Stop-the-traffik

La nuova comunicazione: tra esibizioni e guerrilla

by • 12 aprile 2012 • Advertising, Non ConvenzionaleComments (1)33

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Novità per la pubblicità. Novità per i pubblicitari.

I tempi cambiano, e la comunicazione fa del suo meglio – o almeno ci prova – per non restare indietro. Così cambia anche lei, per quanto le sia concesso. E non si accontenta delle solite affissioni, dei soliti spot. Cerca l’emozione, il pugno allo stomaco, lo stupore, e a dispetto di qualche esperimento fallimentare, talvolta ci riesce. Perché l’ultima frontiera è la guerrilla, anzi, la social guerrilla: non più adesivi colorati con testi accattivanti lasciati su ogni muro della città, non più mega affissioni tra il buffo e l’irriverente, ma persone vere che si attivano per sensibilizzare l’opinione pubblica su piaghe sociali.

Su questo filone nasce l’ultima azione di comunicazione dell’agenzia Duval Guillaume per Stop the Traffik. L’associazione, per definizione “una coalizione globale di organizzazioni, comunità e individui che ha come scopo quello di sensibilizzare nei confronti di un problema diffuso a livello mondiale, ovvero la tratta degli esseri umani […]” vuole dire basta allo sfruttamento e alla mercificazione del corpo femminile, vuol fare aprire gli occhi sulla realtà delle donne che arrivano in Occidente con una promessa di lavoro, e che sono poi costrette a prostituirsi.

Come location è stato scelto il Red Light District di Amsterdam: sei ballerine a passi di dubstep si esibiscono dietro una vetrina, catturando – ovviamente – l’attenzione dei passanti.

Sessanta secondi di spettacolo con applausi e facce entusiaste da parte degli spettatori. A seguire dieci secondi di silenzio davanti alla scritta che recita: “Ogni anno migliaia di donne ricevono promesse di fare carriera nel mondo della danza nell’Europa occidentale. Purtroppo finiscono qui. Stop the traffik.”

Immagine anteprima YouTube
 

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