Margherita Atzori: quando il guerrilla è psicologia, arte, impegno sociale e scelta etica

by • 26 Marzo 2012 • Interviste, PersonaggiComments (0)242

Continuiamo il nostro viaggio nel “guerrilla” con Margherita Atzori, una giovane artista della maglia che con il suo uncinetto disegna creature fantastiche e trasforma gli spazi pubblici.

Psicologia, arte, impegno sociale, ritorno delle arti domestiche, senso del luogo, scelta etica.
Sono le chiavi per entrare nella filosofia e nel mondo colorato di Margherita, la “guerrigliera” che  cita il grande psicologo Philip Zimbardo (l’autore del famoso esperimento della Prigione di Stanford) si ispira a Collodi e a Rodari, ripara le sue opere, suona il basso, crede profondamente nel valore terapeutico della maglia e nella necessità di attenersi ad un manifesto etico.

Laurea in Psicologia dello Sviluppo e un progetto di ricerca personale nell’ambito del sociale e dell’infanzia, finalizzato alla ricerca di ”strumenti non convenzionali” di terapia psicologica legati al mondo dell’Arte. Quanto questo passato è stato determinante nel  tuo approccio allo yarn bombing?

Fondamentale, sono attratta da tutto ciò che crea  interazione sociale, per questo mi sono avvicinata al movimento Yarn Bombing.
Attraverso la scelta del colore e dei soggetti cerco di creare un coinvolgimento collettivo ed emotivo riappropriandomi degli spazi urbani, che si trasformano in questo modo  in un museo a cielo aperto, nel quale condividere stati d’animo positivi.
Citando le parole del grande Philip Zimbardo, psicologo sociale dell’Università di Stanford: “necessario è essere “socio-centrici piuttosto che interessati al proprio egocentrico benessere”.

 

Cosa pensi di questo fenomeno sempre più in crescita? E qual’è il tuo rapporto con lo Yarn Bombing?
Lo Yarn Bombing è una forma di Street Art molto interessante.
In primo luogo perché è legato  a una tradizione antica che apparteneva alla generazione delle nostre mamme e nonne. Se pensiamo che oggigiorno  sono pochissime le ragazze  che sanno cucire e/o lavorare a maglia, capiamo quanto questo movimento sia indispensabile per rivalorizzare un’arte manuale così raffinata.
In secondo luogo, lo Yarn Bombing è un movimento giovane ed essendo tale ogni percorso deve essere ancora segnato, a partire dalle modalità in cui si pratica.
Per questo motivo ho deciso di darmi un decalogo etico (https://www.facebook.com/guerrillacrochet/info) che guida e conforma lo svolgimento di ogni performance artistica.

Hai degli artisti di riferimento ?
Trovo ispirazione da tutto ciò che mi fa  emozionare, come la lettura di un libro, per esempio.
Molte mie installazioni hanno dei riferimenti letterali: Gianni Rodari col suo libro “La Freccia Azzurra” ha ispirato la realizzazione del cane a dondolo Spicciola; il grande Collodi mi ha guidato nella creazione di Pinocchio. Scelgo soggetti legati all’infanzia perché voglio che tutti possano immedesimarsi e ritrovarsi.

– Trasformi e dai nuova vita agli spazi urbani degradati. Quanto è forte la componente di denuncia, nel tuo lavoro e quanto questa ti motiva nella scelta dello spazio su cui agire.
La denuncia al degrado urbano ha una valenza importante nel mio lavoro
.
Pali stradali privi di effettiva funzione o addirittura costituenti allo stato attuale pericolo per la collettività, sono i primi a essere presi di mira.
Ci tengo a precisare che ogni mia installazione è temporanea. Non voglio che i lavori, scolorendo o rovinandosi col tempo, perdano la loro funzione decorativa contribuendo così ad accentuare il  degrado urbano, senza considerare l’aspetto ecologico della cosa …Nella mia guerrilla, voglio portare avanti anche un discorso di riciclo degli oggetti.
Molte installazioni che sto preparando sono oggetti  trovati ai piedi dei cassonetti. Vorrei denunciare gli sprechi e dimostrare che molte cose possono ancora essere riutilizzate e trasformate.

Quanto sei ispirata dal luogo?
Tantissimo,  quando cammino per le strade della mia città guardo con occhi diversi ciò che mi circonda. Mi diverto a immaginare come potrebbero trasformarsi gli oggetti che attirano la mia attenzione, un po’ come si fa quando si guarda il cielo e si  cerca di dare  forma a ogni nuvola che passa … è una sensazione bellissima.

Scegli soggetti legati al mondo dell’infanzia. C’è una ragione in particolare?
La scelta di utilizzare degli oggetti legati al mondo dell’infanzia è finalizzato all’obiettivo che intendo perseguire.
Il Spicciola è l’esempio più grande.
Mi sono chiesta: quante persone, imbattendosi in un oggetto così particolare,  sarebbero state in grado di rovinarlo, o addirittura, prenderlo a calci? Ero quasi certa che nessuno l’avrebbe toccato e sicura che ci sarebbe stato chi, invece, l’avrebbe controllato e difeso.
Prima di tutto perché è un oggetto legato all’infanzia; secondo  non è un oggetto qualunque, ma un gioco molto ambìto per qualsiasi bambino; in terzo luogo, rappresenta un cane, un essere indifeso per sua stessa natura oltre che un fedele amico dell’uomo.
Quello che volevo innescare era una sorta di regressione all’infanzia e così è stato.
Le persone mi scrivevano: “vederlo è stato un po’ come tornare bambino, bellissimo”, c’era chi gli ha dato un suo nome di fantasia e chi lo chiamava Snoopy.  La gente si è affezionata e vegliava su di lui.
E’ stato in strada due mesi, integro e solo una volta è stato toccato.

 

Ho letto che “restauri” le tue opere. La trovo una cosa bella e un modo nuovo di intepretare la knitting art. Quanto conta e cosa significa per te questo processo di ristrutturazione?
E’ importantissimo, se non lo facessi le mie installazioni, perderebbero quella valenza “terapeutica” di positività innescando nei passanti l’effetto contrario, trasmettendo messaggi negativi, di lassismo e tristezza.

Come reagiscono le persone davanti alle tue opere?
Quello che tu regali alla strada diventa bene comune, parte del contesto e della società, che  lo ingloba responsabilizzandosi  per tutelarlo nel tempo. L’oggetto viene investito di forte carica emotiva ed affettiva, viene difeso dai vandali e sistemato qualora vi siano delle anomalie.
Le persone mi tengono informata sulle condizioni del manufatto, mi chiedono esplicitamente di venire a “ripararlo”.
Mi scrivono parole bellissime e ringraziamenti sentiti riferendomi che ogni qual volta passano per pizza Costituzione (luogo dove si trova il palo “Oggi Sorridi”)  immancabilmente sorridono e raccontandomi che ogni mattina c’è un cane di pezza legato alla panchina che da il buongiorno ai passanti, quasi come se fosse un cane vero, che li accoglie scodinzolando.

Margherita quando non fa la maglia cosa fa?
Al momento sono impegnata nello studio per l’abilitazione alla professione psicologia.
Nel tempo libero, invece, continuo a coltivare una vecchia passione per la musica, suonando il basso elettrico.

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