Breve riflessione sulle copertine dei libri: Il Grande Gatsby

by • 30 Aprile 2013 • Focus, Illustrazione, IspirazioneComments (4)3176

In questi giorni ho letto della polemica sollevata dai librai e dai lettori americani per una nuova edizione del libro di Francis Scott FitzgeraldIl Grande Gatsby“; scritto negli anni 20 è ormai considerato un classico della letteratura americana e mondiale e per chi si occupa del design di copertina è una sorta di standard con cui doversi misurare prima o poi.

Tra poco uscirà la quarta trasposizione cinematografica del romanzo con Leonardo Di Caprio nei panni di Gatsby e, come sempre avviene in questi casi, è uscita nelle librerie una nuova edizione del libro con copertina ispirata alla locandina del film. Le vendite del romanzo si sono impennate, eppure alcuni librai si sono rifiutati di tenere sui loro scaffali questo Gatsby con la faccia di Di Caprio: “Quel libro è un pilastro, non gli si cambia vestito!”, tuonano intervistati dal New York Times, preferendo di gran lunga la copertina della prima edizione.

 
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In realtà la copertina dell’edizione originale non era proprio un capolavoro: una mediocre illustrazione dello spagnolo Francis Cugat (abituato ai poster per il teatro e l’opera lirica), con sfondo blu elettrico, occhi tristi più lacrima e sotto le luci colorate della città (New York ovviamente). Hemingway quando la vide non ci pensò due volte  e disse quello che pensava: “Mi sembra perfetta per un pessimo libro di fantascienza”.

 
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Su repubblica.it ne fanno una questione tra conservatori e rinnovatori, tra chi vuole rimanere attaccato al passato e chi invece vuole cambiare (citando la catena Walmart: “i nostri clienti vogliono avere la sensazione di acquistare sempre novità”). Eppure la questione è molto più sottile e più profonda e riguarda proprio l’oggetto LIBRO, la diversa percezione che ne hanno i produttori e i lettori (librai compresi).

Ci si dimentica sempre che il libro è uno splendido oggetto di affezione: quando un libro ci piace non ci si affeziona solo alle parole che lo compongono, al suo autore, ma anche all’oggetto che lo contiene, all’odore delle sue pagine, al colore e all’immagine della sua copertina.
Come succede con i dischi (LP o CD che siano): provate a cambiare, che so, la copertina di “Dark Side of the Moon” o di “Nevermind“, o la warholiana banana dei Velvet Underground, piuttosto che il profilo alieno di Bowie in “Low“. Gli appassionati si solleverebbero e si sentirebbero defraudati dell’oggetto del loro amore. Perché nel mondo discografico l’involucro e il contenuto sono un tutt’uno, magico e comunicativo, mentre nel mondo dell’editoria si cambiano i vestiti ai libri a seconda delle mode, così, per capriccio o per sondaggio, credendo di venderne di più.

Un altro motivo è che nel mondo editoriale conta molto di più l’immagine della casa editrice rispetto a quello dei singoli libri: la linea grafica editoriale comanda sulla singola opera, il distributore ha la meglio sull’autore, il mercato vince sulla poesia.

I risultati pero, sono spesso così sconfortanti che si capisce bene l’incazzatura dei librai di New York: la copertina originale sarà bruttina, ma almeno trasmette il senso dell’opera, con la sua ombra di triste dissoluzione e di decadenza. Invece, come vedrete negli esempi di seguito presi dalle case editrici più importanti (dalla Penguin alla Einaudi), le copertine delle mille edizioni successive si sono concentrate solo sul dettaglio paesaggistico, ovvero sull’atmosfera lussuosa, elegante e vagamente lasciva che attribuiamo all’eta del Jazz. Tradendo il contenuto dell’opera e facendo credere a chi entra in libreria che Fitzgerald descrivesse solo la frivolezza di quell’epoca.

Con il risultato che il cuore non batte e al libro non ci si affeziona…

 

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4 Responses to Breve riflessione sulle copertine dei libri: Il Grande Gatsby

  1. Silvia Ferretti ha detto:

    Da cultrice di Fitzgerald, amo tantissimo “Il Grande Gatsby” e, pur avendolo letto e riletto in un’edizione degli anni ’70 di mio padre, orfana della sovracoperta, sono molto legata all’illustrazione originale, che addirittura campeggia nel mio salotto sotto forma di poster (con, accanto, la copertina di “Save Me The Waltz” della moglie di Fitzgerald).

    Al di là del valore emotivo, non è una copertina scadente, stiamo pure sempre parlando di un’edizione di 90 anni fa, quando la grafica e il gusto erano molto diversi da oggi. Sopratutto, come giustamente si fa notare nell’articolo, l’immagine, scelta dallo stesso autore, rappresenta al meglio il tono più nostalgico e anche squallido della realtà descritta dal romanzo…proprio quello che rende “Il Grande Gatsby” un affresco così vivido dell’America di ieri – ma anche di tutto il mondo occidentale di oggi.

    Ad ogni modo, non mi scandalizzo per la copertina con Di Caprio, visto che oltretutto tutta la grafica legata al film è favoloso. Certo però, leggendo “Da questo libro, il film con Leonardo Di Caprio” sulle fascette della nuova edizione, il mio orgoglio di “fitzgeraldista” ne uscirà piuttosto ferito.

  2. Ciao Silvia, in effetti la copertina non è così scadente, ma forse non è all’altezza della grandezza del romanzo e si porta dietro una retorica da melodramma dovuta al settore in cui lavorava prevalentemente l’artista spagnolo che l’ha realizzata. E 90 anni fa c’erano tantissimi artisti, pittori e illustratori bravissimi, come adesso insomma, e con un gran gusto.
    Bisognerebbe capire se la prima edizione sia stata prodotta da una piccola casa editrice e allora si spiegherebbe la grafica non entusiasmante.
    In ogni caso il problema delle copertine dei libri è seria e tu stessa mi dimostri che ci si affeziona a quella che riesce a comunicare meglio il libro e le sue atmosfere.
    Lo capissero anche le case editrici…

  3. Michelle McLean ha detto:

    Hello Alessandro

    Thank you for your great article and forgive me for writing in English. Please would you be able to tell me the publisher of the yellow book cover? I would like to get a copy as I love the graphics.

    Thank you so much for your help
    Michelle

  4. Alessandro ha detto:

    Hello Michelle, I remember that the yellow cover was a fake cover, only a personal project made by a young designer… Ok, I find him: Aled Lewis and it was a redesigning competition launched by “The fox is black” website (a great visual design blog!).
    http://thefoxisblack.com/2011/01/10/re-covered-books-the-great-gatsby/