e il corporate (American Airlines, Japan Airlines, The Royal Mail, Starbucks, United Airlines), diventando uno dei più importanti illustratori contemporanei.

Negli anni il suo stile delicato e vagamente impressionista, si è adattato benissimo alla realizzazione di illustrazioni concettuali, anche se il suo punto forte sono quei lavori lirici dove sospende il tempo e regala visioni di serenità, spesso immerse in paesaggi verdissimi e rigogliosi.

 

 
Questo il suo sito, pieno zeppo di bellissime illustrazioni; il suo bloguno shop dove comprare stampe dei suoi lavori; un’intervista in cui racconta il suo metodo di lavoro;

Mi ha sempre interessato il metodo di lavoro di Kiuchi: lavora prevalentemente in digitale, con una tavolozza limitata e, come gli capita di affermare, usa molto lo strumento Gomma. Cioè, prima dipinge e poi toglie e gratta via colori e forme. Un procedimento che sarebbe molto difficile da utilizzare con la pittura vera e che trova una sua ragion d’essere nell’uso del digitale, ma soprattutto riporta alla ricerca dell’Essenzialità e dell’equilibrio tra Vuoto e Pieno tipica della cultura Zen. Ovvero che quando si raggiunge il pieno, dobbiamo incominciare a togliere e svuotare per ritrovare l’Essenza dell’opera;

Ecco, al proposito, una storia Zen.

Nan-in, un Maestro giapponese dell’era Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.

Nan-in servì il te. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare. Il professore guardò traboccare il te, poi non riuscì più a contenersi e disse: “E’ ricolma. Non ce n’entra più!”.

“Anche tu come questa tazza sei pieno. – rispose allora Nan-in – Se prima non ti svuoti come posso io insegnarti qualcosa ?”.

 

 

Pin It

Related Posts

Comments are closed.