Io ci vado… ancora? La polemica sulla campagna del Centro Sport Palladio

by • 9 Febbraio 2012 • Advertising, ComunicazioneComments (1)2041

A  dicembre,  le strade della città di Vicenza,  iniziavano a riempirsi di cartelloni che ritraevano un personaggio un po’ bizzarro, chiaramente “irreale”, in giacca e cravatta (e probabilmente una buona dose di photoshop)  con una scritta vicina: “Io non ci vado…haha!”

Google non aiutava in nessun modo,  nessuna piattaforma  social contenteva qualche informazione su questi pannelli che ormai facevano chiacchierare parecchio. Io stessa mi trovavo a girare intorno alla stessa rotatoria in macchina con il fine di riuscire a leggere paroline piccole che mi potessero portare alla soluzione.

Pochi giorni fa invece, grazie al portale Vicenza.com (ideato, tra l’altro, dalla medesima agenzia che ha realizzato questi cartelloni ndr) riusciamo finalmente  a capire che si tratta della fase “teaser” di una campagna pubblicitaria la quale – scopriremo in seguito – intenderà promuovere una palestra della città, molto grande e già molto conosciuta.

Ed ecco svelato il segreto: il follow up di questa misteriosa campagna, ritrae sempre lo stesso personaggio “io non ci vado”, affiancato stavolta,  da una bella ragazza in forma,  mentre fa degli esercizi in tenuta sportiva, con accanto il payoff  “e si vede” “noi si”.

Immediatamente scoppia la polemica, per aver ritratto un  “immigrato” come immagine della persona che non solo non va in palestra, ma evidentemente non ci può andare, perché chi va “noi si” è rappresentata dalla classica donna molto giovane, in forma,  ecc.

Personalmente posso credere all’ipotesi della versione di una “brutta” (e forse cattiva) pubblicità.

Prima di tutto, il suono onomateopeico corretto della risata è “Ah ah ah” è non “Ha ha ha” (verbo avere).

In secondo luogo, utilizzando una deformità, anche se posticcia e artefatta, il messaggio trasmesso è sempre quello:

deforme = brutto = male
in forma/donna* = bello = bene

* da non sottovalutare questo fattore appeal usato

Escludo comunque l’aspetto della discriminazione razziale sollevato per il personaggio raffigurato.  Semplicemente perchè quel messaggio a me non è arrivato. La giacca e la cravatta probabilmente vogliono essere elementi simbolici di “benessere” e ciò che percepisco da quella brutta faccia è un  “non vado in palestra perché non mi interessa”, non “perché non posso o non sono ben accetto”.

Citando una   news ufficiale

“due soggetti, così diametralmente lontani, rappresentano dunque, nella simbologia pubblicitaria, due mondi e due stili di vita contrapposti che oggi si specchiano nella nostra società. Da una parte lo stralunato personaggio, consumato da una vita certamente border-line, da orari esagerati e probabilmente eccitato non per cause naturali…”

Ultima cosa, ma prima quanto ad importanza, la fase teaser sicuramente aveva colpito nel segno.  Così tanto che mi aspettavo molto di più.
Un messaggio quindi difficile, per molti fraintendibile e certamente provocatorio, che in questi giorni ha dato vita a polemiche e curiose reazioni in rete tra cui il boomerang: “io non ci vado… più! Ahah!”

E voi, ci andreste?

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One Response to Io ci vado… ancora? La polemica sulla campagna del Centro Sport Palladio

  1. Lila ha detto:

    Immaginavo di non essere la sola perplessa, ma non avevo voluto nemmeno perdere tempo a cercare… Ho trovato estremamente disgustoso il teaser, che ammetto era poco digeribile al mattino andando al lavoro, ancora peggio il finale per la banalità. Non ci vado più per altri motivi da ben prima, ma sicuramente considero questa una gran brutta pubblicità, con un messaggio distorto quanto la foto iniziale…