Sonnoli, i grafici e i web designer

by • 1 Dicembre 2011 • Design, Focus, Web designComments (2)1688

Leonardo Sonnoli è uno dei maggiori graphic designer italiani. Compasso d’oro 2011, socio AGI 2011, la più prestigiosa associazione di settore (di cui è presidente della delegazione Italiana). Sonnoli è anche docente allo IUAV di Venezia e l’Isia di Urbino e settimana scorsa è stato anche blogger.

Il Sole 24 Ore  nel suo spazio Faber Blog, ospita ogni settimana personaggi della cultura e non a cui viene affidato il blog.

Nella settimana di Sonnoli si è parlato naturalmente di grafica e nel post “Grafico? Una pizza quattro stagioni” del ruolo del grafico e di quanto sia difficile spiegarlo.

“Mi chiedo spesso perchè sia così difficile far capire qual’è il mio lavoro. “Faccio il grafico” rispondo, sapendo che già uno s’immagina che lavoro in pubblicità. E come riuscire a far capire la differenza che c’è tra il grafico Massimo Vignelli, il grafico Igor che lavora con me e il grafico della copisteria sotto casa che fa le fotocopie a colori. Sempre grafici sono. Come fare a spiegare che se tutti cucinano pochi sono gli chef?”

Leggendo questo post non ho potuto fare a meno di fare parallelismi con il ruolo del web designer, che causa ancora più confusioni e difficoltà. Persone che lavorano nel mio stesso settore fanno confusione. Fanno confusione i grafici, i pubblicitari, i miei studenti, i web designer stessi.

La mia fatica è spiegare la differenza che passa tra un grafico, un web designer, un esperto di facebook, un programmatore, un esperto di registrazione domini.

Al mio corso di web design all’Accademia di Belle Arti di Catania dedico una lezione a cercare di spiegare cos’è il web designer e cosa fa, o dovrebbe fare. I miei studenti (e non solo loro, clienti e agenzie di comunicazione varie fanno lo stesso), prima del corso, associano il web design a qualsiasi cosa.

Il web design è passato dall’essere flash, all’essere HTML5, dall’essere ajax all’essere jquery, passando negli ultimi anni dall’essere un social, per finire a wordpress, senza dimenticare il php.
Al momento per la maggior parte dei miei studenti web design significa wordpress, per la maggior parte dei miei clienti significa social. E allora mi tocca spiegare che wordpress o il social sono solo degli strumenti, come photoshop o illustrator, servono a comunicare.

Il punto fondamentale penso sia questo. Il web design, come la grafica è qualcosa che ha a che fare con la comunicazione e con il comunicare. Più il design è buono più chiaro sarà il messaggio, e un design sarà buono quanto più si conosce il media dove verrà visto.

L’approccio di progettazione per uno spot tv è diverso da un 6×3 che è diverso da un bigliettino da visita o da un magazine.

Lo strumento del comunicare per il web designer sono le pagine web, il media è il web.

Per “conoscere il web”, intendo non solo le parti tecniche, ma anche il meccanismo e il funzionamento di veicolazione del messaggio.

Tralascio volutamente la questione relativa alla conoscenza del codice html. Si trova tanta letteratura blog in rete, con post molto ben argomentati tra chi sposa la tesi “un web designer deve conoscere HTML/CSS” e chi è contrario. Io sono per la prima tesi. Conoscere l’html e il css è alla base, ma non deve essere il focus principale.

E quindi quando mi chiedono consigli su qualche “bel librone di html (o di php o di css o di wordpress)” in genere rispondo con libri di grafica e tipografia. Tra gli “Gli Elementi dello stile tipografico” e un librone qualsiasi di HTML e CSS, un web designer dovrebbe scegliere prima il primo e poi il secondo.

© Paul Pirosca – Fotolia.com
Pin It

Related Posts

2 Responses to Sonnoli, i grafici e i web designer

  1. wido ha detto:

    Sono molto in accordo, l’essere un web designer non è esclusivamente la capacità di saper scrivere tags html, regole css o codice php, o saper usare fireworks invece di un qualsiasi altro programma per la creazione di pagine web, queste cose sono le basi della progettazione nel media in cui si svolge la comunicazione, ma alla fin fine si tratta sempre di design e ne consegue che l’essere un web designer è essere un graphic designer, semplicemente il media è diverso e diverso è l’approccio, cambia il mezzo ma il risultato finale si compone delle stesse regole o linee guida. Alcuni ho notato scambiano anche il presentarsi come web designer assoggettando il termine a programmatore e delle volte sostituendolo del tutto.