Scrivo, dunque Choosy! (Manuale di choosyzzazione per scrittori creativi)

by • 25 Ottobre 2012 • LavoroComments (1)1126

I giovani escono dalla scuola e devono trovare un’occupazione. Devono anche non essere troppo choosy, come dicono gli inglesi. Cioè, io dicevo sempre ai miei studenti: ‘Prenda la prima, poi da dentro lei si guarda intorno’. Però bisogna entrare nel mercato del lavoro

Ottobre 2012, Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Choosy.

 

“Nonna, io sono choosy?” ha chiesto mio nipote a mia madre. Panico. Cosa gli risponde ora? Nessun problema, prendiamo subito il dizionario di inglese. Vorremo mica tradurre il senso della frase del Ministro in modo approssimativo?

Choosy: esigente, pignolo, schizzinoso.

Il dizionario riporta questi tre significati principali. Difficile sbagliare il senso della frase, quindi.

Ragioniamo. “I giovani escono dalla scuola e devono trovare un’occupazione” dice la Fornero. Dalla scuola suppongo significhi dall’università. In realtà no, potrebbe benissimo intendersi come quinto superiore. A pensarci bene fila tutto: studia fino al quinto anno poi esci subito a fare il primo lavoro che capita (se capita). Che ti frega di studiare anni? Vuoi avere sogni, aspettative, desideri sul tuo futuro? No no no, non ci siamo, non devi essere choosy. Niente sogni, non fare quello esigente. Fila a lavoro!

Sì ma c’è un problema, io sono arrivata all’università. Quando è che non dovevo essere choosy? Quando mi sono laureata dopo anni di sacrificio? “Sì, subito dopo”, mi dicono dalla regia. “Quando sei uscita con la corona di alloro in testa, in quel momento. Dovevi buttarla e correre in edicola a prendere il primo giornale di annunci di lavoro”. Sì ma l’ho fatto. Mi sono laureata e ho iniziato a cercare lavoro. “Sei stata choosy nel cercarlo?” mi chiedono.

Mmmm. Ci penso.

Sono stata choosy?

Sì, lo sono stata. Sono stata choosy. La Fornero ha ragione, io sono stata choosy!

“Perché?” mi chiedono.

Come perché? Perché no, semmai. Mi ero appena laureata, avevo coronato il mio sogno. Le mie “choosy” aspettative si erano realizzate, perché non continuare a choosyzzare? Avevo la mia laurea, i miei voti di esame, il mio sogno tra le mani. Sono stata choosy eccome!

Quando ti sacrifichi una vita, lontana dalla famiglia e dagli affetti, e riesci a raggiungere il tuo obiettivo c’è poco da rimproverare: devi essere esigente. Io sono stata esigente, molto esigente. Io non ho guardato le offerte di lavoro per cameriera (niente polemiche, non è un’affermazione negativa) perché avevo già fatto la cameriera. Sì, mentre studiavo per raggiungere i miei obiettivi. Una volta raggiunti cosa avrei dovuto fare, cercare di nuovo un ristorante dove lavorare?

No, non ci sto. Mi sono accontentata anche troppo.

È per questo che chiedo anche a te, che mi leggi, di essere choosy. Se hai il tuo sogno, se hai il tuo obiettivo, se vivi per essere qualcosa, diventalo! C’è la crisi, non c’è lavoro, è vero. Ma io e te veniamo dalla stessa situazione. Io e te siamo due giovani che si sono ritrovati laureati e felici nello stesso momento in cui l’Italia iniziava ad affondare. La crisi dovrebbe forse spezzare i nostri desideri? No, non permetterglielo.

Io scrivo, dunque choosy. Io ho scelto. Non ho accettato di lavorare con le cooperative che mi offrivano 3 euro e 50 centesimi all’ora. No. Non azzardarti a farlo: devi essere choosy.

Ho sempre avuto chiaro in testa il mio obiettivo e da lì sono partita. Con qualche trucco, ovviamente.

Primo trucco per essere choosy

Resta a casa dei tuoi fino a quando non guadagni abbastanza soldi per andartene davvero. Non lasciare che ti sfruttino solo perché hai paura di sembrare un bamboccione. Sii serio, vattene quando hai davvero le potenzialità per farlo. Se hai un sogno devi essere esigente, rincorrilo. Il mio sogno? Fare della scrittura il mio lavoro. Il mio inizio? Semplice, come quello di molti. Tanto studio unito a piccoli lavori, con un badget mensile piccolo ma in grado di darmi molto per il futuro del mio lavoro. Bambocciona, ma choosy.

Secondo trucco per essere choosy

Cresci. Non di altezza, cresci professionalmente. Aiuta i tuoi se ne hanno bisogno (pagare una bolletta o fare la spesa ogni tanto aiuta la famiglia ad andare avanti, nonostante la crisi). Ci riuscivo? Sì. Devi riuscirci con i primi lavori. Se non ci riesci è perché non fai abbastanza. Fai di più. Scrivi di più, cerca più collaborazioni, è possibile farlo, te lo assicuro.

Terzo trucco per essere choosy (definitivamente)

Buttati nel mondo del lavoro professionale. Ora puoi farlo, ora sei un “choosy” definitivamente. Hai studiato, hai fatto pratica i primi anni con i lavori iniziali, sei rimasto a casa con i tuoi. Ora metti più pratica in quello che fai: se sei arrivato a buon punto diventa un professionista. Partita Iva, se vuoi, oppure dipendente. Se sei stato un valido scribacchino choosy inizierai a ricevere offerte e lavori importanti. Segui la tua strada e buttati. Choosyzzati definitivamente.

E ora?

Ora rileggi quello che ha scritto la Fornero. È giusto?

È giusto troncare le proprie aspettative perché la crisi non permette di essere esigenti? No, non è giusto. L’economia è a rotoli, i tuoi genitori faticano, lo so, lo sappiamo tutti. Ma non c’è un solo modo per aiutare la propria famiglia, ne esistono diversi. Uno di questi segue la mia formula personale, quella che mi ha fatto arrivare all’inizio del terzo trucco: sacrificio, aspettativa e pazienza. Punto.

Salve Ministro Fornero. Io sono stata, sono e sarò choosy.

 

 

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