Cos’è il web design?

by • 23 Aprile 2013 • Focus, Ispirazione, Web designComments (0)2234

Questo post fa parte di una serie di post a tema Web Design realizzati dagli studenti del triennio 2012/2013 dell’Accademia di Belle Arti di Catania, alle prese con la progettazione delle loro prime pagine web.
Marco Puglisi

 

Web design è progettazione grafica, è usabilità e accessibilità, è layout, è colore, immagini e tipografia.

Mi sono addentrato qualche mese fa in questa disciplina grazie al corso di web design che ho seguito presso l’Accademia Belle Arti di Catania, prima di allora non sapevo nemmeno da dove iniziare a progettare un sito, e non conoscevo nemmeno un tag HTML anzi non sapevo proprio cosa fossero, La conoscenza rende tutto più semplice” dice la quarta legge di John Maeda ne Le leggi della semplicità.

Chi si occupa di web design è il web designer, colui che studia e progetta un’interfaccia grafica per le pagine web, una figura che quindi deve avere buone conoscenze di graphic design. Deve saper gestire e organizzare delle informazioni che saranno poi introdotte nel sito, deve studiare in che modo un utente interagisce con il web è per questo deve essere prima di tutto egli stesso un utente, deve aver una buona conoscenza dei linguaggi html e css.

Un web designer deve stare al passo con i tempi poiché il web si muove molto velocemente. Le novità di oggi, potrebbero essere convenzioni tra sei mesi. Le convenzioni di ieri potrebbero diventare obsolete domani.

Deve saper gestire anche immagini, colori e testo creando combinazioni armoniche. Qui si potrebbe aprire un dibattito molto acceso, ci sono scuole di pensiero che dicono che un buon web designer debba saper scrivere bene e conoscere altrettanto bene il codice html, le varie proprietà css e tutti javascript che ci sono in circolazione (praticamente impossibile) trascurando anche la parte grafico/creativa, altre invece dicono praticamente l’opposto ovvero che un bravo web designer debba soltanto saper progettare un buon layout anzi questi sostengono che non serve che una web designer conosca il linguaggio html perché tanto ci sarà poi un addetto che trasformerà tutto il suo progetto grafico in tag html, proprietà css e funzioni javascript.

Per me la verità sta nel mezzo, ovvero, le due cose sono complementari una all’altra, non si può progettare un buon layout se non si conoscono le potenzialità che offrono i tag HTML e le proprietà CSS, così come non si può pensare di poter progettare un sito senza conoscere le basi del graphic design. Conoscendo entrambe le cose si può dire di avere gli ingredienti giusti per un’ottima ricetta di web design.

Io per esempio durante la realizzazione del mio sito web ho dovuto far appello ad entrambe queste abilità, essendo il mio indirizzo Graphic Design avevo già tutte le basi necessarie per costruire graficamente un buon layout e maneggiare con cura le varie font utilizzate per il progetto, grazie poi all’intervento del corso di web design ho saputo trasformare il progetto grafico in codice html e proprietà css, ma non solo, ho anche imparato tutte quelle convenzioni che oggi troviamo in un sito web, spiegato egregiamente in Don’t make me think di Steve Krug e come queste sono molto importanti per facilitare la lettura del nostro progetto. Ogni convenzione facilita e rassicura l’utente e come ogni altro mezzo di comunicazione anche il web adotta le proprie, come per esempio l’icona del carrello della spesa ormai associato all’acquisto on-line oppure il form per effettuare una ricerca, sono tutte convenzioni che ci rassicurano e che ci aspettiamo di trovare all’interno di determinati siti.

Un po’ di problemi, devo ammetterlo, li ho avuto con i vari javascript che ho usato per il mio sito come: slider, scroll to ed effetti visivi particolari per la navigazione, ma con un po’ di pazienza, un buon ripasso di inglese, (le guide per l’utilizzo sono al 99,9% in inglese) e con tanto caffè sono riuscito ad utilizzarli e adattarli alle mie esigenze.

“Tutti gli esseri umani sono utenti, i web designer sono esseri umani, i web designer sono utenti.”

Tutti noi, web designer inclusi, siamo prima di tutto utenti del web siamo fruitori della rete e prima di pensare ai tag da digitare e al layout accattivante da adottare dobbiamo pensare come degli utenti, cioè dobbiamo chiederci come un utente si rapporta con questo mondo attraverso interfacce grafiche, link, motori di ricerca, social network ecc e magari inventare un nuovo modo di far interagire utente e web. In questa fase dobbiamo pensare alle basi della comunicazione visiva e studiare come rendere la vita più semplice all’utente.

A tutto questo ci viene in aiuto sempre il libro Don’t make me think, letteralmente non farmi pensare, che parla dell’usabilità di un sito sui vari approcci che un utente ha con il web, su come lo usa e descrive alcune ipotesi per rendere la vita degli utenti più facile appunto senza farli pensare. Il titolo del libro è anche un vero e proprio capitolo dove Steve Krug descrive il livello comunicativo di un sito web. Krug dice che un buon sito non dovrebbe farci pensare a nulla o almeno dovrebbe farci pensare pochissimo, un buon sito dovrebbe essere chiaro fin dall’inizio senza che noi spendiamo energie per capire com’è strutturato. Appena entriamo in un sito, dovremmo poter dire dopo qualche istante “ah ok quello è lì”, “questo è il reparto elettrodomestici”, “perfetto qui ci sono i libri, clicco”. Un altro tema affrontato da Krug è la navigazione. La navigazione di un sito è importante quanto una cartina stradale, se all’interno di questa le strade si accavallassero troppo o se fossero completamente sbagliate per noi, sarebbe impossibile raggiungere la meta.

Krug spiega perfettamente quanto sia importante la navigazione all’interno di un sito e come questa debba essere strutturata. Immaginiamo di entrare in un negozio, la prima cosa che facciamo e capire dov’è il reparto che stiamo cercando, appena trovato iniziamo a cercare il prodotto, una volta trovato cerchiamo una cassa per pagare e successivamente l’uscita del negozio. Se tutto questo è facile da trovare passeremo anche dei momenti piacevoli all’interno del negozio altrimenti incominceremo a perdere la pazienza e usciremo immediatamente da quel negozio per cercarne uno migliore (ma al livello di meglio strutturato).

Un sito web funziona allo stesso modo e se la navigazione di questo è ben fatta e organizzata, ritorneremo molto volentieri. Alcuni utenti, come accennato prima, prediligono la ricerca all’interno di un sito quindi è molto importante anche la presenza di un form che ti permetta di cercare qualcosa per parolechiave, come dice Krug forse sono gli stessi che cercano un commesso non appena entrano in un negozio. Per rendere più facile è più gradevole la permanenza all’interno del sito si suggerisce di affiancare sempre la navigazione all’utente senza che questa risulti invadente e fastidiosa in modo tale che se l’utente ne ha bisogno la navigazione, sarà sempre a sua disposizione. Trovo questo libro di una semplicità unica ma allo stesso tempo pieno di concetti importantissimi per una buona progettazione di un sito web.

Altro testo da tenere sempre sottomano è Web design per creativi, grafici, sviluppatori di Jason Beaird un manuale che affronta tutti gli aspetti del web design dal layout al colore, dalla texture alla tipografia fino ad arrivare alla gestione delle immagini e come rendere tutto il nostro progetto fluido e adattarlo al nostro smartphone, espletando in ogni capitolo tutte le specifiche tecniche in modo semplice ed esaustivo con esempi e riferimenti a siti esistenti. Ma la cosa più importante che spiega questo libro è il metodo e il modo porsi di fronte a un progetto web.

Per concludere vorrei utilizzare una citazione di Chris Pullman letta nella copertina di Web design per creativi, grafici, sviluppatori.

Il Design non è una rigida applicazione di competenze formali, è un modo di pensare.

 

chris pullman

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