TORTONA Ortofabbrica

Spazio Ortofabbrica: un connubio d’altri tempi

by • 5 Maggio 2012 • Arte, Design, Ispirazione, Moda e tendenzeComments (0)1487

di Stefania Rienzi


In un nuovo secolo che con lentezza si sta accorgendo dell’importanza del rispetto dell’ambiente, della manualità e delle nuove opportunità che offre il recupero dei materiali in disuso, ho apprezzato quell’infinitesima parte del Fuorisalone organizzata nello spazio Ortofabbrica di via Savona 37 a Milano.

Ortofabbrica è un bell’esempio di ecosostenibilità (termine ormai abusato) che fa interagire ricerca di materiale, recupero e stile con la proposta non a caso di oggetti di design, moda e, considerando che noi italiani amiamo l’aspetto tradizionale culinario, di enogastronomia.

Il suo ideatore è Angelo Grassi, architetto e designer, che ha fatto del recupero di spazi dismessi la sua filosofia professionale e che per il quarto anno ha selezionato diversi creativi e artigiani che propongono le proprie specialità.

Ortofabbrica è un “orto urbano” in cui vengono proposti oggetti del passato rinnovati nelle forme e nei colori, offrendone una nuova visione. Tante le proposte interessanti trovate in questo spazio, dove si respirava la dimensione umana del saper fare, la semplicità degli oggetti in contrapposizione con il dominante high-tech.

All’interno di questo cortile si trovano delle serre adibite a spazi espositivi dove si sono radunati Designer, architetti del paesaggio, decoratori del verde, artisti, artigiani tessili, stilisti e creativi, artisti del gusto e del sapore che hanno in comune il rispetto verso l’ambiente, la volontà di recuperare metodi autentici e di riutilizzare materiali e prodotti per destinarli ad un secondo uso.
Tra i tanti interessanti vorrei ricordare Terrecotte S. Rocco, azienda che ha scelto di ispirare la propria attività di vasi e terrecotte alla tradizione artigiana; l’azienda Peotta Armando specializzata nella lavorazione della “pietra vicentina”, rappresentata dal designer e progettista Diego Chilò che realizzerà durante la settimana del design progetti con scarti di pietra destinati allo smaltimento;  A.N.G.E.L.O, famoso collezionista di abiti vintage presenta una collezione di costumi da bagno anni 50’, in linea con la BIOPISCINA che verrà realizzata all’interno del cortile; Vicolo PagliaCorta, creatori di insoliti gioielli e di piccoli oggetti d’arredo grazie all’assemblaggio di materiali di riciclo;  Stamperia Bertozzi che produce tessuti stampati a mano con procedimenti naturali, colori vegetali e metodi antichi.

borse_legnoQui ho anche ritrovato un interessante progetto realizzato dal designer Michele Berberio, che ho avuto il piacere di conoscere a Torino durante Operae: mostra mercato di design autoprodotto, design non industriale appunto.
Berberio progetta e realizza diversi oggetti tra cui la borsa eco-friendly, realizzata in legno di pioppo e abete, cotone, tela e cordoncino di canapa e della quale sono personalmente una grande sostenitrice, non solo perché è un oggetto particolare e unico ma anche perché è realizzato con minuzia di particolare con un tocco fashion che non guasta. Senza rinunciare alla comodità: io la porto tutti i giorni, e vi assicuro che fa colpo!

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