Gnammo: un social network per mangiare (non) a sbafo

by • 30 Maggio 2013 • Progetti, ProtagonistiComments (0)1548

di Marta Traverso


Vi chiederete, miei piccoli lettori: si sentiva il bisogno di un social network che invoglia la gente a riunirsi per mangiare?

Pensiamoci un attimo: negli ultimi anni fior di psicologi e sociologi stanno analizzando la solitudine da socialcosi, un nascente fenomeno che spinge marito e moglie a mandarsi un DM su Twitter per dirsi che è pronta la cena, o che provoca disorientamento (anche fisico) a chi stacca gli occhi dallo schermo e osserva per un attimo il mondo reale. Battute a parte, che i social network possono creare alienazione è una realtà. Un paio di anni fa – nell’epoca pre-Whatsapp, tanto per intenderci – Sherry Turkle ha scritto un libro intitolato Alone together in cui spiega «Anziché fare una telefonata mandiamo un sms, al posto di una lettera aggiorniamo lo status su Facebook, invece di parlare ci scusiamo perché non ne abbiamo più tempo e facciamo qualche altra cosa, magari un tweet, rinviando il momento del dialogo a voce».

Non è forse una tentazione in cui siamo caduti tutti, una volta o l’altra?

Gnammo webQuindi, tornando a monte, la risposta è sì. Ci voleva un social network il cui unico scopo è far incontrare dal vivo le persone. La caratteristica principale di Gnammo è questa: chi organizza cene, pranzi o aperitivi, chi bussa alla porta e mangia. Magari entrando in casa di un perfetto estraneo (ma non ditelo alla mamma).

Facciamo un giro su Gnammo, per capire meglio come funziona. Chi si iscrive può scegliere due opzioni: Cuoco, ossia chi organizza eventi culinari in casa propria, in ufficio o in altro luogo, decidendo in autonomia menù e prezzo; Gnammer, ossia chi cerca eventi culinari a cui partecipare, filtrandoli per località o dando un’occhiata al profilo dei Cuochi.

Sfogliando il sito – che mostra in home page gli eventi in programma da oggi in avanti – si trova un po’ di tutto: dalle cene in giardino agli aperitivi con spettacolo di teatro o musica, passando per serate informative sulla cucina vegetariana o cene a tema letterario. Sul blog di Gnammo, gli iscritti possono poi raccontare la loro esperienza. Se gli eventi vanno bene, i “Cuochi” possono anche ricavarne un piccolo guadagno: gli eventi Gnammo sono a pagamento, e se un Cuoco è davvero bravo chissà che la voce non si sparga e non nasca da qualche parte un’occasione di lavoro.

Non parlo di questo social network solo a scatola chiusa: qualche settimana fa ho avuto modo di partecipare a un evento Gnammo, in occasione dei Digital Food Days. La formula era molto interessante: abbondanti razioni di prodotti a km zero e un dibattito sul digitale (nel mio caso moda e social network), moderato da un digital guru.

Si paga qualcosa in più rispetto al solito aperitivo stuzzichini e cocktail, ma ne vale la pena: una serata in compagnia di persone nuove, accomunate dalla passione per la cucina, il digitale e così via. Si mangia tanto e bene (almeno nel mio caso). E si instagramma il cibo senza sentirsi in colpa.

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