“GrowThePlanet”, a tu per tu con il founder Leonardo Piras

by • 2 Aprile 2012 • Interviste, Progetti, ProtagonistiComments (0)1031

A metà Marzo abbiamo parlato di “GrowThePlanet” e l’avevamo ribattezzato come il nuovo “green” social network del momento.

A distanza di una dozzina di giorni siamo andati a disturbare il co-fondatore Leonardo Piras e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui.

Cosa c’è dietro il concept di un social network? Ma soprattutto… Dove vuole arrivare “GrowThePlanet”?

Partiamo innanzitutto dall’idea. “It’s time to grow up and make a better world” e “Coltiva ortaggi, cambia il mondo”. Concentriamoci sul pay off in ligua italiana. “GrowThePlanet” nasce da amanti di orti con spiccato pollice verde o dalla crisi economica europea che ha spinto molti individui a “tornare alle origini” e a destreggiarsi con prodotti più salubri e lowcost?

Grow The Planet nasce dall’amore per il buon cibo, per la buona cucina, per la voglia di provare a diffondere una pratica che è anche uno stile di vita, che porta con se una serie di valori positivi quali la sostenibilità, il ritorno al contatto con la natura, il prendersi del tempo per dedicarsi a qualcosa che fa felice in primis se stessi e contemporaneamente al mondo intero.
La crisi è uno dei fattori che fa essere Grow The Planet un prodotto “adatto” ai tempi, ma noi preferiamo sostenere che quello che sostiene Grow The Planet è una rinnovata e sempre più forte “coscienza green” delle persone. Qualcosa sta cambiando nella testa delle persone, che hanno capito che la sostenibilità è un valore anche per la qualità della propria vita, non qualcosa di astratto che va fatto “per il bene dell’universo”.

State attraversando un’esperienza social. E non siete semplici iscritti bensì il motore di tutto. Credo sia un passaggio adrenalinico passare da fruitori a fondatori. Come siete organizzati? Che squadra vi supporta?

Grow The Planet è un servizio in costante costruzione ed evoluzione. Non puoi mai fermarti. La nostra idea è di rilasciare nuove funzionalità importanti ogni mese e lavorare attivamente alla manutenzione e al miglioramento di quello che rilasciamo. Per questo abbiamo bisogno di un team che è ancora in costruzione ma il cui nucleo è definito. Non ci sono neanche ruoli troppo forti. Gianni Gaggiani è l’Amm. Delegato, ma tutti fanno un po’ tutto. Siamo convinti che per una startup il team, le persone, siano il valore più importante.

Crediamo di aver iniziato il lavoro con le persone giuste: pochi ma estremamente buoni.
Da qui dobbiamo costruire. Grow The Planet deve ingrandirsi, internazionalizzarsi, arricchirsi di funzionalità, contenuti, opportunità. Per questo presto cominceremo a cercare qualcuno che possa saltare su e collaborare.

Parliamo di numeri. Quanti iscritti avete collezionato? Come sta reagendo “GrowThePlanet” al mercato dei social network?

Ad oggi siamo, anche grazie alla buona stampa che abbiamo avuto, a circa 7000. I più attivi al momento sono gli italiani.

Tutto questo solamente grazie ai blog e ai mezzi digitali come Tiragraffi, che ringraziamo davvero per il supporto.
Noi siamo un social network sui generis, molto diverso per finalità e funzionamento rispetto a quelli generalisti.
Noi puntiamo ad avere una community vasta ma soprattutto appassionata, partecipe.

Nel pezzo di metà Marzo pubblicato su Tiragraffi avevo battezzato “GrowThePlanet” come un social settoriale con una community altamente partecipativa e interconnessa. Pensate davvero che la settorialità sia il futuro dei social? C’è ancora spazio per idee generaliste?

Beh, se diamo un occhio ad esempi come Google+ o Pinterest potremmo dare due risposte opposte.

Non c’è una risposta precisa. Sono le idee che contano, l’esperienza che dai agli utenti, l’immediatezza e la semplicità dell’interazione.
Serve un social network che faccia le stesse cose che fa Facebook? Forse no. Grow The Planet può parlare anche al pubblico di Facebook? Secondo noi sì :)

Una delle caratteristiche principali di “GrowThePlanet” è la possibilità di creare il proprio orto e farlo interagire, nell’arco di 20-30 km, con altri “social-agricoltori” in modo tale da scambiare non soltanto consigli ed opinioni ma anche gli ortaggi. Quanto è stato importante il fattore della geolocalizzazione per la crescita e lo sviluppo del vostro social?

Fondamentale. Imprescindibile. E’ una delle idee “core” del progetto. E’ quello che permette al sistema di darti consigli personalizzati, che permette gli scambi a km zero e che in futuro supporterà le tantissime altre cose che abbiamo in mente di fare. Ci sarà da divertirsi! :)

Avete realizzato un piano di comunicazione per dare visibilità a “GrowThePlanet”? Potete smascherarci qualche segreto della vostra strategia comunicativa?

Certo che ci abbiamo pensato! Abbiamo in mente un piano di comunicazione che consenta a Grow The Planet, prima di tutto, di farsi conoscere anche fuori dall’Italia, di far percepire e trasmettere i propri valori – tutti estremamente positivi – alle persone che ne vengono in contatto e di trasformare questa “connessione” che abbiamo con le persone in utenti partecipi del sito.

Comunicare, tuttavia, costa tanti soldi e in questo momento Grow The Planet sta avendo contatti con diversi potenziali partners per ottenere le risorse necessarie allo sviluppo del prodotto e alla sua “proposizione” sul mercato.

Approfondimenti

Grow The Planet – It’s time to grow up and make a better world.
Sito – www.growtheplanet.com
Facebook – www.facebook.com/growtheplanet
Twitter – @growtheplanet

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