Creatività e Sport – il caso delle mascotte olimpiche

by • 11 Novembre 2011 • Brand IdentityComments (1)2287

La scorsa settimana, in Giappone, è iniziata la World Cup di pallavolo e come tutte le competizioni sportive di un certo livello non poteva mancare la mascotte creata ad hoc per l’occasione.

Il 2012 sarà l’anno delle Olimpiadi di Londra e c’è già un gran parlare di Wenlock & Mandeville e delle iniziative che ruotano intorno a loro (http://www.london2012.com/mascots/).

Ma vi siete mai chiesti da dove vengono e perché esistono questi personaggi?
La prima mascotte è nata in occasione dei Giochi invernali di Grenoble, nel 1968 e prese il nome di Schuss; raffigurava semplicemente un omino sugli sci. Successivamente fu la volta di Waldi, il bassotto Dachshund a strisce “olimpiche” scelto per Monaco 1972. Questi due personaggi hanno dato il via alla tradizione delle mascotte nelle competizioni internazionali (in particolare nelle Olimpiadi), diventando un simbolo fondamentale per l’immagine del paese ospitante e dei giochi stessi.

Per la loro realizzazione i creativi scelgono solitamente due strade: una zoomorfa e una antropomorfa (o di varia ispirazione). Di recente le mascotte sono realizzate in multipli, ne sono un esempio Neve e Gilz a Torino 2006, rispettivamente un fiocco di neve e un cubetto di ghiaccio.

Che siano animali, personaggi assurdi, belli o brutti, singoli o multipli, resta il fatto che l’idea iniziale, quella di costruire un personaggio che possa esprimere i valori del Movimento Olimpico (lealtà, rispetto e fratellanza) ha lasciato il posto, edizione dopo edizione, al marketing e ai grossi introiti incassati dal merchandising; in questo le Olimpiadi di Beijing del 2008 hanno fatto storia!

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One Response to Creatività e Sport – il caso delle mascotte olimpiche

  1. Macmirko ha detto:

     Cara Maria Luisa, il dato è inesatto.
    Non so quale sia stata la prima mascotte della storia di un evento sportivo, ma non fu certo quella del 1968.
    Almeno due anni, nel 1966, i mondiali di calcio in Inghilterra sfoggiavano un simpatico leoncino di nome Willie:
    http://usasoccerstud.com/wp-content/uploads/2009/09/1966_world-cup-wilie.jpg
    Forse fu proprio questo il primo esempio di “pupazzo” sportivo legato a un grande evento, ma non ne sono affatto sicuro.

    Con stima, Zio Mirko.

    http://www.ziomirko.it